RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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giovedì 27 novembre 2014

Dopo Schifano e Guttuso al C.R.A. arriva Bueno



Arriva Antonio Bueno al C.R.A. di San Miniato

SAN MINIATO. Per il terzo week end della 44^ Mostra Nazionale del Tartufo di San Miniato, il C.R.A. – Centro Raccolta Arte (Torre degli stipendiari, Via Conti) dopo aver presentato, prima Mario Schifano poi Renato Guttuso, si accinge a celebrare un altro grande protagonista del '900 nel trentennale dalla scomparsa: Antonio Bueno.
Nato a Berlino nel 1918, e scomparso a Fiesole nel 1984, è stato un grande sperimentatore delle arti visive. Celebri le sue grandi dissacrazioni pittoriche (come quella esposta in questa occasione al C.R.A.), che hanno caratterizzato la sua poetica fin dagli anni sessanta dopo aver intrapreso precedentemente un percorso di espressione realista insieme a Gregorio Sciltian, Pietro Annigoni ed il fratello Xavier Bueno, dando vita nel '47 alla corrente de "I pittori della realtà"
Significative le parole di Giorgio De Chirico nelle “Memorie della mia vita” (Astrolabio, Roma, 1945): «I pochi pittori talentuosi che ho conosciuto nella mia vita sono, in ordine di tempo, Kandinsky, Picasso, Derain, De Pisis, Annigoni e i fratelli Xavier e Antonio Bueno.»

Sarà esposto un capolavoro molto noto dell’artista. L'opera, datata 1978/79, appartiene al famoso ciclo dei "D'Apres", senza ombra di dubbio il più duraturo della carriera di Bueno iniziato nel 1939 e conclusosi nel 1979, anno della dipartita del fratello Xavier. È uno dei molti dipinti "omaggio" al Giorgione, grande Maestro al quale Bueno ha reso tributo più volte nella sua attività artistica insieme a quelli dedicati a Ingres, Campigli, Picasso, Bronzino, De Chirico, Leonardo e molti altri.
Fra le opere appartenenti a questo ciclo, il dipinto in questione è da ritenersi senza ombra di dubbio fra i più importanti e significativi, a testimoniarlo le innumerevoli pubblicazioni che accompagnano l'opera stessa .
Ad accompagnare l’opera sarà proiettato un video sull’arte e la vita di Antonio Bueno e molte tra le sue innumerevoli pubblicazioni.
Per info: http://centroraccoltaarte.blogspot.it/, centroraccoltaarte@libero.it


Il pompiere e la modella -1978/79 - 90x110 cm olio su faesite Courtesy Casa d'Arte San Lorenzo



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mercoledì 26 novembre 2014

“OMAGGIO A ROBERTO CRIPPA” alla Permanente di Milano



Proseguono le mostre monografiche, alla Permanente di Milano, dedicate ai protagonisti dell’arte italiana del ‘900, volte ad approfondire il lavoro delle personalità che hanno animato la scena artistica e culturale italiana, con una particolare attenzione agli artisti attivi a Milano. Fino al 30 novembre 2014 è aperta la mostra Omaggio a Piero Ruggeri, a cura di Francesco Poli.

Martedì 2 dicembre, alle ore 18.30, inaugura “Omaggio a Roberto Crippa” (Monza 1921 – Bresso 1972).
La mostra, a cura di Nicoletta Colombo, intende offrire una sintetica testimonianza, in quindici opere, dell’attività di Crippa, artista dotato di energico vitalismo sperimentale, attivo in epoca post-bellica in un contesto, quello milanese, stimolante per le giovani generazioni e in dialogo con un più vasto panorama internazionale.
Dopo il diploma all’Accademia di Brera nel 1948, dove aveva studiato con i maestri Carlo Carrà, Aldo Carpi e Achille Funi, Roberto Crippa si avvicina al MAC (Movimento Arte Concreta) e scopre l’astrazione e un grafismo curvilineo, associato a ingranaggi meccanomorfi (Composizione meccanica, 1949-1950. Museo della Permanente), sfociato nel 1949 nell’astrattismo segnico dei primi “discorsi nello spazio”, come originariamente definiva il groviglio fluente delle sue “spirali”.
La frequentazione della Galleria del Naviglio di Milano lo aggrega ai giovani componenti del Movimento Spaziale, costituitosi attorno a Lucio Fontana, al quale aderisce ufficialmente nel 1950, firmandone il terzo manifesto.
Il giovanissimo artista soggiorna tra il 1951 e il 1952 a New York, vi conosce Fautrier, Brauner, Duchamp, Ernst, Matta, Donati, l’opera di Pollock e degli action painters e si apre a una visione internazionalista, foriera di una carriera brillante e dai precoci successi.
Le sue Spirali, in mostra largamente rappresentate, sono il frutto della passione per il volo acrobatico, di cui era provetto pilota istruttore, e segnalano il recupero del gesto e dell’automatismo surrealista (Pesce e spirale materica, 1953), insieme alla volontà di conquista dello spazio. Verso il 1955, all’astrazione delle spirali segue un condensarsi del segno nella simbologia barbarica, primordiale dei Totem, anch’essi presenti in esposizione, simboli arcaici di una umanità grottesca e anticipatrice di antropologie extraterrestri, postatomiche, nucleari.
Alla fine degli anni Cinquanta la sperimentazione sulla materia fisicamente intesa e l’amore per i materiali lo portano a manipolare sugheri, giornali, legni, cortecce, che assembla con sapienza artigianale e con il gusto del possesso dell’organismo pittorico inteso nella sua fisicità. Ne sono esempio Composizione (1958), Figure (1961) e Sole (1962).
Dopo la deflagrazione della “metafisica della materia”, l’artista negli anni Sessanta rintraccia materiali pittorici meno tattilmente connotati, esiti di una più sofisticata elaborazione mentale e concettuale: le ironiche citazioni di paesaggi e ordigni spaziali tradotti nelle amiantiti (Brooklyn Bridge, 1966; Paesaggio solare, 1966) si alternano ai collage a cere colorate trasparenti, le une e le altre icone di affabulazioni spaziali e di utopie interplanetarie.
Crippa scompare precocemente nel 1972, precipitando con il suo aereo monomotore nei pressi dell’aeroporto di Bresso.
In occasione della mostra, mercoledì 10 dicembre, alle ore 18, Nicoletta Colombo, curatrice dell’esposizione, parlerà di Roberto Crippa, grande animatore con Lucio Fontana e gli Spaziali del fervido clima degli anni Cinquanta a Milano.
La mostra resterà aperta fino al 20 dicembre 2014.
Orari di apertura: da martedì a sabato 10.00-13.00 e 14.30-18.30; chiuso domenica e lunedì.
INGRESSO LIBERO

The Cal – Collezione Pirelli. Forma e Desiderio in esposizione a Palazzo Reale a Milano


 
MILANO

A PALAZZO REALE

DAL 21 NOVEMBRE 2014 AL 22 FEBBRAIO 2015

FORMA E DESIDERIO

The Cal - Collezione Pirelli



Dal 21 novembre 2014 al 22 febbraio 2015, Palazzo Reale a Milano ospita la mostra “Forma e Desiderio. The Cal - Collezione Pirelli” che presenta una selezione di circa 200 fotografie tratte dai Calendari Pirelli dalla nascita a oggi.

L’esposizione - curata da Walter Guadagnini e Amedeo M. Turello, promossa dal Comune di Milano-Cultura con il patrocinio di Expo e organizzata e prodotta da Palazzo Reale e GAmm Giunti - nasce grazie al fondamentale contributo di Pirelli che, ai fini della selezione espositiva, ha messo a disposizione il suo archivio, con migliaia di fotografie dei più grandi fotografi mondiali.

Diventato in breve tempo un oggetto di culto, il Calendario da più di cinquant’anni interpreta i cambiamenti sociali e culturali e anticipa le tendenze delle nuove mode, attraverso l’occhio attento dei più celebrati autori contemporanei, da Herb Ritts a Richard Avedon, da Peter Lindberg a Bruce Weber, da Peter Beard a Steve McCurry, da Patrick Demarchelier a Steven Meisel.

“Un progetto che restituisce la giusta dimensione artistica a una delle più importanti campagne di comunicazione degli ultimi cinquant’anni, che ha saputo entrare nell’immaginario di ciascuno di noi grazie al fascino senza tempo delle modelle e al talento dei fotografi che l’hanno realizzato”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

“GAmm Giunti - afferma Filippo Zevi, consigliere delegato GAmm Giunti - è lieta di aver avviato la produzione della mostra ‘Forma e Desiderio’, che propone circa duecento immagini scattate dai più grandi fotografi degli ultimi cinquant'anni, per realizzare ogni anno l'edizione del Calendario Pirelli”.

“GAmm Giunti - continua Filippo Zevi - conferma in questo modo la propria attenzione ai maestri della fotografia mondiale, sia come produttore che come partner privilegiato di iniziative dedicate a questa meravigliosa forma d’arte. In una stagione espositiva contraddistinta da grandi eventi, questa rassegna rappresenta per il pubblico milanese un’occasione imperdibile per ripercorrere quanto di meglio la fotografia ha saputo produrre in mezzo secolo di storia, e di entrare in contatto con un universo di enorme fascino ed eleganza formale”.

“Tutti i grandi fotografi protagonisti del Calendario Pirelli - sostiene Walter Guadagnini - da Stern a Weber, da Avedon a Newton, da Testino a Sorrenti, da Ritts a Lindbergh e oltre, si confrontano con la storia, con le simbologie e le mitologie, con gli apparati scenografici e con le composizioni astratte, con la ricerca esplicita della seduzione – magari anche solo quella del luogo, non necessariamente quella del corpo – in un tempo sospeso, tra realtà e illusione, elementi tutti che ritornano con costanza ma con diversi pesi nelle singole scelte, e che danno però la cifra complessiva di una straordinaria avventura fotografica”.

“Un’avventura - conclude Walter Guadagnini - che è ancora oggi ben lontana dall’aver esaurito la sua forza propulsiva, nonostante gli anni e gli incredibili mutamenti sociali, tecnici, culturali e di gusto attraverso i quali i passata, non solo indenne ma ogni volta rafforzata”.

Secondo Amedeo M. Turello, “Da ormai più di cinquant’anni le immagini del Calendario Pirelli sono parte della nostra cultura poiché, come in pochi altri progetti in cui è protagonista la fotografia, sono testimoni di particolari cambiamenti, di nuove mode, di nuove idee e di tante invenzioni creative e tecniche. Oggi possiamo vedere con gli occhi dei più grandi fotografi come la realtà sia cambiata e come il modo di rappresentarla si è evoluto”.

“L’intenzione di questa mostra - ricorda ancora Amedeo M. Turello - è, invece, di mettere da parte per un attimo l’ordine cronologico, il susseguirsi degli anni scanditi appunto dai calendari, di dimenticare i riferimenti temporali in un processo di rilettura critica in grado di proporre una nuova dialettica, fatta di relazioni, analogie, citazioni e contrasti fra le immagini”.



Con un percorso narrativo che va oltre la scansione cronologica, tipica dei calendari in sé, la galleria di immagini di “Forma e Desiderio” propone un itinerario tematico, seguendo un processo che esplora e accosta relazioni, analogie, citazioni e contrasti fra le immagini di oltre mezzo secolo. L’esposizione si sviluppa attraverso cinque stanze, ognuna delle quali dedicata agli elementi che accumunano le foto contenute nello spazio: dalla seduzione alla provocazione, dal mito all’eleganza.

La mostra si apre con la sezione L’incanto del mondo nella quale vengono presentate quelle fotografie che, almeno fino al 1972, venivano realizzate con l'intento di guidare lo spettatore attraverso due elementi fondamentali come il paesaggio e l’espressione delle modelle. I paesaggi sono quelli caratteristici della fuga verso i paradisi tropicali, oppure si tratta di interni, come nella serie di Sarah Moon, nei quali le protagoniste si abbandonano alla dimensione sognante avulsa dal tempo della reverie. Si tratta di atteggiamenti e luoghi che nell'immaginario collettivo trovano, in quegli anni, i loro corrispondenti nelle pagine di Love Story e nelle ambientazioni dei primi James Bond e che ritornano come rimandi nei cicli di John Claridge del 1993, di Herb Ritts del 1994, di Peter Lindbergh del 1996, di Bruce Weber del 2003 o di Mario Sorrenti del 2012.

Una delle caratteristiche più ricorrenti nelle diverse annate è quella della citazione dotta, del d'aprés, ovvero di un rapporto non competitivo ma di rispetto verso alcuni dei monumenti della storia dell'arte del passato. Ne Il fotografo e la sua musa (sedotti dall’arte) si analizza l’omaggio a Leni Riefenstahl che Arthur Elgort le dedicò nel 1990, o quello di Clive Arrowsmith che l'anno successivo elaborò una sequenza di citazioni dei maestri dell’arte quali Delacroix, Velázquez, Rembrandt. Particolare è il caso di Annie Leibovitz che cita testualmente non solo i maestri della fotografia ma alcune precise immagini, al fine di trasformare le pagine del Calendario in una sorta di esercizio di gusto volutamente, e provocatoriamente, accademico.

Accanto a queste fotografie si troveranno quelle originate da simboli, figure mitologiche, incarnazioni, in cui artisti quali Joyce Tenneson e Karl Lagerfeld fanno assumere alle modelle il ruolo delle muse greche delle arti.

La sezione Lo sguardo indiscreto è incentrata sulle immagini caratterizzate da un misto di provocazione, gioco, trasgressione, che segnano un altro degli elementi caratterizzanti l'identità stessa del Calendario.

Dal ‘1969’ di Harri Peccinotti, stampato sulla maglietta di una delle ragazze con un non involontario doppio senso, al numero ‘10’ attaccato allo slip di Terry Richardson, la sezione passerà in rassegna i lavori di Helmut Newton e del suo tipico linguaggio di matrice raffinatamente voyeurista, e dei più recenti e più ammiccanti Mario Testino, Bruce Weber, Patrick Demarchellier, tutti cantori di un erotismo che si dichiara nella sua essenza. Le modelle ritratte sono profondamente carnali, nelle quali provocazione e umorismo viaggiano di pari passo.

Il Calendario Pirelli propone sin dall'inizio la presenza di immagini costruite sui principi del modernismo fotografico, in cui la visione fotografica del dettaglio, la trasformazione del mondo a seconda del punto di vista prescelto, la metamorfosi delle cose grazie all'inquadratura, sono elementi cruciali del linguaggio che, nel corso degli anni, hanno inciso anche nei generi e nelle professionalità.

Ne La natura dell’artificio si potranno ammirare gli scatti di Brian Duffy, di Peter Knapp, fino a raggiungere i vertici nella ricostruzione del mondo per via di geometrie, ispirate dalle tracce del pneumatico sul corpo delle modelle, di Uwe Ommer; o ancora di Barry Lategan, o di Nick Knight, autore di una delle edizioni certo più anomale e sorprendenti, vocata alla sottolineatura di una sperimentazione linguistica che travalica il genere della composizione con figure per arrivare ai limiti della pura astrazione.

La mostra si chiuderà idealmente con Il corpo in scena che rimarca come, nella storia del Calendario, la combinazione tra modella e ambiente ha assunto un ruolo centrale nella concezione della serie realizzata. È questo il caso di Norman Parkinson o di Bert Stern dove persone, luoghi, abiti diventano personaggio, palcoscenico, set cinematografico, costume, studio fotografico non più nascosto allo spettatore ma rivelato nella sua essenza di grande macchina di costruzione di una realtà parallela. Una concezione che si condensa nella sorprendente sequenza di Peter Lindbergh del 2002, dove la modella interpreta se stessa che interpreta il Calendario, in una totale e ricercata sovrapposizione di ruoli e di luoghi. In modo non meno eclatante, Peter Beard inscena un autentico viaggio nell’esotismo attraverso un gioco che sembra provocare lo spettatore e invitarlo e riflettere sul confine tra la realtà e le proprie proiezioni.

Accompagna la mostra un catalogo GAmm Giunti, con i testi di Walter Guadagnini, Amedeo M. Turello e Alberto Barbera e le note biografiche dei 42 fotografi.

Presentato per la prima volta nel 1964, il Calendario Pirelli giunge alla sua quarantaduesima edizione con l’anno 2015, realizzato da Steven Meisel.

Fino a ora, la più importante mostra retrospettiva, allestita dall’architetto Gae Aulenti, si era tenuta nel 1997 a Milano (Palazzo Reale - Sala delle Cariatidi) e a Venezia (Palazzo Grassi), per poi partire per un tour mondiale che ha toccato alcune della principali capitali mondiali come Parigi, Berlino, Mosca, Buenos Aires e Tokyo.



Milano, 14 novembre 2014





FORMA E DESIDERIO

The Cal - Collezione Pirelli

Milano, Palazzo Reale

21 novembre 2014 – 22 febbraio 2015



Orari: lunedì 14.30 – 19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30; giovedì e sabato 9.30 – 22.30. Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura



Ingresso: intero € 10,00; ridotto € 8,50; ridotto speciale € 5,00.



Info e ticket online: www.mostrathecalpirelli.it

www.comune.milano.it/palazzoreale



Catalogo: GAmm Giunti

Ufficio stampa mostra
CLP Relazioni Pubbliche

Marta Paini, tel. 02 36 755 700 - marta.paini@clponline.it

Comunicato stampa e immagini su www.clponline.it

Ufficio stampa Comune di Milano
Elena Conenna, tel. 02 884533

elenamaria.conenna@comune.milano.it

Ancora a proposito di "Una Storia in Bianco"... in onda su Radio Bruno





Sempre a proposito della mostra, organizzata da Casa d'Arte San Lorenzo, di Giovanni Maranghi a Palazzo Medici Riccardi a Firenze, che verrà inaugurata sabato 29 novembre, curata dal sottoscritto e da Filippo Lotti con il coordinamento di Alessandro Sarti alla presenza del Presidente della Provincia di Firenze, il Dott. Andrea Barducci e la presentazione del Direttore della Galleria degli Uffizi, il Prof. Antonio Natali, ho il piacere di condividere l'intervista radiofonica rilasciata a Benedetta Bolognesi per le frequenze di Radio Bruno...


 
video
UNA STORIA IN BIANCO 
Giovanni Maranghi

FIRENZE. Giovanni Maranghi torna, dopo anni, ad esporre a Firenze, in quella splendida cornice che ha visto ospitare mostre dei più grandi protagonisti dell’arte del ‘900: 
Palazzo Medici Riccardi.

E lo fa con una mostra dal taglio antologico anche se di fatto non lo è.


Una mostra/racconto, dove Maranghi narra il suo trascorso emotivo ed artistico degli ultimi trent’anni, attraverso il gesto a lui più congeniale: il disegno.


Il progetto infatti si basa completamente sulla realizzazione di un’unica opera complessiva che occuperà tutte le stanze messe a disposizione all’interno del palazzo.


L’artista, attingendo ai propri “diari personali” (decine e decine di taccuini, colmi di schizzi, appunti, disegni e sensazioni) redatti intimamente negli anni, produrrà un’unica enorme “striscia” che nella sua complessità, mostrerà al pubblico l’essenza e l’anima dello stesso Maranghi.


Un mostrarsi “nudo”, senza inibizioni, per raccontare e raccontarsi oggi, dopo una lunga carriera fatta di innumerevoli consensi in Italia e all’estero.


All’interno della mostra verrà proiettato un video realizzato durante le fasi esecutive della creazione del lavoro esposto, dove i visitatori potranno meglio comprendere l’impegno e l’esercizio messo in atto da Maranghi per questo evento.


L’esposizione sarà documentata da un prezioso catalogo, realizzato con il contributo della Tecnau – sistemi di supervisione, e verrà presentato in data 20 dicembre, dove all’interno dello stesso, verranno ospitate oltre che le immagini del lavoro finito, anche le immagini del “work in progress” e le testimonianze critiche dei due curatori della mostra, Filippo Lotti e Roberto Milani, oltre al prezioso contributo critico del Prof. Ivan Quaroni e del coordinatore Alessandro Sarti.


La mostra verrà inaugurata il giorno 29 novembre alle 17'00 alla presenze del Presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci e con la partecipazione straordinaria del Direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali.

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Strlacio dal testo di Ivan Quaroni


Giovanni Maranghi. Una storia in bianco.

di Ivan Quaroni 
“Il disegno è l’arte di condurre una linea a fare una passeggiata.”
(Paul Klee)
...In questi quaderni, pensati come una specie di diario visivo, lo stile di Maranghi si esprime in assoluta liberta, senza i vincoli formali della sua opera maggiore, cedendo a un gusto bozzettistico e caricaturale, dove l’immediatezza della notazione coglie il lato comico, buffo o perfino poetico della quotidianità, traducendo in un linguaggio semplice e sintetico un meraviglioso almanacco di personaggi e situazioni in bilico tra realtà e fantasia. I quaderni di Maranghi, infatti, più che una raccolta documentaria di fatti minimi, costituiscono un’antologia immaginifica, un catalogo sragionato - verrebbe da dire -, in cui la realtà prosaica assume aspetti imprevisti, inconsueti, secondo una logica trasfigurativa, che richiama alla memoria tanto le vignette satiriche quanto certi fantasiosi bestiari surrealisti in cui paesaggi e oggetti paiono animarsi e assumere i tratti inconfondibili del volto umano. Maranghi usa la deformazione, l’ipertrofia, l’antropomorfismo come strumenti di un racconto ininterrotto, in cui però ogni singolo episodio ha un valore autoconclusivo, in qualche modo definitivo... 

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SCHEDA TECNICA

Genere: 
mostra personale

Artista: 
Giovanni Maranghi

Titolo: 
“UNA STORIA IN BIANCO”

A cura di: 
Filippo Lotti e Roberto Milani

Coordinamento di: 
Alessandro Sarti

Inaugurazione: 
sabato 29 novembre 2014, ore 17.00 (ingresso libero)

Finissage: 
sabato 20 dicembre 2014, ore 17 (ingresso libero)

Luogo: Palazzo Medici Riccardi, via Cavour 3 – Firenze (Sede della Provincia di Firenze)


Periodo: 
30 novembre 2014 – 6 gennaio 2015

Orari: 
Tutti i giorni (chiuso il mercoledì) dalle 8.30 alle 19. Ingresso a pagamento, ticket Palazzo.

Organizzazione e allestimento: 
Casa d'Arte San Lorenzo

In collaborazione con: 
C.R.A. - Centro Raccolta Arte

Patrocini: 
Comune di Firenze, Provincia di Firenze, Comune di Signa

Sponsor tecnici: 
Azienda Vinicola Le Coste Rufina; Cores Resine; “Forme d’Arte” di Paolo Piacenti; Fotolito Toscana; Global Service X-man; Tecnau – sistemi di supervisione
Media partner: Radio Bruno Toscana


Ufficio stampa: 
FuoriLuogo – servizi per l’Arte

Apparato mediatico: 
Viacheslav Zakharov (video), Guglielmo Meucci (foto)

Info: 
galleria@arte-sanlorenzo.it - 0571 43595 – www.arte-sanlorenzo.it

Catalogo con il testo critico di Ivan Quaroni e il contributo di Roberto Milani, Filippo Lotti, Alessandro Sarti




photo by Guglielmo Meucci


vedi anche

e


martedì 25 novembre 2014

A proposito di "UNA STORIA IN BIANCO"




Mancano oramai pochi, anzi pochissimi, giorni all'apertura della Mostra di Giovanni Maranghi, "UNA STORIA IN BIANCO" in Palazzo Medici Riccardi di Firenze...  (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2014/11/una-storia-in-bianco-giovanni-maranghi.html).

La mostra, organizzata da Casa d'Arte San Lorenzo, aprirà i battenti sabato 29 novembre alle ore 17'00...
... Vi aspettiamo!

In anteprima alcune immagini dell'allestimento... 








photo by Filippo Lotti

evento Fb

lunedì 24 novembre 2014

ARTE PER LA RICERCA FIORGEN

Onorato di essere anche qui...
ARTE PER LA RICERCA FIORGEN
inaugurazione 
30 novembre 2014
asta 13 dicembre 2014
Auditorium Cassa di Risparmio
Firenze, via Portinari, 5



FiorGen: decimo anniversario per Arte e Ricerca
 
Unire la bellezza dell’Arte alla Ricerca scientifica generando, attraverso una mostra ed un’asta, un sostegno concreto per la conoscenza in campo biomedico e farmacologico. Questo è Arte per la Ricerca FiorGen, appuntamento giunto alla sua decima edizione.
 
FIRENZE. Promosso da FiorGen Onlus, Arte per la Ricerca FiorGen – appuntamento giunto alla sua decima edizione – si avvale, per la seconda volta, della professionalità del curatore Filippo Lotti e del banditore Roberto Milani.
L'inaugurazione della mostra è fissata per il 30 novembre 2014 alle ore 16.30 presso l’Auditorium dell’Ente della Cassa di Risparmio di Firenze in via Folco Portinari.
La mostra – che prevede l’esposizione di sessantadue opere di altrettanti artisti – sarà visitabile nei giorni 1, 5, 6, 11 e 12 dicembre: dalle ore 9.00 alle 19.00 con ingresso gratuito mentre l’asta si terrà il 13 dicembre, alle ore 15.30.
 
Artisti: Riccardo Antonelli, Enzo Archetti, Massimo Barlettani, Roberto Barni, Gianni Bellini, Giampaolo Bianchi, Maurizio Bini, Marco Borgianni, Roberto Braida, Fabrizio Breschi, Daniela Caciagli, Luca Canavicchio, Massimo Cantini, Mauro Capitani, Giuliano Caporali, Myriam Cappelletti, Claudia Chianucci, Simone Cioni, Claudio Cionini, Emiliano Colombini, Elio De Luca, Fabio De Poli, Salvatore Esposito, Paul Fabre, Stefano Festa, Franco Mauro Franchi, Danilo Fusi, Giuliano Giuggioli, Giovanni Gorini, Fabio Grassi, Graziano Guiso, Lorenzo Lazzeri, Susan Leyland, Massimo Lomi, Riccardo Luchini, Salvatore Magazzini, Andrea Mancini, Marco Manzella, Giovanni Maranghi, Gianfalco Masini, Fabrizio Michelucci, Lea Monetti, Giancarlo Montuschi, Sergio Nardoni, Elisa Nesi, Francesco Nesi, Alessandro Nocentini, Armando Orfeo, Cristina Palandri, Erno Palandri, Luciano Pasquini, Antonio Possenti, Giovanni Sanesi, Piero Sani, Marcello Scarselli, Lelia Secci, Pietro Soriani, Paola Staccioli, Paolo Staccioli, Serena Tani, Stefania Valentini, Paola Vallini
 
Il catalogo è già scaricabile sul sito www.fiorgen.net
 
Info: catia.giaccherini@gmail.com  - 3495862011
 
 
Scritti, dal catalogo:
 
“L’appuntamento Arte per la Ricerca registra, ancora una volta, il pieno successo dell’avvicinamento tra le due sfere della scienza e dell’arte, che tanti punti di contatto hanno sperimentato nel corso della storia e tuttora mantengono, nonostante gli specialisti tendenti a mantenerle distinte se non contrapposte”.
(Cristina Acidini; già Sovrintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze)
 
“La ricerca scientifica ha costi indubbiamente alti; e però spesso s’avverte la sensazione che l’Italia non abbia mai avuto per essa una sensibilità spiccata.
Ecco, allora, l’urgenza dell’intervento dei cittadini”.
(Antonio Natali; Direttore della Galleria degli Uffizi)
 
“Istituzioni e artisti, operatori della comunicazione e professionisti del mondo imprenditoriale, ricercatori e pubblico sono parte fondante di Arte per la Ricerca e, se davvero mancasse il contributo fattivo di una soltanto tra le componenti appena citate, Arte per la Ricerca non sarebbe ciò che è: una conoscenza di incontro e di sostegno reciproco, di reciproco interesse solidale, illuminato, fattivo”.
(Gian Franco Gensini, Presidente della Fondazione Farmacogenomica FiorGen Onlus)
 
“Ho cercato di mettere a frutto i miei anni di esperienza, così da organizzare questo evento nel migliore dei modi, mettendo a disposizione della causa la mia competenza e la mia esperienza, selezionando pittori e scultori tra i nomi più importanti e conosciuti dell’ambito artistico della Toscana, unitamente ad alcuni giovani talenti e a nomi meno noti ma, non per questo, meno rilevanti.
Oltre sessanta gli artisti che hanno risposto alla mia chiamata e che hanno donato una loro opera a sostegno della ricerca FiorGen”.
(Filippo Lotti, Curatore d’arte)
 
“È sempre con grande piacere e rinnovato entusiasmo, che rispondo volentieri a questo tipo di chiamate. Il pensiero di poter contribuire, nel mio piccolo, a realizzare qualcosa di importante come una raccolta fondi a favore della ricerca, attraverso gli amici di FiorGen. 
E' per me solo piacere allo stato puro”.
(Roberto Milani, Curatore d’arte)
 
 
 
 
Arte per la Ricerca FiorGen – X Edizione
curatore  Filippo Lotti
banditore Roberto Milani (Casa d’Arte San Lorenzo)
 
Auditorium, Ente della Cassa di Risparmio
Firenze, via Folco Portinari 5
INAUGURAZIONE 30 novembre 2014, ore 16.30
giorni della mostra 1, 5, 6, 11, 12 dicembre
orario mostra 9.00-19.00, ingresso gratuito
 
ASTA 13 dicembre, ore 15.30
info 349 5862 011

METAMORFOSI di Raffaella Rosa Lorenzo



METAMORFOSI
di Raffaella Rosa Lorenzo

“ Il Natale di Gesù come metamorfosi dell’Umanità”

Verrà presentata Domenica 7 Dicembre alle ore 15.00 presso il Santuario Mariano Basilica della Madonna dell’Umiltà di Pistoia l’installazione-presepe dell’Artista Raffaella Rosa Lorenzo patrocinata dal Comune di Pistoia; interverranno oltre alla rappresentanza istituzionale Don Giordano Favillini parroco, Daniele Menicucci storico e critico d’arte, Roberto Milani gallerista e esperto in arte.
L’artista con questa sua performance vuole trasmettere un messaggio molto importante dove vede protagonista in secondo piano l’opera nata per la 54° Biennale di Venezia , della quale intrinseca è la poetica portatrice di un profondo messaggio di Fede in Gesù:

“La materia si ricicla il riciclo si rinnova
Ecco che la bottiglia diventa bruco
e prende il volo da farfalla
oltre la materia anche lo Spirito si Rinnova
è l’anima che prende coscienza”

La metamorfosi del bruco che diventa farfalla assume molti significati,
l’uomo come bruco vive in se stesso e per se stesso alla ricerca,
la sua metamorfosi avviene quando incontra Gesù che lo trasforma
in farfalla ed entra nella vita di grazia e inizia a volare libero senza catene…
La Farfalla per me simboleggia la purezza che con il soffio dello Spirito Santo
ci fa volare verso Dio verso Gesù e talvolta assume il colore del Manto di Maria”
Raffaella ha studiato e realizzato quest’istallazione scenografica che vede protagonista il Natale di Gesù. L’artista vuole emozionare il fruitore facendo incontrare antico e moderno, vita terrena e spirituale. Attualissimo il messaggio del riciclo e del rispetto dell’ambiente molto profondo invece il messaggio della Spiritualità dell’artista che vuole mettere in risalto rendendo la sua arte strumento di evangelizzazione, palesando per la prima volta in questa occasione il suo incontro con Gesù.
Fondamentale la collaborazione con Gherardeschi Piante per la realizzazione del progetto.
Molti gli artisti che hanno lavorato all'edificazione del Santuario patrimonio dell’Umanità, da Giorgio Vasari, a Giuliano da San Gallo e il fratello Antonio, a Francesco di Giovanni da Firenze ad Antonio Pollaiolo. La cupola della basilica è, in ordine d'importanza, la terza d'Italia.
Il presepe-Istallazione sarà visibile fino al 2 Febbraio.
Via della Madonna, Pistoia aperta nei seguenti orari 9,00/12,00  16,00/18,00
info 3775369736 Anita



Il cuore batte per Lucca

Onorato di esserci!

domenica 30 novembre 2014 

Palazzo Ducale, sala Mario Tobino
Lucca


sabato 22 novembre 2014

A proposito di 3U Mani

Della mostra collettiva 3U Mani, che vede come protagonisti i giovani talenti Lorenzo Olivo, Sara Bandini, Laura Repetti, allestita nella Cappella di San Pietro Martire in Piazza del Popolo a  San Miniato, vi ho già dato notizia nel post "3U MANI in mostra"
Sono stato all'inaugurazione.
Il luogo, sicuramente suggestivo, invita il fruitore della mostra a calarsi in una sorta di viaggio, fra storia e presente, fra sacro e profano, tra realtà e finzione. 
Il potere dell'arte!
 
Da vedere!









venerdì 21 novembre 2014

INTERNI personale di Serena Tani



Si è inaugurata lo scorso 8 novembre e sarà visitabile fino al prossimo 19 dicembre, la personale "INTERNI" dell'amica e valida pittrice Sereba Tani.
A Montelupo Fiorentino, presso la Banca Cooperativa di Cambiano, via Caverni 137.

da vedere!

evento FB

LANFRANCO BENVENUTI ARCHITETTO 1989 - 2014 Memoria dell'opera di un architetto sanminiatese a 25 anni dalla sua scomparsa

L’Associazione Architettura e Territorio "Lanfranco Benvenuti", in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Pisa, e col supporto organizzativo dell’Agenzia Formativa SOCIP di Pisa, invita la cittadinanza al convegno dal titolo:

LANFRANCO BENVENUTI ARCHITETTO 1989 - 2014
Memoria dell'opera di un architetto sanminiatese a 25 anni dalla sua scomparsa

Appuntamento per venerdì il 21 novembre 2014 alle ore 16.00 presso Palazzo Grifoni a San Miniato (PI). L'ingresso è libero.


L'Arch. Lanfranco Benvenuti alla fine degli anni '60

L'evento è patrocinato dal Comuni di San Miniato, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e dalla Fondazione Del Campana Guazzesi.

PROGRAMMA:
  • Introduzione e saluti istituzionali
  • Saluto del Presidente Ordine Architetti P.P. Provincia di PISA - Arch. Giuliano Colombini
  • Il “Fondo Benvenuti” conservato presso l’Archivio del Comune di San Miniato
  • Ricordo della figura dell’ Architetto - Collaboratori dell’architetto
  • Lo Studio Borghi-Rafanelli-Benvenuti - Testimonianza dell’inizio della carriera di Lanfranco Benvenuti - Arch. Luigi Rafanelli - Grosseto
  • L’ impianto di risalita de “Il Cencione”, memoria di un concorso di idee - Arch. Paolo Lattaioli – Perugia
  • Architetti Toscani del dopoguerra - Prof. Fabio Capanni - Università di Firenze
  • Louis Khan, Ricerca dell’ architettura - Lezione di Maria Bonaiti, Prof. Docente Università IUAV – Venezia
  • Proiezione del video (preludio filmico) curato da Andrea Mancini sulla figura di Lanfranco Benvenuti
  • Conclusioni
Il convegno pomeridiano si propone di ripercorrere e ricordare l’importante opera dell’architetto sanminiatese Lanfranco Benvenuti attraverso l’ausilio di vari contributi sulla sua figura, sulla lettura critica della sua opera a 25 anni dalla scomparsa, sulla aggiornata rivisitazione documentale delle singole realizzazioni e ipotesi progettuali a cui l’ architetto ha positivamente atteso durante la sua feconda carriera professionale. Il convegno persegue altresì l’obbiettivo di rappresentare un momento di attenzione sull’architettura locale nel secondo dopoguerra a partire dagli anni '60 e sulle relazioni tra questa e le espressioni e i riferimenti internazionali a cui anche l’attività dell’Architetto Benvenuti è certamente riferibile. Non vi è dubbio infatti che il segno di Benvenuti, ancora oggi ben riconoscibile, si colloca di diritto tra le migliori espressioni regionali che ne fanno un opera meritevole di continua rivisitazione al fine di mantenerne vivo il valore documentale e testimoniale. La rivisitazione della figura di Benvenuti è anche occasione importante perché, oltre a tratteggiare un ottimo professionista capace di assolvere a molteplici occasioni e incarichi, descrive una personalità di rilievo, un architetto colto e appassionato del suo territorio e delle molteplici manifestazioni artistiche sia della cultura locale che di quella di scuola prettamente toscana oltre che della migliore espressione architettonica internazionale del 900. Ripercorrere la figura di Benvenuti significa a nostro avviso esplorare la cultura non solo progettuale italiana del secondo dopoguerra. L’evento prevede la presentazione di un iniziativa/progetto di produzione di un documento audiovisivo sulla figura dell’architetto e curata da Andrea Mancini.

Per gli iscritti all'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori:
Per l'evento l'Associazione Architettura e Territorio "Lanfranco Benvenuti" ha riservato agli Architetti n° 50 posti. E' possibile ottenere n° 4 CFP per gli iscritti che parteciperanno all'evento. Per effettuare l’iscrizione occorre contattare direttamente la Segreteria dell'Agenzia Formativa SOCIP.

Gli spazi del sogno - a cura di Alessandra Redaelli



Gli spazi del sogno 
a cura di Alessandra Redaelli

Gli spazi del sogno, dal 22 novembre all’8 febbraio, riunisce le ultime undici voci, uniche e inconfondibili, per raccontare il sogno, la fantasia. Qualche volta l’incubo.
I sogni di Alice Colombo si concretizzano in collage vaghi, gremiti di piccoli dettagli da inseguire con lo sguardo come in una caccia al tesoro. Sono bambine che portano al guinzaglio uccelli multicolori oppure sono balene incagliate tra i rami di un albero, protagoniste di storie raccontate in un tono lieve e sussurrato. Federica Gonnelli invece ricrea il sogno attraverso installazioni che accolgono lo spettatore come un abbraccio avvolgente, tutte giocate su luci soffuse e trasparenze, in un continuo sdoppiarsi e modificarsi della realtà. Se Jara Marzulli con una pittura liquida, leggerissima, evoca figure femminili senza tempo, fermate in un momento sospeso di abbandono e di meditazione, danno invece un’idea di forza guerriera le donne che Adele Ceraudo interpreta nei suoi minuziosissimi disegni a penna, dove lei stessa si trasforma nelle protagoniste delle più classiche iconografie dell’arte. Una realtà altra, vibrante, mobilissima, fatta di una materia trasparente dalle suggestioni acquatiche è quella creata dalle mani di Annalù. Con lei la vetroresina diventa schiuma brulicante, onda, ala di farfalla, entità viva, respirante e fatata. Se Ieva Petersone ci porta con i suoi dipinti in un mondo algido e perfetto, scandito in stanze dalle atmosfere metafisiche, dove le icone del design diventano protagoniste di spazi dagli ipnotici equilibri geometrici, di tutt’altro genere è lo spazio nel quale ci invita Chiara Coccorese. Le sue fotografie, costruite come collage pieni di oggetti creati o recuperati da lei, ci precipitano oltre lo specchio di Alice, in un mondo dove le proporzione si annullano, i punti di riferimento si invertono, invitandoci a galleggiare in una sensazione di inquieta beatitudine. E poi c’è Florencia Martinez, con le sue fotografie stampate su stoffe dai colori accesi, rutilanti, con i suoi ricami che sono racconti di vita e con le sue installazioni dove gli oggetti della casa, ricoperti di stoffa e di soffici aculei, si fanno al tempo stesso accoglienti e minacciosi. Ilaria Del Monte, con le sue fanciulle prigioniere di stanze incantate, dove gli specchi riflettono immagini irreali e gli oggetti prendono vita. Francesca De Pieri, che con le sue fotografie di cave e orti botanici, stampate su doppia lastra trasparente, ci offre uno sguardo nuovo, vibrante e pulsante sulla natura. E Giovanna Lacedra, con una serie di acquerelli onirici ispirati alla poesia femminile e con la performance Nonsonomaistataunabambina – in programma per l’inaugurazione – dove mette in scena l’incubo dell’infanzia male amata e il risveglio alla vita.

Gli spazi del sogno
22 novembre | 08 febbraio 2015
Inaugurazione sabato 22 novembre ore 18
Con la performance Nonsonomaistataunabambina, di Giovanna Lacedra con Massimo Festi
e uscita del catalogo Femminile, plurale 3 | Gli spazi del sogno

Galleria Biffi Arte
P.zza Sant’Antonino - Via Chiapponi 39 - 29121 Piacenza
apertura: da martedì a domenica 11,00 – 19,00
Info: tel 0523.1720408
www.biffiarte.it

Media Partner
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Ufficio Stampa Galleria Biffi Arte
Angela Ianni
tel 0523.1720408
galleria@biffarte.it
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