RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
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lunedì 4 febbraio 2013

KALIAKRA REVISITED, la personale di Emila Sirakova a cura di Vera Agosti






Bazzico nel mondo dell'arte da quando avevo 14 anni. 
Quest'anno ne compio 49. 
E se la matematica non è un'opinione, a parte qualche breve parentesi, 
sono 35 anni che vivo con l'arte e per l'arte. 
Di artisti ne ho conusciuti a centinaia, forse migliaia 
e di opere ne ho viste qualche centinaia di migliaia.

Questo certo non mi consente di sentenziare alcunchè, 
ma di esprimere qualche opinione sì.
Emila Sirakowa è brava. E' brava perchè riesce a coinvolgermi. Ad emozionarmi. 
E vi assicuro che dopo tanti anni è forse la cosa più difficile che un artista possa fare.





Spazio Emmaus Cultura Insieme è lieto di ospitare dall’11 al 20 febbraio 2013, KALIAKRA REVISITED, la personale di Emila Sirakova (Sofia, 1984), a cura di Vera Agosti.


L’evento segue l’esposizione “Kaliakra” presso la galleria Qanat di Palermo nel 2011. Con opere inedite e differenti per esecuzione tecnica e ricerca iconografica, viene nuovamente presentata la leggenda di Kaliakra.

Secondo l’antico e amato mito bulgaro, quaranta vergini, destinate a divenire schiave dell’imperatore ottomano, scelgono di perire nel Mar Nero, piuttosto che vivere l’umiliante esperienza dell’harem. Per questo si legano i capelli tra loro e tenendosi per mano si gettano dalla fortezza di Kaliakra, unite in un unico destino al quale nessuna può sottrarsi.

Kaliakra significa “bel capo” ed è il nome di una costa del Nord della Bulgaria, un parco naturale, selvaggio e ventoso. In quel luogo resta una scultura in memoria di questa celebre leggenda.


Emila Sirakova ha realizzato una serie di disegni, che illustrano il racconto, soffermandosi soprattutto sulle fanciulle, ormai cadute nel mare. Una ragazza in primo piano, anatomicamente ben descritta, occupa l’intero spazio visivo. In questo modo, si vuole rendere il senso di soffocamento e di compressione proprio dell’annegamento. Particolari di braccia e gambe delle altre donne testimoniano la loro presenza, come le chiome attorcigliate tra loro. In alcuni lavori, invece, le figure sono speculari, a gruppi di due o tre, per sottolineare la necessità dell’individuo di rispecchiarsi nell’altro e per un bisogno di simmetria e di armonia, anche nei momenti estremi della vita e della morte.

Rispetto alla produzione precedente, i corpi sono meno muscolosi e voluminosi, meno tesi e tormentati; appaiono infatti più fragili e sottili, raffigurati sott’acqua, come sospesi. Anche la carta utilizzata è differente. L’autrice lavora sempre su strati, ma abbandona le carte oleate, scegliendo il tipo poliestere, creando nuovi e diversi effetti visivi.

La leggenda di Kaliakra per Emila Sirakova simboleggia non solo l’amore per il proprio paese natale, ma anche una riflessione sulla libertà individuale e la capacità di lottare e sacrificare stessi per quello in cui si crede.


Cenni biografici:

Emila Sirakova

Nasce a Sofia in Bulgaria nel 1984. Vive in Italia dall’età di sei anni. Si laurea in pittura presso l’Accademia di Brera e si interessa al fashion design. Espone dal 2009, quando è tra i finalisti del Premio Barlettani Next Generation della Galleria San Lorenzo di Milano. Tra le ultime esposizioni segnaliamo la personale al Castello di Belgioioso (PV) Mare Caelo Miscere. E’ anche performer e stilista.

KALIAKRA REVISITED di Emila Sirakova
A cura di Vera Agosti
Inaugurazione: lunedì 11 febbraio dalle ore 18.30 Dall’11 al 20 febbraio 2013

Spazio Emmaus Cultura Insieme
Galleria dell'Unione 1, Milano (zona Missori)

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