RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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giovedì 31 gennaio 2013

Frasi rubate 58




"Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni"

Amedeo Modigliani



Io Klimt - a cura di Francesco Gallo Mazzeo



Io Klimt

Bellezza, Splendore, Oro

09 febbraio 2013
07 aprile 2013

Sala dell’Arengo, Palazzo dei Consoli, Gubbio
Sala Via Lucarelli, Gubbio

Inaugurazione Sabato 9 febbraio 2013 ore 12.00

Su iniziativa dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Gubbio, con il patrocinio della Provincia di Perugia e del Comune di Gubbio sabato 9 febbraio 2013 alle ore 12,00 nella Sala dell’Arengo del Palazzo dei Consoli, si inaugura la mostra “ Io Klimt” a cura di Francesco Gallo Mazzeo .

La mostra è la prima di un itinerante percorso attraverso
l’Italia che vedrà protagoniste le opere degli artisti:

Alberto Parres, Alessandro Bazan, Alfred Milot Mirashi, Antonia Ciampi. Antonio Recca, Baldo Diodato, Enrico Benetta, Enzo Rovella, Bruno Ceccobelli, Carmelo Nicosia, Carmen Cardillo, Claudia Chianese, Claudio Bianchi, Emma Vitti, Ennio Calabria, Enzo Indaco, Franco Politano, Giacomo Rizzo, Gianfranco Notargiacomo, Giovanni Iudice, Giuseppe Modica, Guido Baragli, Jack Sal, Michele Cossyro, Marco Nereo Rotelli, Massimo Livadiotti, Michelangelo Galliani, Naoya Takahara, Nicola Zappalà, NinniSacco, Nino La Barbera, Nora Lux, Omar Galliani, Paolo Gubinelli, Pina Inferrera, Pino Pinelli, Renata Boero, Rosalba Leonardi Indaco, Salvatore Pulvirenti, Salvatore Pupillo, Salvo Russo, Sergio Pausig, Sergio Tumminello, Stafania Fabrizi, Teresa Coratella, Tommaso Cascella, Uemon Ikeda, Virginia Monteverde.

Una mostra omaggio a Klimt, autore tra i più significativi di tutta la modernità, rappresenta in questo momento storico, un investimento culturale di grande spessore, in quanto, non solo rinnova la memoria di opere che sono nei musei di tutto il mondo e di una trama interdisciplinare entro cui vengono a situarsi le trame dell’avanguardia e della sperimentazione, si vengono anche a confermare i legami con quel vasto mondo di relazioni segniche, che si rifanno alla classicità e alla tradizione. Nel centocinquantesimo anno dalla sua nascita, che ha visto, ovunque, l’inaugurarsi di mostre, convegni e la pubblicazioni di libri e cataloghi di ogni genere, questa mostra denominata Io Klimt, con la presenza di più di quaranta autori, affermati e giovani, di tutte le parti d’Italia, pittori, scultori, fotografi, di tutte le tendenze e di tutte le poetiche ravvisabili, in un eclettismo che gli sarebbe senz’altro piaciuto, è una grande specularità, che appunto si riscontra nel titolo della mostra che potrebbe essere racchiuso in un “noi Klimt”, a significare l’evento collettivo, ma si conferma Io Klimt.

L’articolazione della mostra, rende tutto questo in maniera visiva e spettacolare, caratterizzandosi come un evento principe in senso assoluto, che merita una ubicazione prestigiosa, quale certamente è quella di Gubbio.

Organizzata da 4aMedia Srl e dalla Gubbio Cultura e Multiservizi Srl la mostra inizia, non a caso, nella settimana dedicata agli innamorati che avranno la possibilità di accedere per tutta la settimana dall’11 al 17 febbraio al costo di un solo biglietto. Oltre che nella sala dell’Arengo la mostra si articola nella sala di Via Lucarelli. Sono previsti eventi collaterali durante i due mesi di mostra che coinvolgeranno la città stessa.

l'opera di Giuseppe  Modica in mostra

Catalogo: Edizioni 4aMedia

Testi introduttivi di: Francesco Gallo Mazzeo, Giuliana Conforto, Daniela Del Moro.

Testi specifici: Luigi Burzotta, Marisa Di Bartolo, Giuseppe Lazzaro Danzuso, Tino Marci, Maria Cilena Sanguini,Giuseppe Iannaccone, Maria Antonietta Picone, Giuseppe Pannini, Aurelio Cardella, Paolo Donini, Neliana Tersigni, Maddalena Marinelli,Stefano Bigazzi,Giuseppe Bella, Marta Moretti, Irene Manco, Salvatore Davì, Christina Sassayannis, Massimo Provenza, Giuseppe Pinoteco, Christina Magnanelli Weitensfelder, Ilir Paja, Rocco Giudice, Roberto Carifi, Giuseppe Pirazzoli, Tomaso Binga, Anna Maria Corbi, Angelo Sagnelli, Paolino Cantalupo, Davide De Vico, Angelo Scandurra,François Inglesiss, Arnaldo Colasanti, Salvatore G.B. Grimaldi,Germana Riccioli, Vincenzo Crapio, Pasquale Lettieri, Biagio Gurrera, Marco Alemanno, Giacomo Maria Prati, Eglé De Richemont, Gianluca Lombardo, Roberto Spingardi, Paola Forti, Caterina Mambrini, Manuela De Leonardis, Aurelio Pes, Mario Lunetta, Antonio Capaccio, Carlo Severati, Giovanni Prosperi

Info :

Gubbio Cultura e Multiservizi
Palazzo dei Consoli
Piazza Grande, 9
Gubbio (PG)

Tel. 075/9277106
orari: 10,00 – 13,00 / 14,30 – 17,30

Ufficio Stampa:
4aMedia Srl

SANTI, PECCATI e PECCATORI introdotta da un testo di Silvia Bottani.

SANTI, PECCATI e PECCATORI

Federico Rui Arte Contemporanea
via Filippo Turati 38, Milano


Giovedi 7 febbraio si inaugura la mostra SANTI, PECCATI e PECCATORI, con opere di Andrea Mariconti, Giovanni Gasparro, Angela Loveday, Gianluca Chiodi ed Enrico Robusti, introdotta da un testo di Silvia Bottani.

Cinque artisti si confrontano sulla quotidianità del sacro e sulla sottile linea di demarcazione tra santi e peccatori, duplice veste che risiede in ognuno di noi.

Andrea Mariconti (Lodi, 1978) presenta “Ambarvalia”, un'opera ispirata a riti che si tenevano nell'antica Roma per propiziare la fertilità dei campi, oggi ancora in uso in alcune località del Nord Italia: una processione che trae origini da celebrazioni laiche e che è stata ripresa in tempi successivi anche dal cristianesimo. In termini contemporanei può essere assimilata a una scena di vita sociale, con radici che affondano nel Quarto Stato di Pellizza da Volpedo.

Giovanni Gasparro (Bari, 1983) ha da poco terminato un corpus di dpinti che hanno trovato collocazione nella chiesa di San Giuseppe a L'Aquila, da poco restaurata e riconsegnata alla città dopo il sisma di tre anni fa. In mostra, oltre a due piccoli studi di Santi (San Biagio Vescovo e San Marco Evangelista), verrà presentato il dittico “Stabat Mater dolorosa – Juxta Crucem lacrimosa”, opera che sovverte la materialità del corpo per raccontarne l'anima, in un ideale percorso di tensione trascendente.

Angela Loveday (Marostica, 1984) propone nelle sue immagini visionarie e simboliche un'estetica che deriva dal suo interesse per la filosofia e l'esoterismo. La femminilità viene esplorata per raccontare rabbia, dolore, rassegnazione, isteria, amore, odio, repulsione, perdono, nostalgia, lussuria. Tutti stati d'animo che si fondono in una ricerca fotografica tra realtà e finzione.

Gianluca Chiodi (Edolo, 1966) lavora a metà strada tra la fotografia e la pittura. L'immagine, dapprima studiata e realizzata fotograficamente subisce interventi a encausto (l'antica tecnica dell'affresco) che modificano ed esaltano luci e colori. “Ancora e per sempre” richiama canoni classici, che vanno dalla composizione del Mantegna e arrivano alla luce di Caravaggio. Ma le figure sono contemporanee: una Venere nera viene compianta da un uomo ammanettato, incapace di ribellarsi o cambiare lo stato delle cose. “Santa Monica” ci riporta invece al tema della Madonna, intesa come Madre prima educatrice di tutti i figli: viene rappresentata incinta del primogenito Sant'Agostino e – come lui stesso racconta nelle sue Confessioni – “bevve il nome di Gesù insieme al latte materno”, una sorta di imprimatur che ogni madre è in grado di donare.

Enrico Robusti (Parma, 1956) inventa prospettive che rendono lo spettatore parte integrante dell'opera. Una pittura cruda, irriverente, ironica che racconta alcuni peccati che accompagnano la vita quotidiana, come nel caso del “Fumatore” o del “più che ineffabile mi definirei stronzo”. Disegni che raccontano una società di cui si è parte integrante da cui non ci si può e non ci si vuole staccare.

Omaggio ad Andrea Di Marco - un Archeologo del Moderno

Museo d’Arte Contemporanea di Lissone


Omaggio ad Andrea Di Marco - un Archeologo del Moderno

Museo d’Arte Contemporanea di Lissone


INFORMAZIONI
www.museolissone.it
museo@comune.lissone.mb.it
tel. 039 7397368 – 039 2145174

INAUGURAZIONE
Giovedi 31 Gennaio alle ore 21:00

31 Gennaio - 3 Marzo 2013
ORARI
Martedì, Mercoledì e Venerdì h 15-19
Giovedì h 15-23; Sabato e Domenica h 10-12 / 15-19

INGRESSO LIBERO

COMUNICATO STAMPA

La mostra è un sentito e doveroso omaggio a Andrea Di Marco, artista scomparso lo scorso 2 novembre, all’età di 42 anni. Con Alessandro Bazan, Francesco De Grandi e Fulvio Di Piazza aveva dato vita alla Scuola di Palermo, sodalizio che tra la fine degli anni novanta e gli inizi del 2000 si era affermato sulla scena italiana.

La consacrazione, che coincise con la mostra Palermo Blues inaugurata nel 2001 ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, lo aveva portato all’attenzione della critica e del pubblico per le sue emblematiche epifanie, che l’artista associava a periferie malinconiche e oggetti abbandonati. In modo pacato, curioso e minuzioso, Andrea Di Marco ha osservato la quotidianità, cercando di raccontarci la nostra realtà, la nostra vita, attraverso uno “sguardo incantato sul mondo”. Sguardo che si fissava sui cascami della vita, sulle cose che rischiavano di non essere più viste, per troppa dimestichezza o per scarsa indulgenza. L’artista dipingeva oggetti impotenti, paralizzati, lasciati in balia di se stessi, che Marco Di Capua aveva descritto «senza lusso né lustro», perché umili, dimessi, oziosi, intrisi di un sereno patetismo. La pittura di Andrea Di Marco si caratterizzava inoltre per l’abbondante spremitura dei tubetti, per una pennellata larga e densa che conferiva solidità plastica alle immagini; il severo rigore formale dava a ogni suo soggetto un’evidente concretezza, gli restituiva profondità e luminosità, ponendosi in continuità con la storia dell’arte e la storia dell’umanità.

Di Marco aveva compreso che la perenne obsolescenza del tempo presente sconfina spesso in un’archeologia del moderno, disseminando intorno a noi dei “relitti” monolitici-mitologici, usurati e logori. Lo stesso artista teneva a precisare che «di solito estraggo quei soggetti che hanno perso il loro valore di mercato: il loro progressivo abbandono mi rende piacevolmente malinconico». Mezzi di trasporto, cantieri edili, pompe di benzina, cisterne, cassonetti, saracinesche, giocattoli e cabine elettriche erano solo alcune delle immagini da lui predilette. Ma tutte queste “cose” dipinte da Di Marco non possono essere soltanto ciò che mostrano, descrivono infatti la realtà della pittura così come veniva da lui percepita. Alla resa dei conti, il soggetto dell’opera era (pur) sempre il pittore, il quale si dissimulava nei quadri, fin quasi a immedesimarsi negli oggetti: «La cosa più importante – confessava anni or sono – è il lavoro, dietro il quale io posso sparire». Sparire forse, ma non senza farsi sentire, non prima di farsi intendere, anche ora che la morte l’ha ghermito alla nostra presenza.

Qualcuno ha tenuto a ricordare che l’artista amava definirsi un realista, ma la sua pittura apparteneva a un Realismo esente da impegni politici, sociali o ideologici; difficilmente sarebbe stato annoverato tra i Naturalisti, poteva semmai entrare nella cerchia dei Vedutisti, in virtù di quella sua “osservazione del vero” che era una necessità intima, personale. Ma a rigor di logica dovrebbe essere accreditato in un Verismo avulso da qualsivoglia retorica o propaganda, un Verismo tutto italiano – profondamente meridionale – che sapeva comunicare non la verità del mondo ma la verità del pittore, e dunque della pittura stessa. Questo è stato il senso, la scelta e l’impegno di Andrea di Marco.

La mostra, allestita al pianterreno del Museo, presenterà un corpo di opere in cui sarà possibile scorrere alcuni dei temi prediletti da Di Marco, artista scomparso troppo prematuramente che ha sempre creduto nei valori della pittura.

Alberto Zanchetta


Ciao Andri ♥

mercoledì 30 gennaio 2013

Step09 4 Edizione: Arte nella "Cattedrale"


Step09, una fiera dell’arte innovativa.
Step09, un progetto vivo e in continua evoluzione.

Step09 giunge alla sua quarta edizione e porta con sé una ventata di novità che, dal 22 al 24 febbraio 2013 saprà, ancora una volta, raccogliere l’attenzione e il gradimento del pubblico.

L’innovazione più importante è quella della location che ospiterà Step09: la Cattedrale, lo spazio più suggestivo della Fabbrica del Vapore in via Procaccini, uno dei simboli vitali della rinascita culturale di Milano.

E proprio Step09, che nasce nel 2009 dall’esigenza di costruire una piattaforma dedicata all’arte contemporanea capace di collegare il mercato, alle mostre, alle performance, alla musica e a eventi speciali, rappresenta l’ideale segno di questo cambiamento.

Nei suoi primi tre anni, Step09 ha saputo coinvolgere, nelle due location degli East End Studios (nel 2009) e del Museo della Scienza e della Tecnologia (nel 2010 e 2011), un pubblico sempre crescente di appassionati, collezionisti, operatori del settore, per un totale di circa 20.000 visitatori, garantendo loro un modo nuovo di avvicinarsi a questo mondo e un imperdibile percorso tra i lavori di artisti noti e giovani emergenti.

Alla Fabbrica del Vapore, Step09 offrirà un panorama di gallerie italiane e straniere, risultato di un’attenta selezione, che saranno accolte in 1.600 metri quadrati, frutto dello straordinario recupero di uno spazio industriale al centro della città di Milano.

Ogni galleria dovrà proporre una personale o una collettiva di tre artisti al massimo, e almeno una di queste opere dovrà essere dedicata all’ambiente e alla sostenibilità, temi centrali della prossima
edizione.
22, 23 e 24 febbraio 2012 presso La Fabbrica del Vapore di Milano

Con il Patrocinio del Comune di Milano

Orari:
Venerdì dalle 18:00 alle 23:00
Sabato dalle 11:00 alle 22:00
Domenica dalle 11:00 alle 19:00





















Entropie: parlano gli Artisti

Della mostra collettiva "Entropie" a Fiesole vi ho già parlato nel post http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/01/a-fiesole-entropie-percorsi-e-sguardi.html.
Ora vi invito ad intervenire se potete a questo Talk... io ci andrò!



L'Associazione Culturale Heyart presenta, sabato 2 febbraio 2013, dalle ore 18, nell'ambito della mostra collettiva “ENTROPIE. Percorsi e sguardi sui linguaggi artistici contemporanei.”, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Fiesole, ARTISTS TALK.

L'iniziativa rappresenta l'occasione di conoscere meglio le ricerche personali nell'ambito dell'arte contemporanea degli artisti che partecipano alla collettiva: Lucilla Bellini, Valentino Carrai, Valentina Colella, Federica Gonnelli, Francesco Gallo, Ilaria Margutti, Andrea Marini, Francesco Minucci, Virginia Panichi, Simone Ridi, Matteo Tenardi, Andrea Vannini, Giuseppe Zanoni con Giacomo Pietrapiana e Annegriet Camilla Spoerndle , Danilo Zappulla.
Si tratta di esperienze, a volte molto differenti fra loro, il cui filo comune è l’esigenza di una narrazione del proprio tempo attraverso un lessico visuale riconoscibile, che lungi dall’essere un limite creativo, diventa un valido spunto per le più disparate rielaborazioni personali.

Inoltre, ARTISTS TALK vuole essere un momento di confronto sullo stato attuale dell'arte contemporanea e sul particolare momento storico che vive oggi: mutazioni, sconfinamenti, diversità di approcci che, al di là dei “generi”, possono stimolare una rinnovata discussione e capacità di comprensione.

L'incontro sarà condotto da Angelo Pieroni, art director del portale web Arts&Arts, docente presso l'Istituto per l'Arte ed il Restauro Palazzo Spinelli e artista specializzato in video, foto ed installazioni. Fra le sue opere, ricordiamo il progetto “Elemento Donna”, una visitazione del corpo femminile nei quattro elementi, esposto presso il Salone Art Shopping al Carrousel du Louvre a Parigi (ottobre 2009), il Centro Culturale Teatro Redstar e il Peace Esposition Center di Hangzhou (Cina, maggio 2010) ed il Salone dell'Arte ed il Restauro di Firenze (novembre 2010).

Con la partecipazione speciale di Mark Abouzeid, fotogiornalista freelance più accreditato a livello internazionale nel settore del lifestyle e del reportage di viaggio. Il suo lavoro è regolarmente pubblicato sulla stampa internazionale, oltre che in radio e tv, tra cui il The New York Times, The Washington Post, Der Spiegel, South China Morning Post, Sydney Morning Herald, National Geographic, PBS, Voice of America TV, La Nazione (QN), The Italian, Adventure, South Florida Gourmet e molti altri.
Mark Abouzeid ha recentemente curato la mostra / evento "Il Nuovo Nuovo Mondo ... Non Sono Clandestino" con il sostegno del Comune di Firenze e Museo degli Uffizi a Palazzo Vecchio nella Sala d'Arme (giugno 2012) Con questa mostra, Abouzeid ha definito una nuova direzione per la fotografia usando il passato per ridefinire il presente e ispirare il futuro.


Sala del Basolato, Palazzo Comunale, Piazza Mino, Fiesole
2 Febbraio 2013 ore 18.00
Ingresso Libero
info.heyart@gmail.com
3894751911
3338622307

martedì 29 gennaio 2013

Anteprima week-end di primavera...



Del prossimi appuntamenti primaverili di Casa d'Arte San Lorenzo, nella splendida cornice di Grotta Giusti, vi ho già accennato qualcosa nel Post http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/01/grotta-giusti-resort-golf-e-spa-tutto.html.

Ora le date, due week-end, 2-3 e 9-10 Marzo 2013, ed un breve video di presentazione...
a breve altre news... intanto per maggiori info: 0571 43595 oppure info@arte-sanlorenzo.it

Shozo Shimamoto




Shozo Shimamoto
1928 - 2013

R.I.P.

SOCIAL LOVERS_the web dinner

Privacy e tutela per gestire al meglio amore, amicizia e lavoro sui social network che quotidianamente vengono utilizzati da milioni di persone!


 


SOCIAL LOVERS_the web dinner

Venerdì 1 Febbraio 2013 a Milano @ La Cantina del Giannone in Via Giannone 10, ore 20.

Relazione e Interazione dell'avv Gobbato che nel corso della cena illustrerà ai partecipanti le migliori tecniche di approccio e seduzione (a distanza) sui più famosi social come Twitter, Facebook, Badoo e Linkedin. Come far nascere amori, amicizie e rapporti professionali in un ottica di correttezza e legalità. L'avv. Gobbato, specializzato in Privacy e IT evidenzierà gli aspetti delicati della comunicazione on line, soprattutto al fine di evitare la realizzazione di reati, come lo stalking (soprattutto nel caso di siti di incontri) ma anche l'ingiuria e la diffamazione. Si parlerà anche di sexting (la condivisione di materiale prornografico) e di diritto all'oblio soprattutto alla luce del Nuovo Regolamento Europeo sulla Privacy.
La Relazione pur essendo connotata di importanti aspetti tecnico/giuridici vuole evidenziare gli aspetti ludici e divertenti della vita on line, senza demonizzazioni e inutili allarmismi, anche ai fini di condividerla poi con i propri figli, veri indigeni digitali.
Inoltre verranno evidenziati anche i numerosi vantaggi che una corretta vita sul web può portare sia sotto un profilo di amicizie che di opportunità di lavoro.

I Partecipanti provvisti di Smartphone o Tablet avranno la possibilità di interagire on line e mettere subito in pratica le nuove Linee Guida fornite dall'avvocato.
Iscrizione al sito www.milanicadeo.it o via mail a info@milanicadeo.it
Costo 45 Euro. On line 42

Milani&Cadeo
Comunicazione&PR

Monica Gobbato - Avvocato in Milano – www.monicagobbato.it
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Linkedin Monica Gobbato

Titolare dello Studio Legale Gobbato. Mediatore Civile e Commerciale.
Specializzata nella consulenza legale su Privacy e Sicurezza dei Sistemi Informativi. Candidata Presidenza Autorità per la protezione dei dati personali 2012. Commissario d’esame per Consulenti Privacy per conto dell’ente di certificazione TUV. Gia Senior Associate presso Studio Legale Gianni, Origoni Grippo & Partners e successivamente Senior Associate dep. Information Technology Studio Baker&McKenzie. Ha curato l’implementazione delle discipline concernenti le nuove tecnologie. Ex consulente dell’Associazione Nazionale di Categoria ASSORETI. Docente ECM dal 2000. Svolge attività convegnistica e di docenza con: SPACE BOCCONI di Milano, Università Ca’ Foscari di Venezia, INFOR Scuola di Formazione Spa di Assago, LRA Scuola di Formazione di Milano, Captha, AXIOMA Scuola di Formazione di Moncalieri (Torino). Autrice di numerose pubblicazioni e articoli con Halley Editrice, UTET, CEDAM, FAG. Collabora attivamente con i principali siti di informazione giuridica italiana. Consulente in alcuni programmi TV.
Master in Diritto dell’Internet 2003
Master in Legal Banking 2013
gobbatomonica@tiscali.it

Alice Olimpia Attanasio: un'intervista

E' di fatto una delle artiste fra le più interessanti che ho conosciuto negli ultimi anni. 
Ricerca, sperimenta, è intelligente ed efficace. 

Nelle pagine di questo blog ho parlato diverse volte del suo operato, ora una breve intervista per conoscere meglio lei e la sua Arte. A voi, Alice olimpia Attanasio!

Alice Olimpia Attanasio


- In dieci righe, chi è Alice Olimpia Attanasio?
1-A
2-li
3-ce
4-O
5-lim
6-pia
7-At
8-ta
9-na
10-sio
... questa è una domanda esistenziale che mi pongo dall'età di 4 anni e ancora non ho trovato la risposta, ma ci sto lavorando!

- Quali sono le prove più difficili che una giovane artista deve affrontare per conquistarsi le benevolenze dei critici, dei galleristi e del pubblico?
Già solo riuscire ad orientarsi in questo ambiente è una sfida; poi devi imparare ad unire la passione per il lavoro e la tua crescita personale con il saperla comunicare agli altri. Ma la verità è che nell'arte è tutto estremamente variabile e incerto, l'unica cosa che si deve fare è seguire il proprio istinto creativo senza scoraggiarsi o guardarsi troppo attorno.

- Raccontami un po’ delle tue ultime ricerche
Come si può capire dai miei lavori, sono molto curiosa e sempre alla ricerca di nuovi stimoli sperimentando diversi media, favorendo però installzione/scultura e pittura.
In quest ultimo periodo mi sto concentrando unicamente su queste tre, recuperando le tecniche classiche ma con il mio amore per la contemporaneità; la tematica è la mia preferita: esseri umani e natura, che da molto pensano di essere due cose distinte ma ovviamente, non è così.
Credo di essere stata molto influenzata dalla mia esperienza a Shanghai, che ho molto amato e che mi ha dato modo di riflettere su alcune cose.

- E come reagisci alle critiche?
Alzando il sopracciglio destro, se poi mi piacciono li alzo tutti e due.
E' normale che ci siano altri punti di vista,  soprattutto in un settore dove tutti vogliono realizzarsi e distinguersi, cerco quindi di capire se sono costruttive o gratuite.

- Qual è l'aspetto del tuo lavoro che ti intriga di più?

Che tutto sia possibile.

- Ed il rapporto con il mercato?
Ci conosciamo da qualche anno, solitamente ci piace prendere un thè con i biscotti per merenda e ce la contiamo su..
Una cosa su cui bisticciamo spesso è la chiusura mentale che c'è in Italia, che crea una distinzione di valore tra i media e ci lascia ancorati al passato, contrariamente a quel che succede nei grandi mercati mondiali.

- Dimmi una cosa di te che non hai mai detto pubblicamente

 Vorrei visitare il maggior numero di posti, vivere in altre città e conoscere più gente possibile. Mi arricchisce come nient altro può.
Ah! dimenticavo, non mangio i funghi.

- Un colore?
Verde Ottanio.

- Progetti per il futuro?

Al momento sto preparando una mostra per il 23 marzo a Bergamo, dove si potranno vedere alcuni dei miei ultimissimi lavori insieme ad altri già noti. Contemporaneamente porto avanti dei progetti per l'estero, ma questa parte alla prossima puntata!

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Solo Show

2012_ ‘Chinese Bubble’, solo exhibition curated by Luca Zordan, 
Sunhoo art & design innovation park, Hangzhou-Shanghai
_‘Treagedy Today n°0, The Flooding’, solo exhibition curated by 
Mario Maduzio, Silbernagl & Undergallery, Milan

2011_ ‘Handle with Care’, solo exhibition curated by Paolo De Grandis 
Giudecca 795 art gallery, Venice 
_ ‘Specialità della Casa’, solo exhibition curated by Clarissa Tempestini,
SourMilk art gallery, Varese
_ ‘The Last Supper’, solo exhibition curated by Paolo Meneghetti,
Paola rescio Gallery, Milan
_ ‘Panopticon’, solo exhibition curated by Emanuele Beluffi,
Maelstrom art gallery, Milan
2010_ ‘Medication’, solo exhibition curated by Roberto Milani,
San Lorenzo gallery, Milan

2009_ ‘Les joux, le caprices’, solo exhibition curated by Jean Blanchaert,
Blanchaert gallery, Milan
_ ‘I love Alice’, solo exhibition curated by Siva,
Artificio lab, Milan
2008_ ‘Pesieri Onirici’, solo exhibition curated by D.Beltran.
spazio Fitzcarraldo, Milan
Group show:

2012_ ‘Inside me, PlusArt’, curated by Anna Pezzin,
Palazzo Fogazzaro, Vicenza
_ ‘Artexperience’, curated by Igor Zanti,
Palazzo Visconti, Bergamo
_ ‘AAM’ , San lorenzo gallery,
Il sole 24 ore, Milan
_‘Affordable Art Fair 2012’, Maelstrom art gallery,
Superstudio – Milan

2011_ “Non rompete le scatole” , curated by Adriano Pasquali.
Spazio b-art contemporary, Seveso
_ “Bunga Bunga Republic”, curated by Clarissa Tempestini,
Abnormals Gallery, Berlin
_’Piu arte meno in disparte’, curated by Erika Rivolta,
Comune di Como, Como
_ ‘Artistic Colony of Tetove’, curated by Behar Ferati
Tetove Art Gallery, Tetove (Macedonia)
_ “Cerchio Poetico”, curated by Nino Abbate
Museo Epicentro Barcellona (ME)
_ ‘Feminine 70ml’, curated by Clarissa Tempestini,
SourMilk, Varese
_ ‘Fruit of the Room’, curated by Roberta Vanali,
Laboratorio 168 (LITTLE ROOM GALLERY), Cagliari
_Group exibition ‘Arte Laguna Prize under 25’ (2010/11),
Palazzo Correr, Venice
_ ‘Arte in Volo Prize’, curated by Viviana Siviera, in collaboration
with Porro & co, Filologica, Milan
_ ‘Affordable Art Fair 2011’, Maelstrom art gallery,
Superstudio – Milan

2010_ Group exibition ‘Premio Italian Factory’, curated by Chiara Canali
First Gallery, Rome
_ ‘Step’, curated by Francesco Gattuso, National museum of
science and of the technology da Vinci, Milan
_ ‘The Skull’, curated by Roberto Milani, Cristiana Pecile, Marzia
Altaira Grazzini, La Contemporanea Art Gallery, Torino
_ ‘Archiviarti’, curated by Fiordalice Sette,
Fabbrica Borroni, Bollate (Mi)
_ ‘Metropolitan Baby’, curated by Chiara Canali, Alessandra
Radaelli, Emma Gravagnuolo. Previtali Gallery, Milan in
collaboration with association ‘Mesopotamia Milanese’
_‘Cartacea’, curated by Albano Moranti,
Galleria delle Battaglie, Brescia
_ ‘Open’,international show of installations for Architecture Biennale
curated by Paolo De Grandis, Venice Lido
_ Group exhibition ‘Arte Laguna Prize under 25’ (2009/10),
Palazzo Correr, Venice
_ ‘Open the door’, curated by Chiara Carcano,
Spazio Concept, Milan
_ “Mangia le prugne”, curated by di Luigi Cavadini,
Villa Erba, Como
_ ‘Una donna senza tempo’, curated by Oddo De Grandis,
Mondadori gallery, San Marco / Venezia
_ ‘Butterflies Invasion’, curated by Siva, 
Atelier Colette, Lecco
Prizes:
2012_ Finalist ‘ArtGallery Prize’, Milan

2011_ Winner ‘Special prize Giudecca’, Giudecca gallery, Venice
_ Winner ‘Arte Laguna Prize, section under 25’, (2010/11), Venice
_ Finalist ‘Arte in Volo Prize’, Milan

2010_ Finalist ‘Italian Factory Prize’, Roma _
_Finalist ‘MyartSpace at Scope Miami’, Miami
_ Finalist Combat Prize, Livorno 
_ Finalist Arte Mondadori Prize, Milan 
_ Selected Celeste Prize, Catania

_ Winner ‘Arte Laguna Prize, section under 25’, (2009/10), Venice

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Immagini di alcuni lavori di Alice Olimpia Attanasio

sculture in ceramica grandezza naturale

donna incinta con ape è 100x100 olio su tela ('Naked')

disegno (dettaglio) 60 x 40 pastelli su carta da lucido

Installazione fiori in ferro battuto con cuori in resina alti circa 2 metr

lunedì 28 gennaio 2013

Sangue,sudore e polvere da sparo personale di Giordano Curreri a cura di Igor Zanti



Sangue,sudore e polvere da sparo
personale di Giordano Curreri
  a cura di Igor Zanti

31 gennaio - 3 febbraio 2013
POP UP 
Via del Torchio 4, 20123 Milano


Dico al Parlamento, come ho detto ai ministri di questo governo, che non ho nulla da offrire se non sangue, fatica, lacrime e sudore. Abbiamo di fronte a noi la più terribile delle ordalìe. Abbiamo davanti a noi molti, molti mesi di lotta e sofferenza.
Winston Churchill, Discorso alla Camera dei Comuni del 13 maggio 1940

Il XX secolo e' stato un secolo straordinario. Ha iniziato il suo personale viaggio in carrozza e l'ha terminato su un razzo diretto su Marte.
E' stato il secolo del tutto e del contrario di tutto: della massima libertà e dei più forti totalitarismi, il secolo della scienza e del "mille non più mille", e, se vogliamo vederla sotto un'ottica meramente artistica, e' stato il secolo in cui effettivamente e fattivamente e' nata l'arte contemporanea.
Quando si parla di fenomeni storici si tende, per la loro complessità, ad escludere un diretto rapporto di causa ed effetto, ad evitare di attribuire parternita' troppo certe.
Nel nostro caso pero', pur forse peccando di imprecisione o faciloneria, si può individuare nell'artista francese Marcel Duchamp il vero e proprio ideatore del concetto di arte contemporanea come sismo abituata ad intenderla al giorno d'oggi.
Duchamp rivoluziono' completamente lo status di opera d'arte, spostando l'attenzione dall'opera all'artista, che diviene un succedaneo del manufatto finale, perdendo sempre più la dimensione meramente artigianale
Uno dei meriti di Duchamp e', inoltre, quello di avere introdotto Il concetto di ready made, cioè di utilizzo di oggetti preesistenti che cambiano nella dimensione artistica la loro destinazione semantica d'uso.
Questo atto e' forse, nella complessa biografia di Duchamp, uno dei più rivoluzionari e quello che maggiormente ha influenzato lo sviluppo dell'arte futura.
Si può, senza dubbio, affermare che Duchamp abbia inventato tutto prima di tutti, e' stato tanto l'ideale padre della pop art , quanto delle mille sfaccettature del concettuale.
Non ci si sorprenda se, a distanza di quasi cento anni, per parlare di un artista che poggia i suoi piedi nella più esplicita contemporaneità, sia necessaria questa ricognizione e questa dovuta citazione dell'influenza duchampiana, perché, proprio in casi come quello di Giordano Curreri, questa influenza che all'apparenza può sembrare remota ed intermittente si fa invece evidente.
Con la mostra Sangue, sudore e polvere da sparo, si entra in una dimensione dove il ready made assume nuovi e più contemporanei significati, dove ritrova nuova forza.
In tutti i lavori in mostra un fil rouge fattuale si dipana creando una connessione stretta ed intima tra supporto e intervento artistico. Curreri, infatti, pone l'azione artistica in stretto contatto con il valore semantico del supporto sia che questo sia un frame di video, un piatto in riedizione vintage, una banconota o una mascherina antismog.
Se nell'esperienza duchampiana ci si confrontava con una variazione di destinazione d'uso e con una ricontestualizzazione, nel nostro caso si può, invece, con maggiore sicurezza, parlare di una sorta di accrescimento narrativo.
Curreri infatti tiene pienamente conto del valore iniziale del supporto, del suo potere evocativo e, per l'appunto, narrativo, utilizzandoli come un ideale incipit, una citazione d'apertura funzionale allo svolgimento del racconto artistico.
Le opere, una sorta di estratto di tre differenti progetti che negli anni sono andati a sedimentarsi ed a comporre una base imprescindibile dell'agire artistico di Curreri, ritrovano proprio in questa maniera di intendere la poetica l'objet trouve' -o meglio, recherche'- il senso del loro comune esistere.
Unificante ed esplicativo risulta essere, inoltre, il costante intervento fattuale dell'artsta che attraverso un segno spigoloso, di sapore cosmeturiano, una scala cromatica accesa, definisce e completa il percorso narrativo andando a toccare tematiche differenti ma sempre e comunque tangenti.
La violenza della società, i suoi aspetti inaspettatamente splatter, che si celano dietro una apparente e lontana normalità sono alla base della ricerca poetica di Curreri.
Il palcoscenico del presente tinge di ironica tragedia tanto La dimensione dell'apparente calma domestica, quanto le imprese piratesche dei bucanieri che navigano tra le acque della storia.
Il registro usato e' volutamente velato da una ricerca di immediatezza, da un sapore a meta' strada tra il folk ed il pop, nella sua accezione letterale di popular, con un esplicito gusto per una certa estetica vintage, come si desume dal titolo stesso della mostra che, visto il periodo storico appare molto profetico, alla pari delle parole di Churchill al parlamento inglese.
Senza volerlo ,o forse, senza dichiararlo, Curreri ha realizzato un mostra che rasenta la dimensione dell'antologico, ponendosi in una posizione di osservatore del proprio agire artistico per comporre un inusuale e disincantato affresco della società contemporanea.

Subculture Fanzine

Vi avevo già parlato a proposito questo progetto firmato Thomas Berra nel post http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2012/05/subculture-fanzine-by-thomas-berra.html 

Vista la validità intelletuale del progetto, ho deciso di riproporlo...


Subculture è un progetto realizzato da Thomas Berra per unire con un fil rouge 24 artisti in un anno. Buste, filo rosso da trait d’union e come simbolo che rimane a ognuno, matita, penna e un amo per i 24 che hanno abboccato. Un kit per creare liberamente 24 libretti d’autore e diffondere così una sinuosa sottocultura distribuendo due fanzine al mese per un anno. Ogni numero, fotocopiato e distribuito, è il risultato di una collaborazione nata in maniera old style a distanza con istruzioni per l’uso. http://subculturefanzine.com/

Fanzine

Termine che indica un prodotto stampato, nato dalla passione di una o più persone interessate ad un determinato ambito.

definizione
Fanzine
[fan-zi-ne]
s.f. inv.
termine invariabile di origine inglese, deriva dalla contrazione dell'aggettivo "fans" e del sostantivo "magazine" (inizialmente creato da/per appassionati di fantascienza).
Indica una pubblicazione a tiratura molto limitata e senza scopo di lucro realizzata da una o più persone accomunate dagli stessi interessi.
Alternativa per appassionati di fantascienza, musica, cinema, fumetto, letteratura, poesia, mail-art, ecc., pubblicata in modo autonomo e autoprodotta.

Gli animi si infiammano su Arte Fiera!



L'ottimo Beluffi sulla rivista Kritikaonline (http://www.kritikaonline.net) sostiene che l'edizione di quest'anno di Arte Fiera, merita:



(vedi articolo originale su: http://www.kritikaonline.net/artefiera-2013/ )

"I curatori di questa trentasettesima edizione Artefiera, Giorgio Verzotti e Claudio Spadoni, se han fatto qualcosa, l’han fatto bene.  Il pachiderma s’è ridimensionato (135 gallerie, di cui solo 15 straniere), ma il “poco” che c’è è eccellente. Difficile scegliere fra le pepite preziose di questa miniera, ma noi che siamo partigiani, parziali e spudoratamente selettivi, non possiamo non citare Giuseppe Stampone presentato dalla milanese Prometeo Gallery, Marco di Giovanni con la bolzanina Antonella Cattani, Bertozzi e Casoni con la galleria Cardi, nonché la ferrarese Maria Livia Brunelli con lo stand pavimentato da 300.000 (trecentomila) monetine da un centesimo, Nicola Verlato e Fulvio di Piazza con Bonelli e poi Camera 16, mc2 gallery, Poggiali e Forconi, Corraini, Federico Luger, improbabile vedere qualcosa di poco convincente (gusti soggettivi a parte, naturalmente). Collezionisti presenti e prudenti: la congiuntura economica è disastrosa e non poche gallerie guardano all’esterno dei confini patrii, d’altro canto le opere d’arte “tradizionali” la fanno da padrona per un evidente obiettivo di rassicurare l’acquisto entro i limiti della ragionevole speranza. Del resto, con le multe per divieto di sosta di Mario Monti e l‘IVA al 21% (primato solo italiano, anche qui…), non si è lontano dal dire che non ci sono rimasti nemmeno gli occhi per piangere. Per ora, li utilizziamo per ammirare il reportage dell’artista e fotografo d’eccezione Giacomo Vanetti."

Ed anche di SetUp ne parla bene:

(vedi articolo originale su: http://www.kritikaonline.net/setup-fair-2013/)

Un comitato scientifico (ma perchè “scientifico”, se riguarda le arti visive?) di tutto rispetto (Antonio Arévalo, Martina Cavallarin, Viviana Siviero, Eugenio Viola), un format non certo innovativo ma sicuramente coraggioso (una sinergia artista-curatore-gallerista, quando di solito è il comitato a imporre alle gallerie quali artisti portare e quali no) e un’organizzazione più che degna (i veti e gli ostacoli opposti fin dagli inizi da parte del gigante Artefiera non hanno impedito di affossare il progetto). Un plauso agli inventori di Setup Art Fair: Marco Aion Mangani, Alice Zannoni, Simona Gavioli sono i cavalieri che fecero l’impresa. Nell’Autostazione di Bologna, sede della suddetta fiera garibaldina, gallerie spesso più che degne e in alcuni casi eccellenti, come Federico Rui  con le new entries Angela Lovaday, Giovanni Gasparro e Gianluca Chiodi, Fabbri Contemporary Art con la produzione artistica di Alessandro Bergonzoni (che ha gigioneggiato per tutta la durata dell’opening fieristico e del quale peraltro si può leggere qui la recensione della mostra milanese) e Sabrina Raffaghello con Oriella Montin, per non parlare di Galerie Antonio Nardone, Paola Cardano Arte ContemporaneaDino Morra. Molto interessenti poi le proposte artistiche degli “outsider” Beo Project, Print About Me, Spazio Ferramenta e Sponge Arte Contemporanea. Setup Art Fair ha fatto il botto: da valutare se abbia anche fatto cappotto, i tempi sono duri per tutti e il collezionismo ora è cauto ovunque. Ma la qualità premia e Setup ha già vinto. Intanto, deliziamoci gli occhi con le immagini del reporter d’eccezione Giacomo Vanetti, che ha immortalato per noi il meglio del meglio del meglio.



Mentre, il Deus ex machina, di Frattura Scomposta (http://www.fratturascomposta.it/) Sergio Curtacci, sul suo profilo Facebook, attacca non solo le due manifstazioni ma spara a zero su tutto:

"Bologna, arte fiera ed eventi limitrofi. Quest'anno anche la fiera delle gallerie giovani, Set up. Set up allestita in un'ex-autostazione: spazi orribili, angusti, con quel sapore di ufficio pubblico italiano che non può che rimanere anche se apriamo le finestre e intonachiamo i muri. Anche perchè sparse per gli stand troviamo, di tanto in tanto, delle macchie gialle su moquette grigia. Sarà piscio?

Ma quello che sorprende è il grande vuoto di questa fiera, che è anche il grande vuoto percepito vistando la vecchia signora, Arte Fiera. Un ammasso indistinto di opere, che fanno capolino attraverso una processione infinita di pubblico, che non si sofferma mai su quelli che sembrano essere semplici esercizi di cattivo gusto. Ogni tanto spunta un nome sconosciuto, e un prezzo: 7500 euro. Perchè mi chiedo? Capisco si trattasse di un multiplo di Rotella o un piccolo lavoro di Francys Alys, ma chi sono Brigenti o Mazzoncelli? Perchè valgono tanto da meritare quel prezzo? Cosa mi portano nella mia vita? Sono un nome che rappresenta un investimento sicuro?

Alla fine, paradossalemnte, la grande quantità di opere si traduce in un vuoto; esci e non hai visto niente, se non una grande confusione, spazi orribili, pubblico bovino e giovani galleristi con quell'aria da megatruffa alla Totò.

Questa bassa qualità avviene per due motivi: in italia non esiste un pubblico alfabetizzato e interessato al contemporaneo. I più attenti sono gli addetti ai lavori, come se al cinema ci andassero solo registi, attori, scenografi e i loro amici. Poi troviamo i curiosi che si aggirano bovini, affannati con quello sguardo vuoto che ha chi si deve fidare per non sentirsi in una grande presa per il culo collettiva. Se il pubblico è analfabeta, non si può alfabetizzare e interessare con i soli compiti in classe (proporre le opere), servono altre opportunità per coinvolgere il pubblico e fornire quei parametri di giudizio che esistono in tutti i settori e le discipline umane. Mentre nell'arte c'è la presunzione che "tutto può andare bene" e che tutto debba essere (non si sa bene perchè..) diretto e immediato. Quindi è chiaro che se gli artisti e gli addetti ai lavori pretendono di coinvolgere con le opere, come farebbe un insegnante che deve insegnare con i soli compiti in classe, le opere, come i compiti in classe, sono destinate ad essere a prova di deficente, delle grandissime porcherie (ed ecco spiegate le opere di Set up).
Il secondo problema è dato dalla totale assenza di critica d'arte militante in italia. Da quattro anni denuncio un problema la cui soluzione non è più rimandabile vista la crisi generalizzata del linguaggio artistico internazionale. Se non esistono critici, che decidono di non fare i curatori o i selezionatori di Premi, e che iniziano ad argomentare le luci e le ombre di un'opera, quali riferimenti potranno avere il pubblico e il collezionista oltre alla dittatura dell'investimento sicuro e del curriculum vitae? Lo stesso mercato soffre paradossalmente della dittatura del mercato e dell'investimento; questo perchè muore tutto il mercato di secondo e terzo livello e viene meno quell'indotto del sistema che è anche fucina per stimolare e produrre qualità per il primo livello.

Per queste ragioni il problema della crisi non è economico, ma sta nell'assenza di opportunità per il pubblico nell'avvicinarsi al contemporaneo (che non sia l'opportunità della classica mostra che come un compito in classe dato ad un alunno analfabeta, pretende di interessare il pubblico e il collezionista); e il secondo problema sta nell'assenza di critici d'arte e di un sistema che possa retribuire e stimolare il loro lavoro. Pubblico e critica possono salvare il mercato."
Per dovere di cronaca, sono molto interessanti anche i commenti a seguire dei vari lettori, e che motivi di spazio ometto ma potete leggere su: http://www.facebook.com/fratturaarteemregente?ref=ts&fref=ts
 Su Exibart (http://www.exibart.com) si è fermato per ora alla giornata di sabato

mentre Artribune (http://www.artribune.com) si affida alle interviste fatte ai diretti interessati: i galleristi


le mie conclusioni, le avete già lette e comunque le potete trovare su:

Sicuramente la verità sta nel mezzo, ma una battuta, visti i tempi, mi viene spontanea:
TANTO RUMORE PER NULLA!

News per Ester Negretti

Che l'opera di Ester Negretti mi piaccia è cosa oramai nota a tutti. 
Quindi eccomi qui a fare un breve riassunto.



Alla Galerie Lisette Alibert (26 place des Vosges 75003 Parigi www.lisettealibert.com) si terrà una sua personale dal primo giugno al 20 luglio prossimo, mentre saranno in esposizione permanente diverse sue opere (per tutto il 2013) a Boston, presso la Galleria STUDIO VERTICALE (115 Kingston Street - Boston MA 02111 USA)

Brava Ester!

Silvia Argiolas alla Robert Kananaj Gallery - Toronto


Io non so, quanti di voi saranno a Toronto in quei giorni ma se percaso vi dovessere capitare di essere lì, non potete privarvi del piacere di andare a visitare la mostra della brava Silvia Argiolas presso la Robert Kananaj Gallery
Dal 7 febbraio al 9 marzo 2013

Brava Silvia!

domenica 27 gennaio 2013

Eccomi di ritorno dal Bologna tour...



Eccomi di ritorno dal Bologna tour...
Che dire? Mah, anche se personalmente la fiera in sè non mi è dispiaciuta,
esco dal padiglione fieristico con tanto amaro in bocca...
Arte Fiera Bologna, la storica, quella importante, la prima, ridotta alle stesse dimensioni di una piccola provinciale.
Una presenza di gallerie straniere ridotte veramente ad un numero così esiguo da essere imbarazzate ed una proposta generale davvero sotto tono.
Lasciamo perdere le "Gallerie-Museo", Tornabuoni, Mazzoleni & C. che come al solito appagano gli occhi e giustificano il prezzo del biglietto d'ingresso (20€).
Guardiamo quelle di "tendenza", c'erano? io non le ho trovate. 
Grandi novità? Zero, nessuna.

D'altronde, è storicamente provato che l'arte, ed il proprio mercato, va dove c'è ricchezza.
E' dal tempo dei De' Medici che funziona così, è un dato di fatto!
Oggi l'Italia, pur avendone le possibilità, non ne genera più, da tempo. 

Eppure gli umori dei galleristi sembravano meno depressi dell'anno passato.
Perchè? semplice sono venute meno le aspettative...
L'anno scorso aver venduto uno o due pezzi, sarebbe stato un risultato fallimentare. 
Oggi risulta essere miracoloso!
In Italia, la crisi, con relativo redditometro e spesometro, ha mietuto vittime eccelenti e ha generato un nuovo tipo di criminale: il collezionista e il suo "pusher": il gallerista!

Ora sull'onda dell'entusiamo generato dall'aver incontarto tanti amici e colleghi, comunque propositivi ed "eroicamente" presenti, ribadisco che nell'insieme la fiera non mi è dispiaciuta. 

Ilaria Del Monte
Prima della fuga, 2012, olio su tela, 90x100 cm
Non ho certo trovato l'opera o l'artista che mi ha fatto strabuzzare gli occhi ma un paio di segnalazioni le devo fare: ottimi i lavori di Ilaria Del Monte da G.L.O.W. Platform e fiero di aver trovato le opere di Fabiano Parisi in mostra alle pareti della galleria di Miami, Diana Loweinstein.
L'artista che comunque ho più apprezato e che ammetto, non conoscevo, è uno scultore: Peter Demetz, visto nello stand della giovane galleria bolognese Art Forum. Merita!

Parisi in mostra alle pareti della galleria di Miami, Diana Loweinstein
Il catalogo "Riflessioni" di Peter Demetz
Piacevole sorpresa, invece, nello Stand di Arte In (http://www.artein.it/). 
La controcopertina del numero in edicola, dedicata, generosamente, dalla Dott.sa Pagnucco, ad Antonio Posseti in occasione del suo ottantesimo compleanno.

lo scrivente con Lorella Pagnucco e le copie di Arte In con Antonio Possenti

Infine due piccole polemiche. Ci stanno sempre...

- 17 € per il parcheggio in piazza Costituzione è un vero e proprio taglieggiamento!

- Arte Fiera Bologna non ha accettato il mio accredito in veste di Blogger. 
Miart, Artissima, Frieze Londra sì!




Per concludere, un piccolo rammarico: non essere riuscito ad andare a vedere SetUp (http://www.setupcontemporaryart.com/), ma avendo la trasmissione questa sera, avrei fatto tardi... sarà per la prossima!

sabato 26 gennaio 2013

Alessia Cocca Absence / Mancanze a cura di Leda Lunghi

L'unico mio rammarico è che tutto ciò accada a Berlino, ma è giusto che sia così!



Kunstraum Tapir
shows

Alessia Cocca 

Absence / Mancanze

©urated by Leda Lunghi

09. 02. 2013 - 23. 02. 2013 

Opening: Friday, February 08, 2013, 19 - 22h 

open Thursday 16 -19h


Kunstraum Tapir Gallery 

Weserstraße 11 * 10247 berlin-f'hain


Absence / Mancanze

Le fotografie in mostra di Alessia Cocca sono ombre, ombre che mai ci hanno abbandonato nell’effimero sfumare del tempo.
Riflessi della nostra inconsapevole e labile esistenza umana, costruita tanto in ciò che siamo ma soprattutto in ciò che ci è sfuggito, scolorito lentamente sotto i nostri occhi ; “ forse siamo fatti in egual misura di ciò che è stato e di ciò che avrebbe potuto essere” così  recitava Javier Marías nel discorso per la cerimonia del premio Rómulo Gallegos .
Questa mostra è una riflessione sulla vita, sul tempo, sull’abbandono, sul non essere e tuttavia l’essere stati, su quello che per noi rappresenta la presenza in questo mondo, per quando precaria ed effimera essa sia .
Le leggiadre creature raffigurate negli scatti di Alessia Cocca non hanno un luogo, esse vivono nel trapasso del nostro inconscio e ci impediscono di essere realmente liberi. Tramite loro su di noi grava il peso dell’esistenza, siamo noi il tenue filo che le tiene legati nell’oblio profondo del ricordo, esse ci lasciano cullare in un rarefatto momento di dolce nostalgia. 
Esseri che ci accompagnano nella nostra esistenza, non hanno un luogo, se non quello che noi stessi gli assegniamo. Vaghe, sfumate, caduche creature, tanto fragili quanto potenti, la loro immagine è vera e vacua, ma riesce ad infliggerci un estenuante ma delicato dolore, che ci trascina nell’oblio malinconico e ci ricordano la caducità della vita, un prestito temporaneo per ciascuno di noi.
Sono antichi echi fermi nell’eternità del tempo, anche se questo non è mai eterno; essi ritornano nella breve durata della nostra esistenza: il tempo è passeggero, il presente non è per sempre, ma loro sono sempre in esso.
Esse sono assenze della nostra vita, che non vogliamo lasciare andare e diventiamo il filo che le lega a noi. In ogni oggetto, in ogni sensazione, sentiamo una presenza che ci osserva lontana nell’etere e ci abbandona a un’inconsapevole malinconia in cui crogiolarci; esse ci donano un pallido laconico sogno in cui trovare rifugio.
In quei momenti non ci sentiamo soli, avvertiamo i nostri sentimenti cullarsi nell’armonia del nulla del tempo e qualcuno che vede la nostra realtà da uno specchio di un tempo indefinito.

Leda Lunghi






Artist biography information
Alessia Cocca is a visual artist with a background in Art and Photography. She has had solo shows in Berlin [at Italienisches Kulturinstitut Berlin – 2012], in Köln [Blooom Project at Art Fair Köln – 2010], in London [at MilkandLead Gallery – 2009], in Rome [at Gallerati Gallery – 2009], in Bologna [at Paolo Nanni Gallery - 2008]. She was selected for ISIMD - 5th International Symposium of Interactive Media Design - Istanbul, for the Prize Pagine bianche d’autore by Seat, Prize Movin ‘up 2008 and for the Critics Price Patrizia Barlettani - Next Generation ’09, San Lorenzo Gallery - Milano. 


Some of selected group exhibitions:
Exhibition ‘Here today, Mars Tomorrow’, Genova Palazzo Ducale - Genova (Italy) // Exhibition “Ketos 2.1”, Civic Acquarium - Milano (Italy) // Exhibition ‘Reveries - Project start HUB’ (Bari#Roma#Milano#Carpi), Fabrica Fluxus - Bari (Italy) // Exhibition ‘Warten auf sol invictus’, Cell63 Gallery - Berlin (Germany) // Exhibition “Temporary Gallery 02” - “European Photo festival Reggio Emilia” - Reggio Emilia (Italy) // Exhibition  “The Masque”, Rosso Contemporaneo Gallery – Taranto (Italy) // Exhibition ‘Not so private’, Villa delle Rose – Bologna (Italy) // Exhibition ‘Christmas 5’, Iris Schumacher Gallery - Berlin (Germany) // Exhibiton ‘Celest Prize ‘09’, Fabrica Borroni - Bollate (Milano - Italy) // Exhibition “Tsunami”, Art Museum Vittoria Colonna - Pescara (Italy) // Group Exhibition ‘Bye Bye Baby’, Space168 – Cagliari (Italy)