RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 31 marzo 2012

“Calma apparente - Omaggio a Taormina”, mostra personale dell’artista Giovanni Iudice a cura di Giuseppe Filistad e Giuseppe Morgana

Inaugura domani, 1 aprile, “Calma apparente - Omaggio a Taormina”, la mostra dell'artista Giovanni Iudice presso la Fondazione Mazzullo a Taormina, curata da Giuseppe Filistad e Giuseppe Morgana... Se siete così fortunati di trovarvi in quello splendido lembo di costa siciliana... non potete mancare!

 “Calma apparente - Omaggio a Taormina”, mostra personale dell’artista Giovanni Iudice.

Domenica 1 aprile alle ore 18:30 si inaugura a Taormina, presso la Fondazione Mazzullo, “Calma apparente - Omaggio
a Taormina”, mostra personale dell’artista Giovanni Iudice.  
L’esposizione, curata da Giuseppe Filistad e Giuseppe Morgana, è l’appuntamento conclusivo del progetto
“OMAGGIO A TAORMINA”, calendario di sette mesi di incontri culturali, mostre, concerti, ideato e organizzato
dall’associazione “Arte & Cultura a Taormina”.
Dopo i grandi successi riscossi nelle recenti mostre di Venezia (54° Biennale d’Arte – Padiglione Italia), Milano (12°
edizione de La Milanesiana – Cartiere Vannucci), Bergamo (Il Belpaese dell’Arte – GAMeC) e Gela (Dalla Biennale di
Venezia a Gela – Chiesa di S. Biagio), le opere di Iudice, ospitate in uno dei più importanti gioielli architettonici della
Perla dello Jonio, verranno così presentate in una grande antologica che ha in sé i caratteri dell’evento: per
l’occasione, infatti, l’artista gelese ha realizzato appositamente alcuni dipinti dedicati a Taormina che il pubblico potrà
ammirare per la prima volta nella suggestiva cornice del Palazzo Duchi di Santo Stefano.
Il percorso espositivo, articolato in 3 sezioni, ripercorre la carriera artistica di Iudice attraverso una lettura critica mirata
ad analizzarne il percorso creativo e produttivo maturato dalle opere degli esordi – campagne, scorci di periferie
degradate, nudi, spiagge – fino ai recenti temi dell’immigrazione e dell’ecologia.
A rendere ancor più rilevante l’evento contribuirà la presenza dell’opera più rappresentativa del ciclo dei
“clandestini”, “Umanità” (cm 235 x 290),  esposta al Padiglione Italia della 54° Biennale di Venezia e definita dal
prestigioso “The Art Newspaper” come una delle rare gemme presenti nella rassegna lagunare.
Sabato 21 aprile alle ore 18,00, nel calendario della XIV SETTIMANA DELLA CULTURA MiBAC, è in programma  il consueto
appuntamento delle mostre di Art Promotion: “INCONTRO CON L’AUTORE”.  Nell’incantevole sala Saffo della
Fondazione Mazzullo saranno approfondite le tematiche dell’arte di Iudice correlate allo sviluppo culturale e sociale.  
Interverranno: 
Giovanni Iudice; 
Mauro Passalacqua, sindaco di Taormina;
Antonio Lo Turco, presidente della Fondazione Mazzullo;
MariaTeresa Papale, presidente di “Arte & Cultura a Taormina”;
Maria Pia Farinella, giornalista RAI;
Francesco Gallo Mazzeo, critico e storico dell’arte;
Giuseppe Iannaccone, collezionista;
i curatori.
Giovanni Iudice – Calma apparente - Omaggio a Taormina
Palazzo Duchi di Santo Stefano – Fondazione Mazzullo – Vico de Spuches 3, 98039 - Taormina
dal 1 al 29 aprile 2012 
A cura di: Giuseppe Filistad e Giuseppe Morgana
Patrocinio: Città di Taormina – Provincia Regionale di Messina – Taormina Arte
Organizzazione generale: Associazione “ARTE & CULTURA a TAORMINA”
Coordinamento: Associazione Culturale Art Promotion Taormina
Allestimenti: Roberto Mendolia - Art Promotion Taormina
Inaugurazione: domenica 1 aprile ore 18:30
Orari mostra: tutti i giorni  09:30 – 12:30 e 16:00 - 19:30; lunedì chiuso
Ingresso libero
Catalogo in mostra

Info:
www.arteeculturaataormina.it    
www.giovanniiudice.it
www.artpromotiontaormina.com

MARLENE DUMAS. Sorte - alle Stelline, Milano


Malene Dumas
Sorte


Sono stato di recente a visitare la mostra di Marlene Dumas a Milano. Alle Stelline.
Curata in maniera impeccabile da Giorgio Verzotti è una mostra di assoluta qualità. 
Sobria, elegante, contenuta.
Ovviamente, ogni mio commento sull'artista sarebbe superfluo. 
La sua grandezza è già stata misurata da storici, critici, tecnici e specialisti. 
Io, posso solo esprimere un mio giudizio personalissimo. Mi piace e mi commuove.
da vedere!




Fondazione Stelline 
C.so Magenta 61
Milano
13 marzo - 17 giugno 2012

vedi anche:

venerdì 30 marzo 2012

IGNEO, carattere e chiamata del dáimon

Ci sono anche Linda Carrara e Giulio Zanet in questa singolare collettiva a Fondi... Da vedere!

IGNEO
carattere e chiamata del dáimon
a cura di Alessandro Di Gregorio

SIMONA BARBAGALLO /// LINDA CARRARA /// ALESSANDRO DI GREGORIO
FRANCESCO FILIPPO /// ALEX LO VETRO /// MANUELA MORGIA
ADRIANO PETRUCCI /// PIETRO SPIRITO /// GIULIO ZANET

dal 31 Marzo al 22 Aprile 2012
inaugurazione sabato 31 Marzo ore 18.30

BASEMENT PROJECT ROOM
via Tommaso d’Aquino, 26 – Fondi (LT)
(tra la Chiesa di S.Maria e l'Auditorium di San Domenico)


Quante volte ci siamo chiesti perché gli uomini si comportano in un determinato modo in determinate situazioni? Quante volte ci siamo chiesti perché noi stessi abbiamo reagito secondo modalità che, ripensandoci, appaiono magari del tutto insensate?
A volte l’educazione ricevuta dai genitori, a volte il contesto sociale e culturale in cui si è cresciuti gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo di un individuo, ma non sembra riduttivo pensare che gli uomini siano una mera combinazione di cromosomi, precetti, regole impartite dai genitori e fattori ambientali?
Deve esserci qualcosa di più, qualcosa di impalpabile, incomprensibile e tuttavia fondamentale. Questo “qualcosa” alcuni lo chiamano “genio”. Altri lo hanno chiamato “spirito, “dáimon”, e anche “angelo custode”.
Ebbene sì. Ognuno di noi riceve un demone come compagno segreto prima della nascita e ci starà accanto per tutta la vita al fine di aiutarci a portare a termine il destino che ci siamo scelti. Ed è questo “demone” ad essere responsabile di quella strana sensazione “che il mondo voglia che io esista” che talvolta l’uomo prova.
BASEMENT PROJECT ROOM inaugura il proprio spazio espositivo con IGNEO, la prima mostra collettiva che inaugura il calendario espositivo dell’anno 2012. Ordinata da Alessandro Di Gregorio, l’esposizione, che raccoglie i lavori di nove artisti, si limita ad esplorare il tema del dáimon e pone in primo luogo i suoi affascinanti aspetti.
Nove dáimon che dialogano organicamente. Forse non c’è niente di più conosciuto di quanto riteniamo ci sia noto: così, artisti diversi e tesi a rielaborare l’eterogeneità del vissuto, scelte linguistiche e formali a volte antitetiche ma organiche, restituiscono la realtà, libera, volante, passeggera, cangiante e allo stesso tempo fissata in un momento cronologico definitivo. Artisti come questi rinnovano, di certo, una visione che sembrava esauritasi, che in molti dichiarano morta, che per altri è oggetto di ovvietà della rappresentazione.
Il dáimon esprime il potere divino che però resta distinto dagli dei (dal theos), una forza esterna all’uomo e assimilabile al destino, al fato, o alla fortuna, non controllabile dal soggetto. Conseguentemente la lettura viene vista come il raggiungimento dell’eccellenza, come lo sviluppo pieno della propria vocazione, come la liberazione del proprio “genius”. Ogni dáimon ha il proprio fuoco, il proprio ritmo, il proprio cuore. Si sa che i tempi dell’organismo sono multipli, si tratta di accordare i ritmi tra di loro, sia sincronicamente che diacronicamente: tra spazio corporeo e tempo animato uno strumento musicale chiamato psiche negozia le proprie dissonanze e può farsi sentimento dodecafonico.
Nella mia stanza, entra dalla grande finestra la giornata plumbea aperta all’infinito: il grigio delle nubi è solcato a perdita d’occhio da un vento mutevole. Incantato dalla luce fredda, diffusa, spessa, affascinato da una sensibilità molto sottile ma percettibile, dall’evocazione di figure come fantasmi della memoria felice, si può rischiare di essere fuorviati dalle apparenze.
I confini dell’anima, nel tuo andare, non potrai scoprirli neppure percorrendo tutte le strade: così abissale è il logos che essa possiede.
Così sentenziava Eraclito.

testo di Alessandro Di Gregorio

"MARE MAGNUM" Alberto Storari all'Acquario Civico di Milano

Amo le esposizioni in ambienti decontestualizzati... e questo è un bell'esempio di decontestualizzazione! Alberto Storari all'Acquario Civico di Milano...



In occasione del Centenario
dall'affondamento del Titanic (1912-2012)

"MARE MAGNUM"
ALBERTO STORARI

a cura di
Claudio Composti

Catalogo in mostra con un testo di
EMANUELE BELUFFI

in collaborazione con: mc2gallery, Milan, Comune di Milano sez. Cultura, Polo Musei Scientifici, Acquario Civico di Milano


...Nell’opera di Alberto Storari l’enigma è disvelato nella sua possente nudità e fisicità: questi relitti sono vite silenti nell’esatta traduzione delle espressioni inglese e tedesca still life e stilleben, che denotano il nostro concetto di “natura morta”. Cadaveri di navicelle senza nocchiero, immobili oltre il tempo, carichi della memoria di un passato che purtuttavia STA, inchiodato al qui e ora... animali di ferro spiaggiati che conservano in sé le vestigia di un tempo passato, il loro tempo. E che, per un rovesciamento di prospettiva, hanno davanti a sé il nostro sguardo stupefatto, osservatori dell’immensamente grande, viandanti sul mare di nebbia che in questo caso non stanno “nel” quadro ma al di là di esso..."
(Da un estratto del testo di Emanuele Beluffi)


INAUGURAZIONE MARTEDI 3 APRILE 2012 ore 18.00
Acquario Civico di Milano
Viale Gadio, 2

Roberto Fantini in Olanda...

Alla galleria Smelik & Stokking - Den Haag - Olanda, anche l'amico Roberto Fantini in questa importante collettiva. Bravo!
28 marzo - 3giugno 2012

giovedì 29 marzo 2012

Premio Zingarelli – Rocca delle Macìe 2012

La brava Simona Gavioli alle prese con la seconda edizione del Premio Rocca delle Macìe che vede tra gli altri selezionati, anche la raffinata presenza di Patrizia Emma Scialpi e dell'ottima Martine Parise, ambedue già finaliste nelle scorse edizioni del Premio Barlettani... Complimenti a tutti!

Premio Zingarelli – Rocca delle Macìe 2012
Seconda Edizione

Dopo il successo del 2010, il 19 aprile 2012, l’azienda vitivinicola del Chianti Classico Rocca delle Macìe ospiterà la Seconda Edizione del “Premio Internazionale di Pittura Zingarelli – Rocca delle Macìe” finalizzato alla promozione e valorizzazione dell’arte contemporanea. Il premio, a cadenza biennale, è stato ideato in omaggio al produttore, regista e direttore cinematografico Italo Zingarelli, a conferma dell’attenzione che la famiglia, da sempre, rivolge nei confronti della terra toscana, delle arti in genere e, in particolar modo, verso i giovani di talento.
Il premio, patrocinato dal Comune di Castellina in Chianti e dalla Provincia di Siena, verrà conteso tra artisti italiani e stranieri che vantano un percorso di rilievo nell’arte contemporanea. Questi i 19 artisti segnalati (in ordine alfabetico): Mirko Canesi, Maria Grazia Carriero, Luna Corà, Luca Cruz Salvati, Laura De Barba, Ilaria Del Monte, Raffaele Fiorella, Pierluigi Lanzillotta, Marta Mancini, Ignazio Mortellaro, Luca Moscariello, Martine Parise, Sergio Picciaredda, Vittoria Ramondelli, Riccardo Ruberti, Renato Rubini, Mattia Scappini, Chiara Sorgato e Enatalem D.Zeleke.
Il tema scelto per le Seconda Edizione del Premio “Zingarelli – Rocca delle Macìe”, a cui gli artisti dovranno ispirarsi in piena libertà stilistica e tecnica, è il “Giardino del Getsemani” in cui l’olio e l’ulivo saranno i protagonisti. La parola aramaica Getsemani significa “frantoio” e ancora oggi il Giardino del Getsemani, locus amoenus in cui Gesù fu tradito da Giuda, conosciuto anche come Orto degli Ulivi o Giardino dei Fiori, conserva al suo interno otto magnifici esemplari secolari custoditi gelosamente dai frati francescani.
Sebbene l’attività principale di Rocca delle Macìe sia il vino, la coltivazione dell’olivo per la produzione dell’Olio Extravergine di Oliva ha fatto parte della storia dell’azienda fin dalla sua nascita. La famiglia Zingarelli, oltre vent’anni fa, ha creato, all’interno del Borgo della Riserva di Fizzano, un frantoio aziendale dotandolo, negli anni, dei migliori macchinari per la frangitura garantendo una produzione di altissimo livello.
Il Premio Istituzionale “Zingarelli – Rocca delle Macìe 2012” (€ 3.500) verrà assegnato tramite una valutazione popolare attraverso il voto dei visitatori dell’Azienda e dei fruitori della mostra allestita dal 19 aprile 2012 a fine settembre. Il Premio Speciale Famiglia Zingarelli (€ 1.500) verrà, invece, conferito dalla famiglia all’opera che rispecchierà maggiormente l’identità dell’azienda.
Il Comitato Organizzatore vedrà al fianco di Daniela, Sergio, Giulia e Andrea Zingarelli, il pittore Raimondo Galeano, ideatore del progetto, e la curatrice Simona Gavioli.
L’evento sarà presentato in anteprima presso lo stand Rocca delle Macìe (PAD.8 STAND D8) al Vinitaly, Salone internazionale del Vino e dei Distillati (dal 25 al 28 marzo).
www.premiodartezingarelli.org www.roccadellemacie.com

Ad AAM un po' di "ego"


Come già accennato in alcuni precedenti post, l'edizione di quest'anno di AAM mi vedrà presente in più vesti: come gallerista con Casa d'Arte San Lorenzo ed invitato come relatore da Fortunato D'Amico alla tavola rotonda sull'argomento "Lo stato dell'Arte Accessibile"

i partecipanti


il programma


il particolare...




"Dialogo silenzioso" Irene Balia



ENZO BAUSO -MI BATTE IL CUORE- DA UN’IDEA DI DAVIDE BRAMANTE A CURA DI GIUSEPPE BOMBACI

Che trio!!! Enzo Bauso, Davide Bramante e Giuseppe Bombaci ancora una volta in veste di curatore...
questa è arte a 360°!!!
COMPLIMENTI!!!


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ENZO BAUSO
MI BATTE IL CUORE
DA UN’IDEA DI DAVIDE BRAMANTE
A CURA DI GIUSEPPE BOMBACI


FABBRIC/A
CANICATTINI BAGNI SR VIA MARCONI 40/42
DAL 6/4/2012    AL 6/5/2012.


MI BATTE IL CUORE "Per Enzo Bauso ed anche per il sottoscritto, l'opera e' una bella poesia come per il mondo intero e' “Mi illumino d'Immenso”di Giuseppe Ungaretti.

Non vi e' titolo piu' bello per un opera cosi' speciale, l'opera che Enzo dona alla Notte, fonte di ispirazione per tutti i poeti ed artisti del mondo. Enzo Bauso persona di Gran Cuore, concepisce questo lavoro luminoso e pulsante, visibile a distanza, per un occhio che vede e un cuore che non duole ma anzi restituisce gioia e pacatezza ai suoi spettatori.

Questa opera vuole ricordare a tutti , che nella vita come nella politica e nella societa' occorre; Cuore, Generosita', immenso spirito di Sacrificio e devozione al Bello, soltanto grazie a questa magia ed esplosiva commistione, il mondo sara' libero da brutture, scempi e malvagita'.

La nostra forza e il nostro amore vengono dal cuore! Davide Bramante

martedì 27 marzo 2012

Carlo Cane a Venezia, a Ca' Zenobio degli Armeni

Carlo Cane arriva a Venezia. E lo fa alla grande! a Ca' Zenobio degli Armeni. Sotto l'attenta cura del duo Bergantini/Marziani... da vedere!!!

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ROMBERG Arte Contemporanea
presenta
CARLO CANE
GHIACCIO NOVE
a cura di Italo Bergantini e Gianluca Marziani
Inaugurazione giovedì 5 aprile 2012
VENEZIA / CA’ ZENOBIO DEGLI ARMENI / Fondamenta del Soccorso – Dorsoduro 2596 /
Periodo: 5 APRILE / 6 MAGGIO 2012
orario: 10.00/18.00
info: Ca’ Zenobio T. +39 041 5228770 / sito: www.collegioarmeno.com
Info: Romberg T. +39 0773 604788 / M. +39 3347105049 / e.mail: info@romberg.it / sito: www.romberg.it
 “Ghiaccio Nove” è un famoso libro del 1963 dello scrittore americano Kurt Vonnegut. Racconta di Felix Hoenikker, uno dei "padri" della bomba atomica, uomo votato alla scienza, estraneo alla vita sociale, incapace di amare la moglie Emily e di fare da padre ai suoi tre figli. Da qui la rivelazione narrativa di una sua invenzione, nata in risposta alle richieste di un generale della Marina che cercava il modo per solidificare il fango, così da non costringere i marines a combattere nella melma. L'idea era venuta ad Hoenikker proprio il giorno dello sgancio della bomba: una microparticella in grado di cristallizzare e congelare l'acqua (punto di fusione a 114°F) e potenzialmente in grado di creare una reazione a catena su tutto il pianeta.
Le visioni di Carlo Cane nascono in maniera autonoma rispetto alla storia appena riassunta. Non ci sono legami diretti eppure le opere rivelano l’impatto delle figurazioni ultimative sul paesaggio contemporaneo. Senti la presa netta di una coscienza urbanistica, la veggenza sul pianeta in mutazione, percepisci l’energia visionaria che applica alcune utopie letterarie al disegno di elementi architettonici.
Ma la cosa che più richiama il mondo di Vonnegut è il senso di imperscrutabile passaggio tra stadi liquidi e solidi, forza ed evanescenza, linearità e curvatura. Le opere vivono in un limbo sospeso, coscienti del presente architettonico nonché dell’ingombro spaziale, delle incoerenze ambientali, dell’impatto critico sul contesto. Cemento armato, vetro e leghe metalliche iniziano a sciogliersi, perdono consistenza volumetrica. Le fondamenta rivelano la propria coscienza liquida, diventano laghi d’inchiostro profondo, dilagano lungo i flussi gravitazionali dello spazio. Architetture del presente globale che somatizzano lo stato febbrile della patologia planetaria.
Il paesaggio contemporaneo svela il suo “ghiaccio nove”, ovvero, la sua ambiguità morale, il punto interrogativo sul domani, la versione non finita del presente. Un mondo dove l’uomo decide il proprio destino attraverso scelte drastiche, talvolta estreme, comunque pericolose. Scelte che edificano luoghi per riversarsi sul futuro collettivo, sulla possibilità stessa di un futuro. Scelte che ci riportano al capolavoro di Vonnegut attraverso le visioni pittoriche di un artista ‘Carlo Cane’.

Sul Sole 24 un articolo interessante....

Leggo sulle pagine del Sole 24 ( http://www.ilsole24ore.com )un interessante articolo a proposito di un argomento che mi sta particolarmente a cuore: l'investimento in arte. Da leggere con attenzione e reflettere...

L'arte produce il 5% del Pil, investire non è un lusso

Investire sulla cultura è l'unica strada percorribile dal nostro Paese per uscire dalla crisi che, ormai, non è più solo economica, ma investe in maniera profonda e strutturale la radice stessa della nostra società. I freddi dati numerici lo testimoniano: il suo indotto, fatto di turismo, nuove imprese, localizzazioni straniere e investimenti esteri, frutta ogni anno al Paese 68 miliardi di euro, il 5% della ricchezza totale, dando lavoro ad oltre 1 milione e mezzo di persone, il 5,7% del dato nazionale. 

Più, ad esempio, dell'intero settore meccanico. Nel triennio 2007-2010, il valore aggiunto delle imprese della cultura è cresciuto del 3%: 10 volte l'economia italiana (+0,3%), registrando un attivo di 13,7 miliardi di euro, su un'economia complessiva di 29,3 miliardi. L'export del settore vale 30 miliardi di euro e rappresenta l'8,9% dell'export nazionale (dati Istituto Tagliacarne, 2011). Tanto basterebbe, probabilmente, per rispondere a obiezioni come quelle poste da Tomaso Montanari su Saturno, domenicale del Fatto Quotidiano, che paventa svendite del patrimonio del Paese, anche a causa dell'«opacità» nel sistema di concessioni con cui le operazioni sono gestite dai soggetti privati, in presenza di uno Stato «debole». 

Credo, al contrario, che porre la cultura al centro dell'agenda del governo significhi mettere in campo uno Stato «forte», che impiega mezzi e risorse nella tutela, gestione e controllo del nostro enorme patrimonio materiale e immateriale, sostenuto e reso ancora più incisivo dalle sinergie proposte nel manifesto (nelle quali i cittadini ricoprono un ruolo fondamentale di protagonisti consapevoli). Ben altra cosa, quindi, rispetto a «Disneyland che forma spettatori passivi e clienti fedeli». Per mettere ancor più a frutto questo valore, come suggerisce chiaramente il manifesto del Sole 24 Ore, dovremmo puntare su tre sinergie. Interne alle istituzioni, prima di tutto, tra governo e regioni e tra i diversi ministeri; tra pubblico e privato, che perseguono l'obiettivo comune della valorizzazione e del profitto non solo economico; tra istituzioni e cittadini, sinergia che produce e si nutre, in una sorta di circolo virtuoso, di un'accresciuta consapevolezza delle possibilità, dei valori, delle prospettive anche economiche e lavorative che offre il sistema culturale italiano.

Tutto questo, naturalmente, a patto che la cultura sia al centro dell'agenda del governo e venga riconosciuta, finalmente, come elemento trainante per lo sviluppo e non come un inutile e dispendioso ammennicolo, alla stregua di un vecchio cimelio di famiglia. Per questo, come «Associazione VeDrò», abbiamo proposto a tutte le forze politiche di far proprio il manifesto del Sole 24 Ore e di farlo diventare piattaforma programmatica comune. Come sanno da tempo molti paesi europei a noi vicini, un luogo vibrante culturalmente attrae investimenti e localizzazioni di imprese innovative. E se è vero, come dice Vittorio Sgarbi sul Giornale, che la cultura non può essere valore solo economicistico, è altrettanto corretto supporre che senza il valore economico non potrebbe sopravvivere.

Angelo Argento è responsabile cultura VeDrò

vedi articolo originale su: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-03-27/arte-produce-5-percento-pil-083014.shtml?uuid=Aby0OiEF

 

lunedì 26 marzo 2012

Ritrovato il tesoro Hatvany? forse...

Leggo sull'edizione on-line del corriere della sera (http://www.corriere.it/ ) questa notizia che se fosse vera, sarebbe una vera "notizia-bomba", degna dei più avvincenti romanzi di avventura... anche se narra di una delle pagine della storia più drammatiche di sempre. 



La collezione di capolavori nascosta in miniera Alla ricerca dell'ultimo tesoro nascosto dalle Ss 
Sculture e dipinti appartenenti al barone ungherese Hatvany sepolti dalle SS nei Monti Metalliferi: un radar scova i tunnel

MILANO - Alla ricerca del tesoro artistico seppellito in una miniera dai nazisti alla fine della Seconda guerra mondiale. Ha tutto l'aria di essere una spedizione alla Indiana Jones la missione ideata da un team di archeologi tedeschi che da qualche anno si sono messi sulle tracce della collezione Hatvany, le opere d'arte appartenute al barone ungherese di origine ebraica Ferenc Hatvany. Le sculture e i dipinti, molti dei quali sono capolavori di grandi pittori dell'800 come Monet, Manet e Cézanne e che varrebbero complessivamente oltre 700 milioni di euro, sarebbero sepolti in una miniera d'argento al confine tra Germania e Repubblica Ceca, in un territorio a circa 90 minuti da Dresda. Il prossimo maggio gli studiosi apriranno un varco nella montagna che ospita le gallerie in modo da introdursi in questi tunnel segreti accessibili finora solo con il radar.
 
RICERCHE - Alcuni quadri della collezione Hatvany furono requisiti dopo la Seconda guerra mondiale dall'Armata rossa e ancora oggi si trovano nei più importanti musei del mondo. Tuttavia sembra che la maggior parte dei dipinti appartenuti all'industriale ungherese fu portata via alla fine del 1944 da un gruppo di SS guidato da Adolf Eichmann. Lo storico viennese Burkhart List sarebbe in possesso di alcuni documenti raccolti dall'archivio segreto della Wehrmacht che testimonierebbero come un numero consistente di quadri, tra i 250 e 500 dipinti della collezione Hatvany, fu nascosto dai nazisti in due gallerie sotterranee, rispettivamente di 2100 e 1600 metri, scavate nei Monti Metalliferi, catena montuosa che separa la Sassonia dalla Boemia: «I documenti affermano che nell'inverno tra il 1944 e il 1945 un carico misterioso arrivò qui da Budapest e il trasporto fu codificato come top secret - dichiara al tabloid tedesco Bild lo storico -. Una delle foto presenti negli archivi immortala il Sonnenhaus, un grande edificio che si trova davanti alla miniera Fortuna dove credo il tesoro sia nascosto».

STANZE SEGRETE - List afferma che dopo aver ottenuto il permesso da Hans-Peter Haustein, sindaco della vicina Deutschkatherinenberg, ha collocato all'interno della montagna un generatore di neutroni in grado di esplorare «le stanze segrete». Il dispositivo ha rilevato che a circa 60 metri di profondità ci sarebbero dei varchi artificiali che testimonierebbero la presenza di tunnel. Secondo List ormai non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che qualcosa di prezioso è nascosto nelle viscere della montagna: «Nell'inverno del 1944 in questo territorio si presentò un grosso contingente di SS - continua lo storico -. Non c'era alcun motivo logistico o scopo militare che giustificasse la loro presenza. A meno che non si accetti la tesi che essi dovessero seppellire le opere d'arte nelle gallerie, che climaticamente sono ideali per i dipinti». Le ricerche portate avanti finora nella montagna hanno individuato solo una mitragliatrice Schmeisser, una maschera a gas nazista, materiale esplosivo e una cassetta di sicurezza. Tuttavia i ricercatori non demordono e sono certi che le nuove ricerche porteranno ai risultati sperati: «La questione - afferma convinto il sindaco Haustein - non è cosa troviamo, ma quando lo troviamo. Ho visto le carte che provano la presenza dei dipinti e nel corso degli anni ho ascoltato le testimonianze di testimoni oculari che videro le SS arrivare nel villaggio. Sono certo, questo tesoro è qui».
Francesco Tortora

Presentazione di Kritika # 4, pubblicazione periodica di critica d’arte sexy che spacca

Se riesco, io vado e tu?


Presentazione di Kritika # 4, pubblicazione periodica di critica d’arte sexy che spacca.


Giovedì 29 ore 19'30
 Déclic
via Rosales 5, 20124 Milano
A seguire, live concert di Massimo Giacon & The Blass.

Un altro vagito di Kritika - ancora fantolina, ha solo tre anni d’età –, che per l’occasione si accompagna all’urlo del primitivo: Massimo Giacon & The Blass (Fabio Bozzetto e Diego Zucchi), musica libera dai conformismi, legata a un'attitudine elettronica che infetta il tango, lo psychobilly, le filastrocche per l'infanzia, l'hip pop e le colonne cinematografiche di improbabili horror.
Con Massimo Giacon (voce, campionamenti, programmazione basi sonore), Fabio Bozzetto (batteria, programmazione basi sonore), Diego Zucchi (basso elettrico) e la deliziosa quanto improbabile pin-up Micol Bergamini Kritika si ficcherà nelle vostre menti e nelle vostre orecchie come un chiodo di bara.

www.kritikaonline.net

www.declic.it

www.massimogiacon.com

www.alienatio.it

www.vieniminelcuore.it
.
Torna Kritika in una veste editoriale rinnovata: non più il libro nero in brossura di pregio su carta lucida a colori con numero impresso a fuoco sulla coperta, bensì un tabloid, bianco e nero su carta uso mano con disegni, foto e parole. Molto stoner come l’omonimo stile musicale: scabro fuori e abissale dentro. E’ una scelta editoriale ben precisa, non solo volta a enfatizzare le avventure della differenza, ma anche e soprattutto per dar forma e sostanza a un meccanismo di pensiero e a quell’approccio metateorico all’arte visiva che è la critica, cui non serve – almeno a casa nostra, qui, da noi, da Kritika – il paravento d’eccellenza delle corbellerie

“L'ANELLO MANCANTE” - Un viaggio intorno alla Pop Art, passando da Roy Lichtenstein ad Andy Warhol, dalle Sorelle Giussani a Sergio Bonelli.

Per gli amanti del fumetto un appuntamento imperdibile!



"L'ANELLO MANCANTE"

INAUGURAZIONE sabato 31 marzo 2012 alle ore 18,00

PassepARTout organizza dal 31 marzo al 16 aprile 2012 presso i propri spazi espositivi di Pero (MI) in Via Sempione, 239, di fronte al nuovo Polo fieristico internazionale di FieraMilano Rho-Pero, la MOSTRA COLLETTIVA “L'ANELLO MANCANTE”.

L’evento ha lo scopo di evidenziare come anche la Nona Arte, il fumetto, appunto, possa essere fonte di ispirazione e di espressione artistica ai più alti livelli, trasformando e snaturando l’essenza dei personaggi che da oltre 100 anni popolano il nostro immaginario collettivo.

Un viaggio intorno alla Pop Art, passando da Roy Lichtenstein ad Andy Warhol, dalle Sorelle Giussani a Sergio Bonelli.

l’INAUGURAZIONE avrà luogo sabato 31 marzo 2012 alle ore 18,00 alla presenza dei principali organi di stampa e delle autorità locali.
La serata verrà presentata dal critico d’arte Luca Tavani. Presenti le opere di Enzo Troiano, Fabiano Ambu, Cristina Stefanic, Angelo Barile, Filippo Biagioli, Andrea Mattiello, Fulvio Martini, Stefano Cerioli, Paolo Guadagno, Fabio Gemelli, David D’Annunzio, Patrizia Montegrande.

Durante l’evento la FILO & THE G.A.S.A. BAND suonerà dal vivo le sigle dei più amati cartoni animati anni ‘80 e importanti artisti si alterneranno in una serie di tavole e illustrazioni realizzate dal vivo per il pubblico presente in sala. Ingresso gratuito.

Trame e Frame - a cura di Gianluca Marziani... a Todi

Il "RE" di Roma, Gianluca Marziani, riunisce 8 validi artisti e se li porta a Todi... Basilè, Gligorov, Bramante... e Max Papeschi. Da vedere!!!


TRAME e FRAME
Strutture e figurazioni: geometrie dinamiche tra scheletro e abito
a cura di Gianluca Marziani

Matteo Basilè
Davide Bramante
Michele Ciribifera
Mario Consiglio
Marino Ficola
Robert Gligorov
Max Papeschi
Antonella Zazzera

PALAZZO MORELLI TODI
Opening: sabato 31 marzo 2012 ore 18:00
Catalogo in galleria

domenica 25 marzo 2012

Un "regalo" dal Cipe -Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica



Un "regalo" dal Cipe -Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica : 76 milioni di euro per restauri e nuove idee... Speriamo davvero, sarebbe un bel segnale!


23'000'000 Milano Grande Brera
18'000'000 Palazzo Reale di Napoli
7'000'000 Reggia di Capodimonte
7'000'000 Gallerie dell'Accademia di Venezia
6'000'000 Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria
6'000'000 Museo Archeologico Taranto
4'500'000 Museo di Melfi-Venosa
2'500'000 Cagliari
2'000'000 Polo museale di Palermo
1'500'000 Polo culturale Sassari

Torino: avanti per il contemporaneo!

"Rubo" da Exibart ( http://www.exibart.com ) questo articolo estremamente interessante, per dare nel mio piccolo, ulteriore visibilità a questa bella idea...
Cosa fa un ex birrificio in ristrutturazione a Torino? 
Cerca artisti per un concorso “temporaneo” 
e per un futuro di arte contemporanea


C'è un nuovo spazio a Torino, nella città che ultimamente si chiede cosa ha fatto e come farà a contribuire all'arte contemporanea italiana. Si tratta di una vecchia fabbrica dell'Ottocento, il Birrificio Mezger, progettato dall'architetto torinese, famoso per il suo "liberty”, Pietro Fenoglio.
Nei prossimi mesi verrà restaurato e diventerà uno spazio di circa mille metri quadrati dedicati all'arte contemporanea, alla danza, al teatro, alla musica e a completa disposizione degli artisti. 
Si chiamerà MicroMacro Art Zone Torino e per ora indice una chiamata per artisti per il primo progetto speciale: usare lo spazio in restauro e lavorare sui suoi cambiamenti in questi mesi di "transizion”. Non a caso il titolo del progetto è proprio "Transition Zone”, un riferimento all'antica fabbrica che si trasforma e alla possibilità, data dall'arte, di mutare a sua volta un ambiente in cambiamento. Al termine dei lavori, quando tutto sarà pronto, i migliori progetti saranno raccolti e presentati in una mostra che documenterà la trasformazione, il passaggio, la "variazione” artistica della  "zona transitoria".
Non ci sono limiti di età, non ci sono scadenze brevissime e non ci sono imposizioni di genere. Il concorso è davvero aperto a tutti, dai pittori ai ballerini, dagli scultori ai writer, dagli attori ai fotografi, performer, lighting designer, musicisti, Vj, Dj, fumettisti, videomaker e chi più ne ha più ne metta! Il bando ovviamente è gratuito. Per partecipare basta inviare una mail all'indirizzo alptel@virgilio.it o telefonare al 3389077600, con la raccomandazione di inviare progetti sintetici, ma esaustivi. 

CIPMO per la pace in Medio Oriente a cura di Arturo Schwarz



Asta d’Arte Contemporanea
a cura di Arturo Schwarz
per CIPMO
Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente

Domani è troppo tardi
di Arturo Schwarz  

Dall’aprile del 1968 sino al dicembre del 1972 pubblicai i 15 fascicoli dei Quaderni del Medio Oriente. La nostra linea editoriale aveva fatto suoi due precetti della saggezza popolare – l’uno ebraico, l’altro arabo. “Quando un forestiero faccia dimora con voi nel vostro paese, non dovete fargli sopruso. Il forestiero dimorante con voi deve essere per voi uguale ad un vostro indigeno, e amerai per lui quello che ami per te; perché anche voi siete stati forestieri nella terra d’Egitto” (Levitico, 19: 33-34). Quello arabo – un’ingiunzione brevissima – recita, “Se vivi in un’isola, fatti amico del mare”.
Tra i testi pubblicati nei Quaderni ricordo che, il primo numero si apriva con una “Dichiarazione comune Arabo-Israeliana firmata dall’Organizzazione socialista israeliana e dal Fronte Democratico Palestinese. Seguivano interventi di autorevoli esponenti delle due sponde: Moshe Sneh e Tewfiq Tubi; Izhak Patish e Abdul Aziz Zuabi; Simha Flapan e G,R. Tamarin. Il fascicolo seguente era interamente dedicato alla sinistra araba con interventi di A. Buabid, H. Issa, W. Zyad, Issam El-Zaim, G. Abd El-Krim, H.Z. Sabri, Kamal Hussein, e le Dichiarazioni dei Comunisti Giordani e Irakeni. Il terzo fascicolo (gennaio 1969), aveva come tema “La Sinistra internazionale e la crisi Arabo-Israeliana.” Si avvaleva dei contributi di Lelio Basso, Fidel Castro, Isaac Deutscher, Ho Chi Minh, Leo Huberman, Arthur Kowalski, Ernest Mandel, Herbert Marcuse, P. Mendes France, Ladislav Mnaco,
Maxime Rodinson, Jean-Paul Sartre e Umberto Terracini. L’ultimo numero (dicembre 1972) ebbe come titolo “Settembre Nero. Rivoluzioni nazionali nell’Oriente arabo” e segnò la fine di questa avventura, fine dovuta all’assenza di collaboratori dell’altra sponda. Domani è troppo tardi di Arturo Schwarz

L’intero ricavato dell’ asta sarà devoluto al CIPMO - Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente.
Le aggiudicazioni non sono gravate da commissioni, spese o imposte e vanno pagate e ritirate a fine asta  oppure, alternativamente,
entro la settimana successiva, in questo caso, presso CIPMO, corso Sempione 32b, 
telefono +39 02 866 147/109.

Palazzo Durini, via Santa Maria Valle, 2
Esposizione delle opere: martedì 27 marzo 2012 ore 11.00 – 13.00, 14.00 – 19.00
Asta: martedì 27 marzo 2012, ore 19.00
Cocktail: ore 18.30

Casa d’Aste Porro & C.
tel +39 02 72094708 fax: +39 02 862440
www.porroartconsulting.it
Per informazioni contattare la segreteria del CIPMO ai numeri: +39 02 866 147/109
Per partecipare via telefono all’asta è necessario registrarsi preventivamente ai suddetti numeri lasciando il
recapito a cui si desidera essere contattati.

Opere degli artisti:
Alberto ABATE Getulio ALVIANI Rodolfo ARICO’ Roberto BARNI Xante BATTAGLIA Gabriella BENEDINI Mirella BENTIVOGLIO Giovanni BONALDI Lorenzo Quintilio BONINI Vannetta CAVALLOTTI Sandro CHIA Marco COLAZZO Paolo Pietro COLLINI Bruno CONTE Sergio DANGELO Enrico DELLA TORRE Pablo ECHAURREN Antonio FOMEZ Salvatore GARAU Franco GERVASIO Sam HAVADTOY Emilio ISGRO’ Stefano LEVI DELLA TORRE Renato MAMBOR Teresa MARESCA Renzo MARGONARI Livio MARZOT Renato MISSAGLIA Aldo MONDINO Maria MULAS Luigi “RAPTUZ” MURATORE Barbara NAHMAD Dana ONDREJOVIC Antonio PARADISO Silvio PASOTTI Paolo PASOTTO Luca Maria PATELLA Tullio PERICOLI Guido PERUZ Arnaldo POMODORO Linda POZZALI Concetto POZZATI Man RAY Gigi RIGAMONTI Edoardo ROMAGNOLI Salvo RUSSO Antonio SALVADOR
Remo SALVADORI SALVO Edoardo SCHAPIRA Giuseppe SPAGNULO Pietro SPICA Mauro STACCIOLI Lolita TIMOFEEVA Tino VAGLIERI Grazia VARISCO Luigi VERONESI 
Marilena VITA

Casa d’Aste Porro & C.
27 Marzo 2012, h. 18.30
Palazzo Durini, via Santa Maria Valle 2, Milano
Asta d’Arte Contemporanea

sabato 24 marzo 2012

Mark Kostabi - Symbols in Florence

Oggi sono stato alla SIMBOLI ART GALLERY di Firenze per l'inaugurazione della personale di Mark Kostabi "Symbols in Florence". Come sempre, quando c'è Kostabi, grande affluenza di pubblico e lui in splendida forma più istrionico e catalizzatore che mai... fino al 6 maggio...

Mark Kostabi - Symbols in Florence
24 marzo al 6 maggio 2012
SIMBOLI ART GALLERY
Via Di San Giuseppe 6r  
Firenze

La Simboli Art Gallery di Firenze ha deciso di festeggiare il suo primo anno di attività, il cui anniversario cade proprio nel mese di marzo, con la mostra personale di uno degli artisti internazionali più famosi e geniali degli ultimi decenni, ovvero l'americano Mark Kostabi (Los Angeles, 1960), che ritorna ad esporre nel capoluogo fiorentino, da lui amatissimo, dopo alcuni anni di assenza.

 


In trent'anni di intensa ricerca espressiva, Mark Kostabi è riuscito ad imporsi nel panorama artistico internazionale attraverso un proprio linguaggio originale ed inconfondibile, in cui unisce, secondo una matrice tipicamente post-moderna, suggestioni assai diverse, tra cui soprattutto l'atmosfera onirica di gusto surrealista e la lezione della Pop Art americana.



Nell'imperdibile esposizione alla giovane galleria fiorentina si potrà ammirare una raffinata selezione di circa venticinque opere, risalenti agli ultimi anni di attività dell'artista, tra cui prevalentemente dipinti su tela, ma anche opere grafiche e una scultura in bronzo.

Via Crucis la Passione di Cristo vista attraverso le opere di 14 artisti contemporanei

Il bravo Filippo Lotti alle prese con un fulgido esempio di arte sacra del XXI secolo! A Ponte a Egola sabto 31 marzo...



Via Crucis
la Passione di Cristo vista attraverso le opere di 14 artisti contemporanei

PONTE A EGOLA Sabato 31 marzo alle ore 16.30 verrà inaugurata, alla presenza del Vescovo di San Miniato S. E. Mons. Fausto Tardelli, una Via Crucis nella Chiesa di San Luigi Gonzaga (chiesina Marianelli, via Primo Maggio).
Interverranno all’inaugurazione, oltre al Vescovo, il Sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato Antonio Guicciardini Salini, Don Giovanni Fiaschi, parroco di Ponte a Egola, Nicola Nuti, critico d’arte fiorentino e Filippo Lotti curatore dell’evento.
Si tratta di un importante progetto religioso ed artistico nato da un’idea di Filippo Lotti, promosso dall’associazione culturale “La Ruga” e realizzato grazie al prezioso e sostanziale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.

Sono state realizzate quattordici opere da altrettanti maestri individuati tra i nomi più noti del panorama artistico toscano: Maurizio Bini (Livorno), Tiziano Bonanni (Scandicci), Antonio Ciccone (di San Giovanni Rotondo, Foggia, ma da anni residente a Firenze), Raffaele De Rosa (Livorno), Bruno Di Maio (Cecina), Franco Franchi (Rosignano Solvay), Danilo Fusi (Scandicci), Wilson Guevara (colombiano ma fiorentino d’adozione), Mario Madiai (livornese ma vive e lavora nella campagna pisana) Lea Monetti (Grosseto), Sergio Nardoni (Tavarnelle Val di Pesa), Rocco Normanno (leccese ma residente nella Valdinievole), Gabriele “Erno” Palandri (Ponte di Serravalle, Pistoia), Tomaso Tommasi (Firenze).
Ognuno di loro ha rappresentato una stazione della Via Crucis con varie tecniche espressive, dall’olio al disegno, e su vari supporti, dalla tela alla tavola, ma tutte nello stesso formato (40x30).
I pittori selezionati che, non necessariamente, nel loro percorso artistico avevano affrontato temi religiosi, sono stati “costretti” a confrontarsi con un tema tradizionalmente “sacro”.
Ne sono nate, così, quattordici opere molto diverse tra loro ed in questo sta la particolarità della raccolta. Sono stati scelti artisti tra le diverse generazioni, ma soprattutto di diversa ispirazione: non solo artisti cattolici, ma anche atei e agnostici perché la Via Crucis è una riflessione sull'uomo e su sé stessi, un viaggio interiore nella spiritualità di ciascun artista.
L’evento, ed in sé la mostra, diventano così un momento di grande intensità artistica, non solo religiosa, con l’intento di migliorare la qualità sociale e culturale dell’ambiente in cui viviamo, arricchendolo con esperienze visive ed emozionali.
Le opere diventeranno patrimonio ecclesiastico, saranno cioè donate dagli artisti alla Diocesi di San Miniato e rimarranno custodite ed esposte al pubblico in questa piccola ma significativa chiesa.

Sempre il 31 marzo, contestualmente alla presentazione della Via Crucis, nella sala Marinella Marianelli dell’associazione culturale La Ruga (Via Primo Maggio, 200) sarà inaugurata la mostra collettiva di pittura e scultura dal titolo “Percorsi” con le opere degli artisti selezionati per l’evento.
La mostra sarà visitabile, ad ingresso libero, fino al 24 aprile, secondo il seguente orario: lunedì e mercoledì dalle 16 alle 19, martedì e giovedì dalle 21.30 alle 23.30, venerdì, sabato e domenica su appuntamento. Apertura speciale domenica 1° aprile dalle ore 10 alle 22. Chiuso dal 7 al 9 aprile.
Per info: 333 3892402 – filippolotti@interfree.it oppure 339 2393899 – info@laruga.it.

"CREDEVO NASCESSE UNA FARFALLA" personale di Arianna Piazza a cura di Manuela e Patrizia Alice Cucinella

Arianna Piazza mi piace, è brava e la sua arte è colta e divertente. In mostra da PiziArte dal 21 marzo
"CREDEVO NASCESSE UNA FARFALLA"   
personale di Arianna Piazza a cura di Manuela e Patrizia Alice Cucinella
Piziarte a.c.
Via Sardegna 3
64018 Tortoreto Lido (TE)

Arianna Piazza torna ad esporre presso Piziarte rappresentando, nelle sue opere, figure che
prendono origine, dall'osservazione dell'invisibile mondo unicellulare, da
batteri, virus…

Con forza e passione, accetta la sfida di "dar vita alla vita".

E' il mondo della scienza che nutre l'incontenibile
curiosità di Arianna che fa, dell'ingrandimento microscopico degli esseri
invisibili, i protagonisti delle sue tele.

Arianna , esprime l'abbraccio
tra realtà e fantasia: fiori che danzano con un esercito di magici
esserini, gommosi e rimbalzanti, adagiati su un fondo piatto dal quale
sembrano spiccare il volo per divenire "appendice" dello spettatore
stesso. Figure morbide, fluttuanti, non di rado tondeggianti, sembrano
nascere dalla metamorfosi del cerchio che si stira, si allunga, si
accorcia...per dar vita a nuove "forme di vita". Lo spettatore, all'inizio
diffidente e confuso, scopre lentamente, il tentativo dell'artista di
rappresentare tutte le incongruenze di questo mondo con figure che
scompongono "l'illusione " per scoprirne il gioco, attraverso elementi
opposti e non di rado ripugnanti.

Arianna Piazza vuole svelare gli "autoinganni"
dell'esistenza, lasciando libera " la forma anarchica delle pulsioni
vitali", che spesso cristallizza e paralizza la vita stessa. Esprime il
sentimento del "contrario" attraverso una narrazione retrospettiva che
"inizia a vicenda conclusa" ed in cui l'inizio coincide con la fine:
"..nonna, nonna, sono scappate le meduse".

L'artista tenta, nelle sue opere, di far emergere una condizione acronica,
di estraneità rispetto all'esistenza, in un tempo "fermo",ma in uno
spazio in continua evoluzione. Essenzialità ed immediatezza,
caratterizzano lo stile di Arianna,mentre le cromie , diventano suono ed
armonia, modulate da ritmi musicali che si concretizzano nella visione di
forme nuove ed accattivanti. Un'espressione pittorica che nasce dal
colore,dalla ricerca continua della forma e che esprime nello stesso
tempo, la "necessità" di un disegno preparatorio, attraverso un modulo
artistico narrativo . Intrisa nell'assenza di gravità, l'autrice frammenta tutte
le nostre certezze e ,mentre lo spettatore cerca di identificare quella nuova
realtà che i suoi occhi catturano stupiti, scopre che " nessuna verità esiste
veramente" ed assopito, si lascia andare a quella "sorveglianza critica" che lo scuote e
gli fa dire:"... e se nemmeno io esistessi?...e se questo mondo in cui mi
rappresento non fosse...realmente ..reale??"

Carla Petrella