RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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venerdì 18 marzo 2016

T-yong Chung, holy concrete. A cura di Rossella Farinotti



T-yong Chung, holy concrete. 
A cura di Rossella Farinotti 

Surplace artspace
via San Pedrino 4, 21100 Varese

Il tempo si è fermato. Ma ha già ripreso a trascorrere con il lavoro di T-yong Chung che ha una stretta relazione con la storia e il passato che interagisce con un presente attivo. L’artista utilizza materiali come il gesso o, in questo caso, il cemento. La materia è testimone di una traccia lasciata dall’uomo. E di tracce qui si tratta: nello spazio di Surplace T-yong sviluppa un’installazione attraverso un corpo di opere iniziate nel 2015 dove oggetti d’utilizzo quotidiano indicano il modello per creare raffinate sculture in cemento, il materiale che, solitamente, l’uomo utilizza per riempire. T-yong crea un’opera installativa unica composta di una selezione di sculture in cemento di piccole e medie dimensioni poste come all’interno del suo studio, con alcuni elementi apparentemente decontestualizzati verso l’esterno, sul pavimento dello spazio. La relazione spazio/tempo che l’artista congela nelle sue sculture viene messa in discussione dal movimento di queste che, come tracce di un passaggio, non riescono a fermarsi, guardando a un futuro. Questi pieni rappresentano impronte di un percorso operativo che l’artista ha sviluppato attraverso la materia colmando dei vuoti attraverso il cemento. Un vuoto che T-yong rappresenta anche graficamente, realizzando tre eleganti disegni dove il vuoto – creato dall’impressione di una forma sul foglio - dialoga con un pieno disegnato in grafite.
Durante l’opening T-yong lascerà un’ulteriore traccia del suo lavoro che prenderà vita grazie all’artista stesso che, attraverso un’azione performativa, fermerà un momento passato racchiudendolo in una cornice. L’artista, in questo modo, lascia un’altra traccia di sé.

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