RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
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giovedì 26 febbraio 2015

LA NEVE NON HA VOCE Cinque artiste indagano la violenza del malamore - a cura di Alessandra Redaelli

-->Qualche giorno fa, vi ho già riferito di questa importante rassegna nel post: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2015/02/la-neve-non-ha-voce-cura-di-alessandra.html

Ora sono a darvi la comunicazione "ufficiale" con date ed orari, ma non solo...
ancora una volta sono stato invitato da Giovanna Lacedra a prendere parte alla sua performance e... ovviamente ho accettato!

LA NEVE NON HA VOCE

Cinque artiste indagano la violenza del malamore



Domenica 8 marzo ore 18.00

Chiostro di Voltorre – Gavirate  (VA)



Piazza Chiostro, 23, 21026 Gavirate





Fotografia, pittura, scultura, disegno, ricamo, installazione e performance si incontrano al Chiostro di Voltorre per raccontare l’amore sbagliato. Una lunga stagione di mostre dedicate alle donne si apre con un tema forte, quello della violenza di genere, che cinque tra le artiste più interessanti e promettenti dell’ultima generazione hanno deciso di raccontare con delicatezza, in toni sussurrati, scegliendo di affrontare il tema per vie traverse, silenzi allusivi e gesti d’amore.



Salva con nome, la serie fotografica che presenta Alessandra Baldoni, nasce come un omaggio alle poetesse e alle scrittrici del passato morte suicide, da Virginia Woolf ad Amelia Rosselli e Antonia Pozzi: immagini pulite, costruite attraverso una puntualissima messa in scena di sapore cinematografico, semplici e tuttavia intensissime, costruite per elementi simbolici. Non la violenza, l’atto folle del possesso come sopraffazione, dunque, ma piuttosto la solitudine disperata frutto dell’incomunicabilità, i corridoi bui e sottili dell’incomprensione, la morte come estremo tragico anelito alla libertà.

Raccontano invece la negazione del vissuto traumatico le ceramiche di Alice Olimpia Attanasio. Sono candidi busti femminili di sapore neorinascimentale sui quali irrompe l’imprevisto sotto forma di un elemento disturbante, che può essere un uccellino annidato tra i capelli – chinato a bucare col becco la fronte – o un piccolo missile conficcato nel cranio. Anche i disegni, delicatissimi, si pongono in bilico tra canto lirico e oscura minaccia, creando un senso di spaesamento e di inquietudine.

Con i suoi toni leggeri, la pittura liquida, il tratto morbido Jara Marzulli racconta il malamore per contrasto, attraverso l’amore, l’accoglienza e l’abbraccio incarnati da lievi figure femminili. Amiche, sorelle, madri e figlie rafforzano sulle sue tele il senso dell’unione positiva, della “sorellanza” salvifica, accanto a donne che al di là della delicatezza dei gesti si rivelano indomabili guerriere; mentre i colori tenui e gli sfondi indefiniti pongono i personaggi in un limbo fatato, onirico, in bilico tra realtà e memoria.

Una sola donna – una zia avvolta da un’aura peccaminosa, perché colpevole di essere attrice e modella nei puritani anni Cinquanta – è la protagonista dell’installazione proposta da Florencia Martinez. Stampate su stoffa colorata o su seta, esaltate da cornici in tessuto imbottito che si avviluppano introno al soggetto, le immagini spiazzano per il contrasto tra il taglio classico e la mancanza di un dettaglio fondamentale. Gli occhi scompaiono, chiudendo ogni comunicazione con la realtà. Oppure è la bocca a essere sostituita dal vuoto, in uno straziante grido silenzioso.

Tre poetesse, Sylvia Plath, Anne Sexton e la giovane libanese Joumana Haddad, sono le donne che Giovanna Lacedra pone al centro del suo lavoro. I visi delle prime due autrici confessional, declinati in serie di acquerelli leggerissimi, raccontano da un lato la dissoluzione dell’io e dall’altro la strenua ricerca di sé. Dalle fendenti parole della Haddad, invece, l’artista recupera e reinterpreta  l’orrore delle spose bambine. L’aspirante, una performance ispirata all’omonima poesia della Plath, aprirà la mostra il giorno dell’inaugurazione, mentre un video racconterà il dramma subdolo dell’abuso all’infanzia.



Vernissage ore 18.00





Dott.ssa Silvana Alberio

Presidente Associazione Amici del Chiostro


Piero Lotti

 Direttore Artistico


Alessandra Redaelli

Curatrice

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