RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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lunedì 29 febbraio 2016

Buon segno non mente - Giovanni Maranghi

 
 
Il grande Giovanni Maranghi invitato come "Ospite d'Onore", con la mostra "BUON SEGNO NON MENTE" - resine ed encausti - alla Collettiva del Gruppo, si terrà alla Fornace Pasquinucci - Capraia Fiorentina (Piazza Dori 4, 50056 Capraia, Toscana, Italy), dal 5 al 20 marzo... 
Non potete mancare!

Eccomi di nuovo a parlare di Studi Festival - Milano

 

Studi Festival - Milano

Proprio qualche giorno fa vi ho parlato di questa iniziativa estremamente interessante (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2016/02/torna-anche-questanno-milano-studi.html), a cura di Claudio Corfone, Rebecca Moccia, Anna Stuart Tovini e Vincenzo Chiarandà.

www.studifestival.it
info@studifestival.it

Ora torno di nuovo su questo argomento perchè anche mio figlio, Gianmaria Milani, studente all'Accademia di Brera, ha deciso di aderire.

Ecco il progetto con il quale ha deciso di partecipare...




Open studio Gianmaria Milani

Dopo l’esperienza dell’anno passato, dove ho avuto l’opportunità di girare, come fruitore dell’iniziativa, in molti studi di artisti, ho preso la decisione di aprire anch’io, a coloro che vorranno venire a trovarmi, la mia casa/studio.
Ho deciso di fare questo perché ritengo che l’ambiente dove vivo e lavoro sia un’ottima vetrina per comprendere al meglio il mio percorso, il mio operato e la mia persona.
Per questo appuntamento ho deciso di proporre una sorta di caleidoscopio visivo, un punto di osservazione a 360° di quanto fatto fino a qui o perlomeno, da quando, circa 18 mesi fa, mi sono trasferito a Milano per frequentare l’Accademia di Brera.

L’installazione, perché di questo si tratterà, sarà una presentazione del mio lavoro passato, presente e futuro.
Nell’occasione presenterò in anteprima la video installazione, realizzata in collaborazione con l’amico videomaker Lu Pan, intitolata “SUICIDIO” che mette in correlazione, attraverso una metafora, un “normale” allenamento di basket alla vita di tutti i giorni.
Alle pareti oltre ad una selezione di miei lavori, saranno esposte una serie di opere di amici e colleghi con i quali ho collaborato negli ultimi 12 mesi, da Thomas Berra a Ciro Casale, da Swan a Stema e molti altri.

Per l’occasione ho anche deciso di ospitare il collega artista Giuseppe De Siati con il quale già in precedenza ci sono state varie collaborazioni dalla una mostra collettiva allestita da Off Brera, intitolata REMINDER 2015 al progetto “A.R.T.: Nutrimento e conservazione dell'arte” entrambe curate dal Prof.re Andrea Del Guercio.
Gianmaria Milani



all'infinito di due rette

Sin da bambini abbiamo imparato che due rette che corrono parallele tra loro non potranno mai incontrarsi, perché mantengono la stessa distanza tra loro.
Tuttavia il postulato di Euclide sulle parallele con l'introduzione del concetto di infinito, in più duemila anni, è stato trasformato in teorema superando il paradosso apparente del non incontro, infatti, se alle rette gli si attribuisce il valore infinito esse si incontrano... in un punto.
Quel punto è nello spazio infinito il nostro orizzonte visivo, un concetto consolidato nella civiltà occidentale dell'immagine, nell'imitazione della realtà a partire dalla piramide visiva con Brunelleschi si è ammessa scientificamente una visione soggettiva della realtà, illusionistica.
All'infinito di due rette non è il punto di fuga, dove le linee sembrano convergere, quanto i nostri occhi che vedono, noi vediamo il mondo e non semplicemente così come è.
Due visioni per provenienze differenti che sembrano incontrarsi in realtà restano distinte come le sponde di una strada i cui margini paralleli consento il viaggio.
All'infinito di due rette con Jimmy "in studio" abbiamo segnato un punto coincidente nella ripetizione dove interpretare la realtà, un ripetersi che dà esiti differenti divenendo punto di fuga, dal ridisegnare le pieghe del panneggio all'andirivieni della corsa in riferimento alla quotidianità che proiettata all'infinito scala se stessa.
Giuseppe De Siati



Performance: basket\suicidio di Gianmaria Milani
La pallacanestro, conosciuta anche come basket (abbreviazione del termine in lingua inglese basketball), è uno sport di squadra in cui due formazioni di cinque giocatori ciascuna, si affrontano per segnare con un pallone nel canestro avversario, secondo una serie di regole prefissate.
“Il basket” è uno dei pochi sport di squadra che tende al cielo.
Per molti, questa sua peculiarità è una rivoluzione/rivelazione.
Molti, anzi troppi, sono abituati a guardare solo in basso!

Suicidio, esercizio punizione.
Il suicidio si fa percorrendo tutta la lunghezza del campo di gioco con degli scatti veloci e ripetuti. Quest’esercizio viene fatto fare nel momento in cui, durante l’allenamento, anche un solo componente della squadra compie un errore. Per punizione, l’allenatore fa svolgere a tutta la squadra questo esercizio.
Si parte da fondo campo
si arriva alla prima lunetta e si torna indietro ,
poi si a va a metà campo e si torna indietro,
poi alla lunetta opposta e si torna indietro,
poi a quell’altro fondo campo e si torna indietro. Il tutto nel minor tempo possibile.
Questa “punizione” è una perfetta metafora del secolo appena trascorso ma ancor di più è uno spaccato della società odierna, dove per ogni “corsa” in avanti da un punto di vista tecnologico e/o evolutivo, esiste una corsa contraria, “all’indietro”, a passo del gambero, da un punto di vista sociale.



Intorno al tavolo: sVelo Venere di Giuseppe De Siati
L'intervento nello studio di Jimmy fa parte di una serie di operazioni di studio e di incontro che conduco "intorno al tavolo:" e che si svolge in diversi luoghi caratterizzati dalla presenza del tavolo e di alcuni ospiti.
"Intorno al tavolo:" costruisce un’isola relazionale in cui potersi aprire all'altro, sentire e costruire una visione. Archetipo della terra e isola relazionale, il tavolo come base e luogo di esperienza estetica, diventa un campo visivo, base di composizione meditata per immaginare il cosmo. Così lo spazio del tavolo è lo spazio dello studio, spazio "pittorico", pretesto compositivo in cui le immagini e le forme si fanno presenti.
Nello studio di Jimmy porto un piano per immaginare, un gioco di visione.
sVelo Venere: un piano per immaginare.
È un piano per immaginare esercitando una delle facoltà che distingue l'essere umano, esaltandone la dignità.
La somma delle parti di un velo filtrano la luce visibile su un piano, l'azione stessa del panneggiare porta in se il valore dell'ambivalenza della visione, interiore/esteriore, dove le circonvoluzioni del velo non sono semplicemente quelle di un velo.
Svelo venere è un panneggio di seta di due veli bianco e nero, orlati nei colori estremi che rispettivamente riflettono ed assorbono la luce, da stendere al centro del tavolo per immaginare. Venere, personificazione della bellezza della natura feconda, in questo caso luce del visibile le sue vesti sono raccolte nella capsula sferica, quale forma di perfezione da cui tirar fuori il velo per immaginare.
Il tavolo è così apparecchiato dai drappi in seta che diventano veicolo per la fantasia e rendono un tavolo "immaginifico"; strumento di studio per visualizzare attraverso le pieghe e le circonvoluzioni del panneggio la luce.
CONTESTO: il piano del tavolo nella sua orizzontalità è il piano cronologico dove si svolge l'azione. Dal centro tavola eseguire il panneggio di Venere, disponendo la massa di pieghe in modo da evidenziare la luce.
SCOPO: lo scopo del gioco è esercitare l'immaginazione e dominarla attraverso il disegno e la nominazione, ovvero, configurare immagini nella propria mente e su un foglio. sin. ideare, creare, inventare, escogitare, credere, intuire; quindi, usare la fantasia a partire dalle pieghe del velo, disegnare. Infine, nominare dando un titolo alle associazioni che scaturiscono dalla visione.
 Via Caviglia 3 int.17/A
info
gianmaria.95@hotmail.it

Anteprima XVI edizione de "LA SETTIMANA DELL'ARTE 2016" Cap. 3

   



Continuo a raccontarvi qualcosa a proposito della prossima edizione de "LA SETTIMANA DELL'ARTE 2016", organizzata da Casa d'Arte San Lorenzo, che si terrà in Sardegna il prossimo mese di giugno, della quale vi ho già fornito qualche anteprima in alcuni un post precedenti (http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/search/label/Settimana%20dell'Arte%202016).

Dopo aver svelato i nomi di due degli ospiti che si intratterranno con i collezionisti della Galleria, il critico e storico dell'arte Ivan Quaroni e l'artista Vanni Cuoghi, ecco un altro invitato d'eccezione: Massimilano Alioto!

Oggi artista maturo e colto, protagonista indiscusso della scena contemporanea senza aver mai però dimenticato di "strizzare l'occhio" alla tradizione, tornerà, dopo anni di assenza, alla Settimana dell'Arte, in veste di ospite d'eccezione con una mostra dai connotati decisamente antologici.


 L'artista, che di fatto ha mosso i primi passi proprio nella proposta di Casa d'Arte San Lorenzo, sarà presente con una selezione di circa venti lavori prodotti negli ultimi 10 anni di attività. 

 





Massimiliano Alioto nasce a Brindisi nel 1972, inizia a disegnare sin da bambino, studiando al liceo artistico e successivamente all’accademia di belle arti di Firenze.
Nel 1994 inizia ad esporre le proprie opere in giro per l’ Italia dal caffè storico letterario delle Giubbe Rosse di Firenze ad importanti gallerie e spazi pubblici di Roma e Milano, nel 1999 collaborando con la Casa d’ Arte San Lorenzo inizia un percorso pittorico seguito dal critico d’arte Maurizio Sciaccaluga che lo vede impegnato in esposizioni quali: Made in Japan, presso lo spazio Spazio consolo di Milano, Altre Direzioni, presso la Stazione Centrale di Milano, Stazione Santa Lucia di Venezia, Stazione Porta Nuova di Torino, Stazione centrale di Bologna, Stazione Santa Maria Novella di Firenze, Stazione Termini di Roma. Nel 2003 partecipa al IV premio Cairo Communication al palazzo della Permanente di Milano e nel 2004 la sua prima esposizione a New York presso Scope Art. Sempre nello stesso anno pubblica una monografia per la collezione Rex Built In.

Dal 2004 al 2007 collabora con la galleria Di Giovanni Bonelli e seguito dal critico Alessandro Riva espone nella mostra Miracolo a Milano presso il Palazzo della Ragione di Milano ed in altre importanti mostre, realizza poi altri eventi seguito da Paola Artoni, Luisa Castellini ed Emma Gravagnuolo.
Dal 2007 ad oggi Massimiliano Alioto collabora con Italian Factory di Milano e seguito da critici e giornalisti quali Luca Beatrice, Chiara Canali, Duccio Trombadori, Angelo Crespi e Vittorio sgarbi, produce importanti mostre e pubblicazioni editoriali, tra le tante sono la trilogia sul paesaggio Naturale, altra importante tappa espositiva lo vede partecipe nella mostra 4 Way Street con Agostino Arrivabene, Giorgio Ortona e Bernardo Siciliano presso Palazzo Te di Mantova, curata Da Luca Beatrice e Angelo Crespi, fino ad arrivare al 2013 dove partecipa alla 55^ Esposizione Internazionale d’Arte - la Biennale di Venezia Padiglione Della Repubblica Araba Siriana a cura di Duccio Trombadori.
I suoi progetti sono pubblicati da numerose case editrici quali Vallecchi, Damiani, Silvana, Electa, Maretti.

Alcuni suoi lavori sono stati acquisiti da importanti collezioni quali: Museo internazionale della musica,Bologna, Fondazione Benetton, Museo Michetti, Collezione Rex Built In, Collezione Confindustria. 


Massimiliano Alioto Vive e lavora a Milano 



Principali Mostre
2013
-Codex Corruptionis, 55^ Esposizione Internazionale d’Arte - la Biennale di Venezia Padiglione Della Repubblica Araba Siriana,
A cura di Duccio Trombadori, Maretti Editore
2012
-Collezione Becchetti, First Gallery Roma
Acura di Luca Beatrice
-4 Way street Alioto, Arrivabene, Ortona, Siciliano, Palazzo Te Mantova A cura di Luca Beatrice, Maretti Editore.
-63°Premio MIchetti, Museo Michetti, Francavilla al Mare. A cura di Luca Beatrice, Vallecchi Editore.
2011
-The First Italian Show, First Gallery, Roma, a cura di Luca Beatrice
-Disegni per la presentazione del libro : Diego per te , Diego Dalla Palma, Teatro Filodrammatici, Milano
2010
-Naturale Selvaggio, Museo Etrusco Palazzo Casali; Cortona, a cura di Vittorio Sgarbi,
Maretti Editore
2009
Love me Fender, M. casale Bauer, Museo internazionale della musica,Bologna.
A cura di Luca Beatrice. Damiani Editore
-Contemplazioni. Bellezza e tradizione del nuovo nella pittura contemporanea italiana. -Collezione Confindustria- I Giovani e l'Arte. 11 opere raccontano.
First Gallery, Roma. A cura di Luca Beatrice.
-No-Landscape, Fondazione Bandera, Busto Arsizio. A cura di Luca Beatrice.
-Contemplazioni. Bellezza e tradizione del nuovo nella pittura contemporanea italiana.
A cura di Alberto Agazzani. Castello Sigismondo, Rimini
2008
-Rumors, Caserma Cavalli, Torino. A cura di Luca Beatrice.
-Naturale Marea, Spazio 8, Milano A cura di Luca Beatrice. Edizioni Electa. 2007
-Nuovi Pittori della Realtà, PAC, Milano. Acura di Vittorio Sgarbi.
Vallecchi Editore.
-Linee all'orizzonte, Galleria d'Arte Moderna e Raccolte Frugone, Genova. A cura di Maurizio Sciaccaluga, Maretti Editore
-58° Premio Michetti, Nuovi Realismi, Museo Michetti, Francavilla al Mare. A cura di Vittorio Sgarbi, Vallecchi Editore
-Naturale, Museo d'Arte Moderna, ciasa de ra Regoles, Cortina d'Ampezzo. A cura di Alessandro Riva. Edizioni Electa.
-To be continued...la nuova figurazione italiana. Fabbrica Borroni, Bollate. A cura di Chiara Canali. Silvana Editoriale.
-Il treno dell'Arte, da Tiziano alla Street Art: 500 anni di Arte italiana.
A cura di Vittorio Sgarbi, Duccio Trombadori, Luca Beatrice e Chiara Canali.
2006
-Colors, ex Chiesa Maria Gualtieri, Pavia. A cura di Paola Artoni.
-Milano a Colori, Contemporaneamente, Milano. A cura di Emma Gravagnuolo.
2005
-Miracolo a Milano, Palazzo della Ragione, Milano. A cura di Alessandro Riva.
Prima di Parlare, Piccola galleria, Bassano del Grappa. A cura di Elena Castellan.
-Luce sulla Città, Piccola Galleria, Bassano del Grappa. A cura di Alessandro Riva.
-Jungle, Duplex Art Gallery, Genova. A cura di Luisa Castellini.
2004
Vita da Cani, Scope Art, New York.
2003
-Altre direzioni, Stazione Centrale di Milano, Stazione Santa Lucia di Venezia,
Stazione Porta Nuova di Torino, Stazione centrale di Bologna, Stazione Santa Maria Novella di Firenze, Stazione Termini di Roma. A cura di Maurizio Sciaccaluga.
-Paesaggi, ex convento di Santa Chiara, Brindisi. A cura di Domenico Gatti.
-Made in Japan, Spazio Consolo, Milano. A cura di Maurizio Sciaccaluga.
-Premio Cairo Communication, Palazzo della Permanente, Milano.
2002
Performance, Libreria Mondadori Multicenter, Milano.
1999
-Sulla Strada, Il Tempo Ritrovato, Milano. A cura di Dino Carlesi.

domenica 28 febbraio 2016

Joan Miró: la forza della materia



Dopo la mostra dedicata a Gauguin, il MUDEC - Museo delle Culture continua il percorso dedicato agli artisti che hanno guardato al primitivismo delle culture extraeuropee con una mostra dedicata a Joan Mirò curata da Teresa Montaner, conservatore capo della Fundació Joan Miró di Barcellona, prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 Ore e promossa dal Comune di Milano-Cultura.

Il lavoro di Joan Miró, una delle personalità più illustri della storia dell'arte moderna, è intimamente legato al surrealismo e alle influenze che artisti e poeti di questa corrente esercitarono su di lui negli anni venti e trenta. È attraverso di loro che Miró sperimenta l'esigenza di una fusione tra pittura e poesia, sottoponendo la sua opera a un processo di semplificazione della realtà che rimanda all'arte primitiva, al tempo stesso punto di riferimento per l'impostazione di un nuovo vocabolario di simboli e strumento utile a raggiungere una nuova percezione della cultura materiale.

Joan Miró. La forza della materia intende porre l'attenzione su questo ultimo aspetto, mostrando attraverso un'ampia selezione di opere realizzate tra il 1931 e il 1981, l'importanza che l'artista ha sempre conferito alla materia, non solo come strumento utile ad apprendere nuove tecniche ma anche e soprattutto come entità fine a se stessa. Attraverso la sperimentazione di materiali eterodossi e procedure innovative, l'artista mira a infrangere le regole così da potersi spingere fino alle fonti più pure dell'arte.

Le oltre 100 opere esposte in un percorso cronologico che ricostruisce l’attività dell’artista, provengono nella maggior parte dalla collezione della Fundació Joan Miró di Barcellona e da quella della famiglia dell'artista.

Mudec – Museo delle Culture
via Tortona 56, Milano

Periodo
25 marzo – 11 settembre 2016

Orari
Lun 14.30‐19.30; Mar, Mer, Ven, Dom 09.30‐19.30; Gio, Sab 9.30‐22.30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura

Biglietteria
12 € Intero | 10 € Ridotto

Info e prenotazioni
T. +39 02 54917 | http://ww.ticket24ore.it/mudec | www.mudec.it

sabato 27 febbraio 2016

Centro Pecci, il museo di tutti. Verso il Grand Opening: strategie, programmi e prospettive del Centro Pecci

A Prato...

 

Centro Pecci, il museo di tutti. Verso il Grand Opening: 
strategie, programmi e prospettive del Centro Pecci

Il Centro Pecci ha intrapreso un importante percorso di confronto costruttivo con il territorio e con le tante categorie che compongono la società, oltre a organizzare numerose iniziative, che hanno visto una grande e appassionata partecipazione di pubblico, per cercare di comprendere non solo le arti del nostro tempo ma anche quanto accade nel mondo. In vista del Grand Opening di ottobre è arrivato il momento di concentrare l'attenzione su questo importante evento per la città sulla mission e sul futuro del Centro Pecci, attraverso strategie, programmi e prospettive.

Interverranno e si confronteranno con il pubblico: Matteo Biffoni, Sindaco del Comune di Prato; Simone Mangani, Assessore alla Cultura del Comune di Prato; Irene Sanesi, Presidente Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana e Fabio Cavallucci, Direttore del Centro Pecci.

Ingresso libero (Accesso ai nuovi spazi, lato Art Hotel, viale della Repubblica 289, Prato)
Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci
Viale della Repubblica, 277, 59100 Prato

Informazioni: tel. 0574 5317
info@centropecci.it
www.centropecci.it

MAURIZIO NANNUCCI Top Hundred a cura di Andreas Hapkemeyer

A Firenze...

 

MAURIZIO NANNUCCI
Top Hundred

a cura di Andreas Hapkemeyer

27 febbraio / 23 aprile 2016
inaugurazione sabato 27 febbraio ore 19.00

Il Museo Marino Marini, Firenze, inaugura il programma espositivo del 2016, sabato 27 febbraio con “Top Hundred” un progetto di Maurizio Nannucci. Cento opere scelte tra multipli, edizioni, libri e dischi d’artista, video, riviste, documenti ed ephemera di cento protagonisti della scena internazionale dell’arte dagli anni Sessanta ad oggi, provenienti dalla collezione di Zona Archives da lui iniziata nel 1967. E’ un progetto in divenire dove ogni nuova presentazione restituisce l’idea di un archivio aperto e nel quale il “Top Hundred” diviene uno statement di allestimento e di contenuti. La tappa fiorentina succede a quella di Museion, a Bolzano, dove i primi 100 “Top Hundred” sono stati presentati da settembre 2015 a gennaio 2016.

La mostra si propone come un percorso trasversale, in cui l’aspetto biografico della ricerca di Nannucci e quello storico di alcune pratiche artistiche coincidono. Top Hundred è una riflessione sul concetto di riproducibilità dell’opera d’arte, che, liberatasi dall’aura dell’unicità e dell’irripetibilità, si apre a una circolazione più ampia e democratica dove il valore economico diventa relativo. Sono così documentate varie esperienze e tendenze, dalla poesia concreta a fluxus, dall’arte concettuale alle ricerche sperimentali e multimediali fino ai recenti orientamenti artistici degli anni duemila.
“Top Hundred” diviene così un percorso attraverso l’arte degli ultimi cinquant’anni, da cui emerge la ricchezza e la forza innovativa dei molteplici linguaggi che l’hanno caratterizzata. Per la presentazione delle cento opere: multipli, libri e dischi d’artista, posters, audioworks, video ed ephemera la presenza di Nannucci al Museo Marino Marini si integra e con la collezione permanente.
Per l’occasione verrà pubblicato un catalogo con testi di Andreas Hapkemeyer, Maurizio Nannucci, Gabriele Detterer, Letizia Ragaglia, Alberto Salvadori e i contributi di Caterina Toschi e Alessandra Acocella.
L’esposizione si inserisce in un percorso di ricerca sugli archivi contemporanei, intrapreso dal Museo Marino Marini, iniziato nel 2014 con la mostra dedicata al Centro Di e alla collezione privata di Alessandra Marchi, seguito nel 2015 con l’archivio di libri d’artista contemporanei selezionati da Gregorio Magnani.

La mostra comprende opere multiple e documenti di Vito Acconci / Saadane Afif / Vincenzo Agnetti / Laurie Anderson / Carl Andre / Archigram / John Armleder & Ecart / Art & Language / Avalanche / John Baldessari / Robert Barry / Base progetti per l’arte / Joseph Beuys / Pierre Bismuth / Bit / Alighiero Boetti / George Brecht / AA Bronson & General Idea / James Lee Byars / Chris Burden / Daniel Buren / John Cage / Maurizio Cattelan & Permanent Food / Christo / Claude Closky / Gianni Colombo / Concrete Poetry / Martin Creed / Guy Debord & Internationale Situationniste / Herman de Vries / Antonio Dias / Nico Dockx / Brian Eno / Cerith Wyn Evans / VALIE EXPORT / Hans Peter Feldmann / Robert Filliou / Ian Hamilton Finlay / Henry Flint / Lucio Fontana / Terry Fox / Marco Fusinato & John Nixon / Katharina Fritsch / Rainer Ganahl / Liam Gillick / Global Tool / John Giorno / Piero Golia / Felix Gonzales Torres / Dan Graham / Rodney Graham / Guerrilla Girls / Hans Haacke / Damien Hirst / Jenny Holzer / Pierre Huyghe / Dorothy Iannone / Isidore Isou / Christian Jankowski / Allan Kaprow / Martin Kippenberger / Peter Kogler / Koo Jeong-a / Joseph Kosuth / Jannis Kounellis / Ferdinand Kriwet / Barbara Kruger / Yayoi Kusama / Robert Lax / Le point d’ironie / Sherry Levine / Sol Lewitt / Roy Lichtenstein / Richard Long / Francesco Lo Savio / George Maciunas & Fluxus / Piero Manzoni / Christian Marclay / Gordon Matta-Clark / Allan McCollum / Cildo Meireles / Méla / Gustav Metzger / Maurizio Mochetti / Jonathan Monk / Olivier Mosset / Matt Mullican / Antoni Muntadas / Maurizio Nannucci / Bruce Nauman / Carsten Nicolai / Olaf Nicolai / Claes Oldenburg / Yoko Ono / Gabriel Orozco / Ou / Giulio Paolini / Philippe Parreno / Richard Prince / Markus Raetz / Recorthings / Tobias Rehberger / Pipilotti Rist / Gerwald Rockenschaub / Dieter Roth / Allen Ruppersberg / Ed Ruscha / Seth Siegelaub / Gianni Emilio Simonetti / Something Else Press / SMS / Michael Snow / Daniel Spoerri / Spur / The Fox / Rirkrit Tiravanija / Niele Toroni / Franco Vaccari / Ben Vautier / Bill Viola / Wolf Vostell / Andy Warhol / Lawrence Weiner / Franz West / Emmett Williams / Christopher Wool / Heimo Zobernig / Zona

Maurizio Nannucci (Firenze,1939), è uno dei protagonisti dell’arte italiana degli ultimi decenni tra i più conosciuti internazionalmente. Sin dalla metà degli anni Sessanta esplora le complesse relazioni tra arte, linguaggio e immagine, creando inedite proposte concettuali, caratterizzate dall’utilizzo di media diversi: neon, fotografia, video, suono, edizioni e libri d’artista. Sono del 1967 i primi testi in neon che apportano al suo lavoro una dimensione più varia di significati e una nuova percezione dello spazio architettonico. Le sue opere sono state presentate in più di trecento mostre in musei e rassegne internazionali, dalla Biennale di Venezia a Documenta di Kassel. Si è appena conclusa una sua personale al MAXXI di Roma.
Parallelamente Nannucci svolge anche un’intensa attività editoriale, iniziata negli anni Sessanta con le edizioni Exempla che prosegue ancor oggi con Zona Archives e Recorthings, pubblicando libri e dischi d’artista, multipli e documenti di altri artisti, molti dei quali suoi compagni di strada e che con lui hanno contribuito all’affermarsi del concetto di riproducibilità dell’opera d’arte. Nannucci è tra i fondatori di numerose iniziative non profit come Zona (1974/1985), Zonaradio (1982...), Base progetti per l’arte (1998...), e ha curato varie mostre e presentazioni dei materiali di Zona Archives come: Small Press Scene, Zona, Firenze (1975); Artists’ Books / Cento Libri d’Artista Cento, Palazzo Strozzi, Firenze (1978); Cent livres d’artistes italiens, Bibliothèque Nationale, Paris (1981); Foné, la voce e la traccia, Centre Georges Pompidou, Paris (1984); A.B. Art in Bookform, Museum Alvar Aalto Museum Jyvaskyla (1987); Discothèque, Maison du Livre de l'lmage et du Son, Villeurbanne (1989); Zonaradio / Keeping Time, Ecole des Beaux-Arts, Bourges (1995); Bookmakers, Limoges (1995); Murs du son, Villa Arson, Nice (1995); Fonoteca, Palazzo delle Papesse, Siena (1998) e Ex Teresa Arte Actual, Mexico City (2000), Maurizio Nannucci Feautiring James Lee Byars, Museo d’Inverno, Siena (2016).

27 febbraio - 23 aprile 2016

Museo Marino Marini
Piazza San Pancrazio, Firenze
Orario: 10.00 - 17.00, chiuso il martedì e i giorni festivi

Biglietti: Intero: € 6, ridotto € 4, studenti € 3
Tel +39 055.219432 - e.mail:info@museomarinomarini.it
www.museomarinomarini.it

venerdì 26 febbraio 2016

Torna anche quest'anno a Milano, Studi Festival...

Torna anche quest'anno a Milano, Studi Festival...



Studi è il festival degli studi d’artista nella città di Milano.
Si basa sulla partecipazione attiva degli artisti che nel loro luogo di lavoro presentano progetti inediti di mostre invitando altri artisti.
Coordinando un evento comune Studi festival intende offrire una panoramica, generare una mappatura, favorire lo sviluppo di una rete e il dialogo tra i singoli artisti e tra la città e gli artisti.

Studi #2 si svolgerà dal 15 al 19 marzo 2016.
I 5 giorni del festival sono divisi in 5 focus: uno per ogni macro-zona di Milano.
I focus saranno così divisi:
Martedì 15 marzo focus Milano nord est / Mercoledì 16 marzo focus Milano est /
Giovedì 17 marzo focus Milano sud /
Venerdì 18 marzo focus Milano ovest /
Sabato 19 marzo focus Milano nord ovest.

Tutte le mostre del festival saranno visitabili dalle ore 14 alle 17 o su appuntamento. I focus saranno dalle 18 alle 21.

Condizioni per partecipare:

Essere artisti visivi professionisti e organizzare la mostra in uno spazio abitualmente utilizzato come studio d’artista.

Gli artisti possono presentare qualsivoglia progetto inedito di mostra purché comprenda la partecipazione di altri artisti

Compilare correttamente in ogni sua parte il modulo di partecipazione (scaricabile sul sito www.studifestival.it ) e allegare il materiale richiesto e inviare il tutto a info@studifestival.it entro il 29 febbraio 2016

Per i 5 giorni è consigliata l’apertura delle mostre dalle 14 alle 17 oppure su appuntamento a discrezione dello studio. Per la data del rispettivo focus invece gli studi sono tenuti a rispettare l’ orario dalle 18 alle 21. La divisione degli studi nei rispettivi focus verrà comunicata ai partecipanti al termine delle adesioni dopo il 29 febbraio.

La partecipazione a Studi #2 è gratuita

Il festival è dedicato nello specifico agli studi degli artisti. Gli spazi indipendenti che desiderano partecipare/collaborare a Studi #2 potranno proporre un progetto per essere inseriti negli gli eventi collaterali. Per ulteriori informazioni scrivere alla mail info@studifestival.it

Studi è un progetto a cura di
Claudio Corfone, Rebecca Moccia,
Anna Stuart Tovini e Vincenzo Chiarandà

www.studifestival.it
info@studifestival.it

mercoledì 24 febbraio 2016

Casa d'Arte San Lorenzo a Affordable Art Fair Milano 2016



Come vi ho già accennato in un precedente intervento, anche quest'anno Casa d'Arte San Lorenzo parteciperà ad Affordable Art Fair (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2016/01/anteprima-affordable-art-fair.html).

Ora è giunto il momento di approfondire l'idea curatoriale legata a questa partecipazione.

Il progetto verte sul concetto di diversità.
Nello scenario artistico contemporaneo ognuno è lgiustamente ibero di esprimersi con ogni mezzo a sua disposizione, dalla pittura convenzionale all'utilizzo della tecnologia.
I quattro artisti qui rappresentati dalla Galleria: Thomas Berra, Giuseppe Bombaci, Matteo Nuti, e Matteo Tenardi ne sono un esempio concreto.

Berra, Bombaci, Nuti, Tenardi

Ognuno impegnato a raccontare la società di oggi attraverso la mimesi della figura umana e del paesaggio: 
dal gesto libero e disinvolto di Thomas Berra a quello più meditativo di Giuseppe Bombaci, da quello ricercato e in continua mutazione di Matteo Nuti a quello lenticolare e prezioso di Matteo Tenardi.  
 
Quattro giovani talenti già contestualizzati nella letteratura contemporanea ma ancora alla ricerca di una conferma concreta e riconosciuta.
Le opere qui riprodotte sono l'embrionale idea di un progetto di più ampio respiro che vedrà luce nel prossimo autunno, dove il confronto fra le quattro personalità sarà ancora più evidente ed efficace.
Una sorta di anteprima che svela, in occasione di questa manifestazione fieristica, gli aspetti caleidoscopici che offre ancora oggi l'indagine della figurazione, dove riferimenti al passato e scoperte innovative si fondono in un unicum di disarmante attualità.
Reduci di esperienze espositive nazionali ed internazionali, rappresentano nella propria peculiarità l'eccellenza di una generazione che dopo anni di dominio astratto/concettuale, tornano a riappropriarsi della più radicata tradizione, mantenendo inalterata l'efficacia del rinnovamento.



GUARNERI, OLIVIERI, VERNA GLI ANNI SETTANTA a cura di Ivan Quaroni

Claudio Verna Pittura  olio su tela 90x130 - 1974


GUARNERI, OLIVIERI, VERNA
GLI ANNI SETTANTA
 
a cura di Ivan Quaroni
 
Dal 25 febbraio al 29 aprile 2016
Progettoarte elm, Via Fusetti, 14 - Milano
 
Inaugurazione DOMANI giovedì 25 febbraio 2016 ore 18:30
 
 
La galleria Progettoarte elm di Milano, nel proseguimento del percorso di promozione e valorizzazione degli artisti della Pittura Analitica, dopo le  personali dedicate a Pino Pinelli (2013), Marco Gastini (2012), Claudio Verna (2011), Enzo Cacciola (2010) è lieta di presentare la mostra Guarneri, Olivieri, Verna. Gli anni Settanta.

Per l’occasione saranno esposte circa venti opere pittoriche risalenti agli anni Settanta, periodo in cui le intuizioni dei tre artisti giungono a quella nuova maturazione espressiva, poi variamente denominata dalla critica con i termini di Pittura Analitica, Pittura-Pittura o Nuova Pittura, una tendenza che trova riscontro nelle parallele e coeve indagini dei pittori francesi (Support/Surface) e tedeschi (Analytische Maleri o Geplante Malerei).
I lavori qui proposti mostrano come le ricerche di Guarneri, Olivieri e Verna siano legate da un comune ritorno ai valori basilari della pittura, ai fondamenti irriducibili di una grammatica fatta di luce, segno e colore.
Sorta dalle ceneri dell’Informale, ma egualmente distante dalle sperimentazioni sul grado zero della pittura, questa nuova sensibilità - oggi giustamente riscoperta e rivalutata anche dal mercato - si contraddistingue per l’attenzione al sistema di relazioni interne alla pittura e per l’analisi dei suoi vocaboli essenziali, liberati da ogni funzione descrittiva.
Narrazione e rappresentazione, avvertiti come elementi inessenziali, lasciano, infatti, spazio all’indagine su movimento, vibrazione luministica, pulsazione ritmica e intensità del colore. Il risultato è una pittura “a percezione lenta”, che richiede all’osservatore una visione prolungata.
È il caso soprattutto di Riccardo Guarneri che, identificando il colore con la luce, dipinge quadri bianchi, innervati da una filigrana di segni sottili che accentuano il carattere impalpabile della pasta cromatica.
Anche Claudio Olivieri lavora, soprattutto all’inizio del decennio, con un linguaggio che combina il segno al colore, dove però si avverte già l’interesse per la costruzione di forme fluide e scure masse plasmatiche affioranti dal fondo della tela. 
Influenzato dalle teorie gestaltiche e dai problemi legati alla percezione, Verna è, tra i tre, l’artista più interessato alle forme geometriche e alle partizioni ritmiche. Nelle sue tele il colore si organizza in campiture uniformi, sovente scandite da rettangoli, losanghe e bande di colore che evidenziano il dato processuale della sua pittura.
Questa mostra, a distanza di oltre quarant’anni, è un’opportunità unica per valutare il rigore linguistico delle ricerche di Guarneri, Olivieri e Verna attraverso una selezione di opere dipinte tra il 1970 e il 1979. Gli anni Settanta rappresentano, infatti, un periodo cruciale, compresso tra il retaggio delle formulazioni poveriste e i futuri fermenti transavanguardisti, in cui questi artisti, insieme ad altri membri di quella mobile e fluida compagine di personalità che fu la Pittura Analitica, rivendicarono l’autonomia e la radicalità di una pratica millenaria attraverso il ritorno a un linguaggio primario, insieme severo e lirico.

Guarneri, Olivieri, Verna. Gli anni Settanta
A cura di Ivan Quaroni
Opening: giovedi 25 febbraio 2016, h. 18.30
Dal 25 febbraio al 29 aprile
Progettoarte elm
Via Fusetti, 14 - 20143 - Milano – Italy
Tel. +39 02 83390437 Email: info@progettoarte-elm.com
 
 
Per ulteriori informazioni, immagini e materiale stampa:
 
Claudia Santrolli
T. +39 339 7041657

martedì 23 febbraio 2016

ISABELLA NAZZARRI Life on Mars a cura di Ivan Quaroni



ISABELLA NAZZARRI
Life on Mars

a cura di Ivan Quaroni

Inaugurazione: mercoledì 24 febbraio 2016, dalle 18.30
In mostra dal 24 febbraio al 23 marzo 2016

Tele, carte e un grande murale a parete (2,5x4,5m) per la prima mostra personale a Milano di Isabella Nazzarri che presenta il suo nuovo progetto. Strane forme vive e pulsanti prenderanno vita nello spazio di Circoloquadro grazie alla poesia e alla tecnica della giovane artista.


Circoloquadro è lieto di annunciare Life on Mars, mostra personale di Isabella Nazzarri, curata da Ivan Quaroni.

L’intero progetto prende le mosse dal duplice interesse di Nazzarri verso il mondo naturale e verso quello scientifico, della sistemazione delle conoscenze e delle esperienze. Il risultato prende forma in una mostra, composta da tele, carte e un grande murale a parete, in cui irrazionale e razionale, pittura astratta e pittura figurativa trovano una sintesi e una unione armoniosa e poetica.

Scrive a proposito Ivan Quaroni nel catalogo: “Si ha la sensazione che l’artista maneggi una materia viva ma embrionale, non del tutto formata, che ricorda gli organismi semplici del brodo primordiale. La somiglianza con gli ordini di amebe, parameci, batteri e altri protozoi è del tutto occasionale, perché quelle di Nazzarri sono soprattutto forme intuitive, proiezioni mentali che certamente rimandano al mondo delle forme naturali, ma che poi non trovano corrispondenza nella biologia terrestre. […] Piuttosto, si può dire che calandosi nel profondo della propria interiorità, tra i labirinti dell’immaginazione e i fantasmi della psiche, Nazzarri abbia scoperto un catalogo di forme primitive che costituisce l’anello di congiunzione tra gli archetipi junghiani e gli organismi semplici che diedero inizio allo sviluppo della vita nell’universo. In verità, nessuno può affermare con certezza che queste forme non siano mai esistite Se sono nel microcosmo interiore dell’artista, forse esistono anche fuori dai confini conosciuti, magari su un remoto pianeta di una galassia sconosciuta. D’altra parte, la pittura è come una sonda lanciata nello spazio infinito della conoscenza. E l’artista, un cosmonauta della consapevolezza.”

***

Isabella Nazzarri (1987, Livorno) vive e lavora a Milano. Nel 2011 consegue la Laurea Triennale in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ha partecipato a diverse mostre collettive e personali in gallerie e spazi pubblici tra cui Last Young, Villa Brivio, a cura di Arianna Baldoni, Lorenzo Respi e Rossella Farinotti, Nova Milanese; P2P Panorama, Circoloquadro, a cura di Arianna Beretta, Milano; Buste Dipinte, Spazio Oberdan, a cura di Donatella Rocca, Milano; Sto Disegnando!!!, Gallery V9, un progetto di Michael Rotondi a cura di Alex Urso, Varsavia; Surfacing, works of emerging artists from Uk and Italy, The Griffin Gallery, a cura di Rebecca Pelly Fry e Diane Lang, Londra; Nuova Pittura Italiana, Spazio Soderini, a cura di Enzo Cannaviello, Milano; Nuova Pittura Italiana, Interno 14, a cura di Enzo Cannaviello, Cremona; New Italian Painting, Galerie Schultz, a cura di Enzo Cannaviello, Berlino; Imaginary Landscape, Officina Giovani, a cura di Gino Pisapia e Alessandra Poggianti, Prato; Rooms, AUS+Galerie, a cura di Giorgia Capurso e Simone Guarda, Latina.

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Isabella Nazzarri | Life on Mars
a cura di Ivan Quaroni
Catalogo in mostra
Inaugurazione mercoledì 24 febbraio, dalle 18.30
In mostra dal 24 febbraio al 23 marzo 2016
Dal martedì al venerdì, dalle 15.00 alle 19.00 o su appuntamento

Circoloquadro, Via Genova Giovanni Thaon di Revel 21, Milano
Tel. 02 6884442 – info@circoloquadro.com


MIDLESTAIRS



MIDLESTAIRS


Veronica Bisesti
Antonio Della Guardia
Fabrizio Monsellato
Salvatore Ricci


opening
24 febbraio 2016
11:00 - 21:30
performance ore 18:00

scale a S. Potito
Via Enrico Pessina 30
Via Salvatore Tommasi
Napoli


info:
+39 3804605044
+39 3397168732
placeless.project@gmail.com


Giunti alle scale del palazzo, abbiamo deciso di introdurci in un posto che sembrava essere vuoto o forse che avrebbe potuto tradire le nostre aspettative... non ci siamo sentiti delusi quando abbiamo scoperto che non vi era palazzo: solo scale.
Con una scala si stabilisce solitamente una relazione sopra/sotto e, in ogni caso, una relazione dinamica di verticalità per raggiungere la meta a un piano superiore o inferiore: la centralità è inesistente, il cambio di direzione o addirittura l’interruzione dell’ascesa/discesa sono quasi mai contemplati.
In relazione alla destinazione di chi la percorre, del tempo impiegato, di quanto si voglia soffermarsi nel condursi a una cosa per mezzo di un’ altra: chi sa farsi scala?
Un’ azione che nel suo contenuto simbolico contiene una riflessione, immedesimarsi in un luogo in cui la chiusura è intrinseca all’apertura.
Il punto medio di una scala è umano.
Partecipare attivamente ad un’azione passiva.
Il suo significato non invade, accompagna.
Nè dentro nè fuori: attraverso.

Art Night Out 2016



TORNA IL GRANDE EVENTO OFF DI AFFORDABLE ART FAIR. 

Una maratona che si svolgerà venerdì 18 marzo 2015, dalle 19 alle 24, alla scoperta (o riscoperta) di quello che la città può offrire, una rete di oltre 70 “luoghi” – gallerie, atelier di design e studi d’artista – che sono spesso al di fuori dei circuiti tradizionali dove far conoscere anche la produzione delle opere d’arte.

Che siate collezionisti alle prime armi, semplici appassionati o visitatori occasionali di Affordable Art Fair, vogliamo farvi conoscere i luoghi in cui l’arte viene creata e venduta – studi d’artista e gallerie, per convincervi e motivarvi a vivere e frequentare quegli spazi durante tutto l’anno.

Durante la Art Night Out, troverete sia gallerie, associazioni culturali, location insolite della città con aperture straordinarie che gli espositori nazionali e internazionali di Affordable Art Fair con mostre allestite ad hoc.

E grazie alla collaborazione con IterArs, Art Night Out renderà accessibile i luoghi dove gli artisti creano le proprie opere, il più autentico dei musei, dove l’arte si crea e non solo si espone.
Le mostre in programma all’Art Night Out potranno contare sui tratti distintivi di Affordable Art Fair: solo opere di arte contemporanea di artisti viventi in vendita a prezzi accessibili, fino a un massimo di 6000 euro.

Come visitare art night out:
Per non perdersi nel programma di eventi della serata sarà presto disponibile una app "Art Night Out" con una mappa interattiva appositamente creata da Kiwi Software, mentre saranno disponibili anche alcune visite guidate alle quali aggregarsi.

Chi, invece, allieterà i vostri giri per le 70 location sarà il nostro main partner Warsteiner, con la sua ottima birra, oltre a concludere la serata con il Closing Party Warsteiner presso l’Exotic Restaurant&Lounge Bar… per una serata a base d’arte contemporanea da non perdere!