RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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mercoledì 30 giugno 2010

INTRAMOENIA EXTRA ART MIRAGGI CASTELLI IN TERRA DI BRINDISI E TARANTO

INTRAMOENIA EXTRA ART
MIRAGGI
CASTELLI IN TERRA DI BRINDISI E TARANTO
dal 3 luglio al 13 settembre 2010




direttore scientifico
ACHILLE BONITO OLIVA
curatore generale
GIUSY CAROPPO


gli artisti

MATTEO BASILÈ - GREGORIO BOTTA - STEFANO CAGOL - MICHELE CARONE - DAVID CLAERBOUT - DANIELA CORBASCIO - CORPICRUDI - MARIA CRISTINA CRESPO - ADA COSTA - GUILLERMINA DE GENNARO - GIULIO DE MITRI - ILEANA FLORESCU - GAO BROTHERS - GINTS GABRANS - IGINIO IURILLI - EDUARDO KAC ANDREI MOLODKIN - PIPPA BACCA/SILVIA MORO - MOATAZ NASR - CESARE PIETROIUSTI - BERNARDITA RAKOS - MICHAL ROVNER - GAIA SCARAMELLA.
. . . .

Ogni anno un gruppo di castelli diverrà ostello e riserva indiana per artisti del contemporaneo scelti in un'ottica multimediale multiculturale e trasnazionale. In tal modo si crea un nomadismo culturale che porta i protagonisti dell'arte a viaggiare, a risiedere nel territorio pugliese. La Puglia diventa il teatro di un evento culturale in cui l'arte contemporanea progetta paradossalmente il proprio passato incontrandosi con la storia dei luoghi. Di questi luoghi. Un grand tour per tutti. (Achille Bonito Oliva).

INTRAMOENIAEXTRA ART, il progetto che porta l’arte contemporanea nei castelli e palazzi storici di Puglia, prosegue il suo Grand tour e giunge in TERRA DI BRINDISI e TARANTO per la sua quinta edizione dal titolo “Miraggi”.
Ancora due province pugliesi, dopo Castel del Monte (2005), i Castelli della Daunia (2006), i Castelli del Salento (2007) ed i Castelli in Terra di Bari (2008/9), mostre in cui sono stati coinvolti artisti di fama internazionale insieme ad emergenti italiani invitati a confrontarsi con gli straordinari spazi degli antichi luoghi in un felice corto circuito tra storia e contemporaneità.
Promosso dall’Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia e dal MIBAC in collaborazione con la Direzione Regionale per i Beni Culturali della Puglia, la Marina Militare di Taranto e Brindisi, le Province ed i Comuni coinvolti, si avvale della direzione scientifica di Achille Bonito Oliva ed è ideato e curato da Giusy Caroppo, art director dell’associazione culturale organizzatrice Eclettica_Cultura dell’Arte, con la cura esecutiva di Rossella Meucci Reale.
Le location individuate per il tour 2010, che si articola in tre tappe contemporanee, sono estremamente suggestive: le mostre si articolano tra il Castello Alfonsino di Mare (il Forte a mare eretto sull'isola di Sant'Andrea) a Brindisi, il Castello Episcopio di Grottaglie ed il Castello Aragonese (Castel Sant’Angelo) a Taranto.
Il titolo della mostra "Miraggi" evoca molteplici interpretazioni riconducibili sia ad effetti fisici e fenomenici, come quelli generati dalla luce sulla terra e sull'acqua. A realtà immateriali intese come illusioni, seguendo le tracce dettate da tematiche leggere come l'apparizione, la meraviglia. E dall’urgenza sociale: la "terra promessa" dei migranti, il superamento della precarietà del lavoro e dell'esistenza, la censura culturale, le questioni ecologiche planetarie.
Gli artisti invitati - che producono opere site specific realizzate spesso con il coinvolgimento delle maestranze locali, degli abitanti e degli studenti - sono di respiro internazionale con uno sguardo attento anche alla migliore e matura realtà individuata nell’area pugliese testimoniata in mostra da Ada Costa (Bari), Giulio De Mitri (Taranto, 1952), Michele Carone (Bari, 1952), Iginio Iurilli (Capurso), Guillermina De Gennaro (Buenos Aires,1966; vive a Bari) e Daniela Corbascio (Bari,1960).
Il progetto prevede al Castello Aragonese di Taranto opere installate lungo un percorso obbligato di Gints Gabrans (Valmiera - Lettonia, 1970) che lavora con la luce nell’ambito della cosiddetta “finestra terapeutica”; collegandosi all’identità storica ed industriale del luogo, Stefano Cagol (Trento, 1969. Vive tra Brussels e New York) è invitato a produrre un lavoro site specific nella cui fase performativa si avvale della collaborazione di Valentina Vetturi (Reggio Calabria, 1979. vive a Bari); Andrei Molodkin (Russia, 1966. Vive tra Mosca e Parigi), con la sorprendente installazione “Le Rouge et Le Noir” presentata all’ultima Biennale di Venezia, tesse un ideale fil rouge con il MarTA (Museo Archeologico di Taranto), come avviene per l’eterea performance dei Corpicrudi (Samantha Stella - Genova, 1971 & Sergio Frazzingaro - Genova, 1966) dedicata al tema dell’ ”eternità”. Il bio-artista Eduardo Kac (Rio de Janeiro- Brasile, 1962) presenta un’intrigante installazione allusiva alle problematiche dell’ingegneria genetica.
Al Castello Episcopio di Grottaglie interviene la poliedrica Maria Cristina Crespo (Roma, 1958), con una scenografica messa in scena di un giardino costituito da vasi antropomorfi in ceramica dedicati a personaggi storici della cultura e dell’arte.
A Brindisi, Intramoenia Extra Art approda nel Castello di Terra e nel Castello Alfonsino di mare che ospita un’imponente installazione di Moataz Nasr (Alessandria D’Egitto nel 1961, vive al Cairo) sul tema del confronto interculturale e dell’accoglienza; il progetto itinerante “Spose in viaggio” di Silvia Moro e Pippa Bacca (alias Giuseppina Pasqualino di Marineo - Milano, 1974 artista scomparsa tragicamente a Gebze/Turchia nel 2008); l’installazione ambientale con le “cartografie dell’intimità domestica” di Bernardita Rakos (Caracas - Venezuela, 1977), gli interventi site specific caratterizzati dal “segno” visionario di Gaia Scaramella, (Roma, 1979) e dalla potenza dell’evocazione di Gregorio Botta (Napoli, 1953. Vive a Roma); la fotografia dell’alterità di Matteo Basilè (Roma, 1974. Vive a Bali), la dimensione eterea narrata dalla videoproiezione di David Claerbout (Belgio, 1969); l’arte sociale e di frontiera di Cesare Pietroiusti (Roma, 1955), Michal Rovner (Tel Aviv - Israele, 1957), Gao Brothers (Jinan, China. G.Zhen 1956; G.Qiang 1962), Marlene Dumas (Città del Capo, 1953. Vive ad Amsterdam), Ileana Florescu (Asmara-Eritrea, è Italo-inglese di origine romena).
INTRAMOENIA/EXTRA ART - Castelli di Puglia rappresenterà ancora una volta l’occasione di un rinnovato turismo culturale che vuole coinvolgere un pubblico vasto e multigenerazionale, aperto alla conoscenza del passato e alla scoperta dell’attualità artistica internazionale. Spunto unico e singolare per esplorare centri urbani e paesaggi d’incomparabile bellezza di una Puglia che è porta aperta al Mediterraneo, tra Oriente e Magna Grecia, e da sempre terra dell’accoglienza.

IDEAZIONE, PRODUZIONE ED ORGANIZZAZIONE
ECLETTICA_CULTURA DELL’ARTE
Via del Mare 11 - 70051 Barletta -T +39 0883 531953 F +39 0883 572449
info@ecletticaweb.it - www.ecletticaweb.it
Art director Giusy Caroppo Monterisi : giusy.eclettica@gmail.com

UFFICIO STAMPA E IMMAGINE Paola Marino e Pino Pipoli
MANUAL comunicazione informazione immaginazione
T +39 339 3449512 - paola.manual@gmail.com


PROGRAMMA INAUGURAZIONI:
3 LUGLIO: BRINDISI - Castello Alfonsino ore 20.00
4 LUGLIO: GROTTAGLIE - Castello Episcopio, ore 17.30
TARANTO - Castel Sant'Angelo, ore 20.00

Le mostre sono aperte tutti i giorni 17.00 alle 22.00 (accesso entro le ore 21.00)
INGRESSO GRATUITO

Tutte le informazioni sono online al sito www.intramoeniaextrart.it

martedì 29 giugno 2010

"Confronto a dieci" a cura di Alberto Agazzani

La riviera romagnola con la sua "capitale", Rimini, sarà meta di molti villeggianti anche questa estate. Oltre al mare, i divertimenti, l'ottima cucina e quant'altro non dimenticate di mettere nella vostra borsa da viaggio un po' di cultura... nel caso contrario, la troverete in loco... con un sigillo di garanzia: Alberto Agazzani!.


Mostra a cura di Alberto Agazzani

da venerdì 9 luglio 2010 alle ore 18.00
a domenica 8 agosto 2010 alle ore 23.00

Castel Sismondo
Piazza Malatesta
Rimini







Antologia poetica a cura di Davide Rondoni
Coordinamento storico di Beatrice Buscaroli



Poeti e pittori

Sergio Zavoli e Alberto Sughi
Roberto Mussapi e Piero Guccione
Giancarlo Pontiggia e Vladimir Pajevic
Gianfranco Lauretano e Mauro Moscatelli
Antonio Riccardi e Andrea Martinelli
Davide Rondoni e Giovanni Manfredini
Iole Toini e Omar Galliani
Daniele Mencarelli e Davide Frisoni
Isabella Leardini e Sonia Alvarez
Davide Brullo e Massimo Pulini



Visioni

La prima edizione Riminese di “Sismondi – Moti d’arte e di poesia contemporanee”, svoltasi nel 2009 ed incentrata sulla mostra “Contemplazioni. Bellezza e Tradizione del Nuovo nella pittura italiana contemporanea”, poneva fortemente l’accento sul piano dell’arte visiva, in questo caso la pittura, ospitando nella città malatestiana oltre cento artisti del nostro oggi (in ideale complementarietà con la mostra “Collaudi” al Padiglione Italia della Biennale di Venezia) e significando così un’ampia panoramica di ciò che rappresenta l’eccellenza espressiva in fatto di pittura contemporanea nel nostro Paese, dai grandi e storicizzati “moderni maestri” fino alle ultimissime generazioni. La mostra nasceva da un’idea critica molto lucida, che nella Bellezza, intesa come supremo sistema di valori etici e morali, non solo come mero fatto estetico, e nella “Tradizione del Nuovo”, cioè in quella propensione tutta nostra di saper far convivere tradizione ed avanguardia, significava le specificità più autentiche dell’Arte italiana dalle sue origini fino ai giorni nostri. Da lì la selezione di artisti e di opere che non rappresentassero solo l’armonia estetica e il rigore formale fini a se stessi, ma che in un qualche modo significassero il trionfo dell’espressività, e quindi della Poesia, su qualunque altro pseudo valore indotto da una modernità collassata e traboccante di cinismo.
Il progetto comprendeva che in quell’occasione avvenisse l’incontro di un illustre “manipolo di fratelli” poeti, raccolti da Davide Rondoni, per tentare di far incontrare la contemplazione visiva a quella indotta dalla parola/significato/suono, in un confronto che è sfociato nella manifestazione di quest’anno e nella quale, doverosamente, la scena sarà dominata dalla Parola.
La scelta dei dieci artisti convenuti, tra i massimi esponenti dell’arte italiana contemporanea, è avvenuta attraverso l’intimo confronto di 10 poeti con altrettanti pittori tra quelli presenti a Castel Sismondo ed al Palazzo del Podestà nell’estate del 2009. E da questa scelta è scaturito un ideale laboratorio, una fucina d’idee che dalla parola scritta e declamata ha portato al segno sulla tela, all’immagine quasi sindonica di significati e visioni e, viceversa, ha trasformato in verbo la visione contemplativa fissata sulla tela.
Ne è nato così un percorso corale a 20 voci; un percorso di parole, suoni ed immagini che nella sua vastità e varietà intende rappresentare un autentico viaggio iniziatico nella contemplazione attraverso visioni pittoriche rese estatiche dalla potenza della parola; quella stessa visione estatica perfettamente rappresentata dal capolavoro del Guercino che apre idealmente questo “viaggio”, “La visione di San Girolamo” proveniente dalla Confraternita di San Girolamo a Rimini, scelto come fulcro dell’intero percorso, unione ideale nel tempo tra il verbo incarnato dal padre e dottore della Chiesa, l’estasi indotta dalla sua anacoretica e silenziosa meditazione e la visione contemplativa, trionfante di colore e visionarietà, del pittore centese.
Alla luce di ciò si comprende bene come il ruolo del curatore abbia assunto una funzione puramente di coordinamento e supervisione, sovraintendendo la selezione degli autori e delle opere esposte in sintonia coi singoli poeti e Davide Rondoni, ma altresì cercando di minimizzare il più possibile l’impatto critico del proprio intervento affinché il progetto rimanesse il più possibile libero e nelle mani dei dieci poeti, i veri, ancorché involontari, curatori dell’evento espositivo.
Riprese le redini curatoriali ho sin da subito immaginato questo secondo appuntamento come una sorta di “viaggio iniziatico” del visitatore attraverso dieci stanze, dieci “gironi poetici” lontani dall’affollata festosità di “Contemplazioni”: una sorta di ”Odissea della Parola” e, contemporaneamente, “Laica Commedia dell’immagine”, che vede nella granitica figura di Davide Rondoni una sorta di Virgilio ideale ed in quella di Beatrice Buscaroli un’altrettanto ideale Beatrice/Alice, alla quale è affidato il complesso compito di accompagnarci alla scoperta dell’Estasi contemplativa fuori dal tempo e fuori dallo spazio, oltre quello “specchio” rappresentato dalla grande tela del Barbieri. Immagino dunque che siano il silenzio e la meditazione indotta dalla parola a far da sfondo alle immagini qui esposte; voci scritte e dipinte che, come in un mottetto o in un codice miniato, s’assommano una ad una, rendendo possibile quella mantrica contemplazione che è alla base di qualunque esperienza autenticamente artistica.
Il progetto così concepito con Rondoni e Buscaroli assume oggi più che mai, in un mondo dominato da immagini senza riflessione, una valenza, insieme, coraggiosamente reazionaria e arditamente avanguardista: dall’immagine si torna alla parola e, sopra tutto, a quella meditazione, a quell’interrogarsi e confrontarsi col Trascendente: pratiche dimenticate, anzi rimosse sistematicamente nell’era della televisione, dell’audience e dell’appiattimento sistematico di qualunque contenuto eticamente e moralmente scomodo.
Si capirà, dunque, perché non intendo entrare in modo alcuno nel merito dei confronti singoli, di pittori e poeti il cui unico commento sensato è quello intimo ispirato al visitatore dall’alchimia evocativa e visionaria del connubio espressivo, dalle parole dei poeti ed alle immagini dei pittori.

Alberto Agazzani

domenica 27 giugno 2010

COMUNQUE PERSONA


COMUNQUE PERSONA, espone SILVIA GARZONOTTI pittrice spezzina - in mostra opere a disegno e pastello, dedicate ai volti femminili.

Silvia Garzonotti ha sviluppato una personale ricerca sui volti umani ritrovando in ciascuno la matrice dell'intensità e del mistero propri di ogni vita e di ogni latitudine. Il disegno è la sua arma esplicita e fonte di forza ispiratrice: mano e intelletto si congiungono nel restituire ai volti la dimensione intima e atemporale, quella che di solito sfugge ai più, ma non a Silvia che in essi vede l'epifania universale dell'umanità. Sia nel bianco/nero, morbidamente plastico e intenso, sia nei pastelli lunari si manifesta il tema della maschera in senso junghiano e si coglie il pensiero di Silvia Garzonotti che parte dalla realtà dei visi effettivamente incontrati nei viaggi in Marocco, in Egitto, a Cuba e nei luoghi quotidiani per approdare a uno sguardo senza luogo e senza tempo.
Marzia Ratti

da 3 luglio 2010 alle ore 21.00
a domenica 18 luglio 2010 alle ore 22.00

Castello di Ameglia (SP)

sabato 26 giugno 2010

COLLINAREA FESTIVAL 2010

COLLINAREA FESTIVAL 2010
dodicesima edizione
dal 15 al 31 luglio 2010

Direzione Artistica Scenica Frammenti

Giovedì 15 luglio – Lari – Piazza Matteotti ALESSANDRO BENVENUTI
Storie di zio Birillo (e acide amenità)

Un racconto in 15 canzoni scritte musicate e cantate da Alessandro Benvenuti accompagnato dalla sua Band.
Accadde che ci fossero dei ragazzi grandicelli che giocavano a pallone ……

Sabato 17 luglio – Casciana Terme GATTI MèZZI in concerto
Nella musica dei Gatti Mèzzi la passione per un tipo di composizione ironica, sperimentale, colta e irriverente, le melodie che spaziano dal jazz allo swing unite alle sonorità della musica popolare si unisce, rileggendola, alla tradizione cantautoriale italiana.


Lunedì 19 luglio – Castello di Lari TEATRO SOTTERRANEO La Cosa 1

vincitore di NUOVE CREATIVITÀ, progetto sostenuto da ETI Ente Teatrale Italiano
Lo spazio così com'è, privo di accessori. Uno svuotamento. Un atletismo che si espande e si ritrae, investe i luoghi. Un'invasione….

Martedì 20 luglio SCENICA FRAMMENTI Malamadre (nel silenzio dei cani)

Il futuro non sarà bello. Se un progetto di destabilizzazione democratica avviato negli anni 70 avrà seguito il futuro non sarà bello….

Mercoledì 21luglio – Castello di Lari GUASCONE TEATRO (Utopia del Buongusto) Troppo improvviso
Uno spettacolo dedicato alle cose che nella vita ti arrivano "tra capo e collo", gli avvenimenti imprevisti, fulminei, inarrestabili, travolgenti

Giovedì 22 luglio – Castello di Lari ZORBA OFFICINE CREATIVE " Luce"

Un uomo è caduto in disgrazia, la vita gli gira le spalle. Tutto sembrava certo, rassicurante.D’un tratto, ora non ha più nulla.
L’unica possibilità, partire, per comprare un’indulgenza…..

ore 20.00 Inaugurazione mostra e aperitivo Castello di Lari
ATELIER ERRIQUEZ & CAVARRA
e MIRCO MENCACCI La Stanza delle Maschere
ESPOSIZIONE DI MASCHERE, CON L’USO DI VOCI E SUONI

Venerdì 23 luglio – Lari, Piazza Matteotti ANTONIO REZZA "Io"
Como poco innanto tra clamori e vanto così l'idea dell'inventura porta la mente a vita duratura.


Sabato 24 luglio – Castello di Lari IL SOLITO CARROZZONE
(COMPAGNIA DEI SINDACI)
"Mi sente la vita da morì…" Spettacolo dedicato ad Emergency

Questa volta al cospetto dei primi cittadini, rappresentanti delle istituzioni, si presenta una selva oscura, un viaggio all’inferno, in quello dantesco, sotto forma di prova o se vogliamo di confronto…..

Domenica 25 luglio – Castello di Lari COMPAGNIA LABORATORIO SF
Presto che è tardi!

C’è una ferrovia dove passa il treno di una vita, e poi l’arca, alberi e fiori, porte, tante porte, nuvole in bianco e nero, come in un quadro; santi, blues, jazz, animali e… persino gli uomini.

Lunedì 26 luglio – Palaia TEATROVIVO e EURALIA TEATRO CosmiComica

“Non vi è nulla di comico al di fuori di ciò che è propriamente umano”
Henri Bergson
Due artisti girovaghi che nel teatro non credono più. Un carretto che li ha portati in giro per il mondo. Cosa può far di nuovo nascere la scintilla in questi due attori disillusi?

Mercoledì 28 luglio – Cortile Castello, Lari SCENICA FRAMMENTI e COMPAGNIA DELLE MUMMIE Fantasmi in carne ed ossa

Fingiamo di essere una compagnia, la tragicomica Compagnia delle Mummie, al primo spettacolo. Questo ci permette di poterci muovere tra i vivi senza destare sospetti…..

Giovedì 29 luglio – ore 21.00 Cinema Teatro Odeon di Ponsacco Compagnia delle Biglie (vincitrice primo concorso Anteprima) in Legàmi (studio di 20 minuti)
Giovedì 29 luglio – ore 21.45 Ponsacco piazza S.Giovanni

a seguire RITA PELUSIO Suonata

La protagonista è così, come un cartone animato suona, ride, canta seduce e sussurra, con la leggerezza di chi è lì casualmente, di chi sta passando per caso ma rimane attirata dagli occhi del pubblico con il quale chiacchera creando una confidenza particolare

Venerdì 30 luglio – Lari, Piazza Matteotti ore 21.45 COMPAGNIA SUD COSTA OCCIDENTALE
da “La trilogia degli occhiali” Ballarini (studio)
La trilogia è composta di tre spettacoli autonomi ma indissolubilmente legati da temi di marginalità: povertà, vecchiaia e malattia. Tutti i personaggi della trilogia inforcano gli occhiali. Sono mezzi cecati. Malinconici e alienati...
Emma Dante

Sabato 31 luglio – Lari, intero borgo INAREA

BOBO RONDELLI in concerto (ore 23.15)
FC PRODUÇÕES TEATRAIS/TEATRO CASA DA COMMEDIA
COMPAGNIA DELLE BIGLIE (vincitrice primo concorso Anteprima) in Legàmi (studio di 20 minuti)
BATUBANDA
ELENE TONIATO e MARIA MAMONE
TEATRO AGRICOLO
TEATRO CINICO
GUILAUME OZ
da ANTEPRIMA (Colpo di Scena e ArteTeatro)

"IL MA" a cura di: Alice Ginaldi, Siva Le Duc, Isabella Mara, Fiordalice Sette

IL MA
A cura di:

Alice Ginaldi, Siva Le Duc, Isabella Mara, Fiordalice Sette

Artisti partecipanti: Francesca Adamini, Diego Finassi, Francesca Martinelli, Vanja Mervic, Lorenzo Zavatta, Marco Architetto, Eleonora Fossati, Luca Tolu, Sanja Lasic, Marta Fumagalli, Francesco De Molfetta, Omar Hassan, Dario Lazzaretto, Enrica Berselli, Luca Bidoli, Mirko Canesi, Fiorella Fontana, Kazumi Kurihara, Riccardo Pirovano, Massimiliano Robino.



dal 26 giugno al 20 luglio 2010

inaugurazione sabato 26 giugno ore 20.30 - opening party ore 21.30

Katy House Gallery - via C.A. Colombo 1, MONFALCONE (GO)

Presentazione di ALICE GINALDI

Ufficio stampa Milano GIOVANNI VELLUTO
Ufficio stampa Friuli Venezia Giulia FRANCESCO LA BELLA
Coordinamento e organizzazione ANNALISA BERGO e ALFRED de LOCATELLI

Con la collaborazione di MODOU GUEYE del Laboratorio Teatrale MASCHERENERE

Live performance la sera dell'inaugurazione di Ylbert Durishti dal titolo "Live Inshadows 3.0"

Mostra nata da un'idea di RICCARDO PIROVANO, tema tratto dalla tesi di laurea in Scultura dal titolo "-IN BETWEEN- "La scultura ambientale" di MARTA FUMAGALLI, Accademia di Belle Arti di Brera, 2010

Marco Cassani solo exhibition ' animula vagula blandula '

Beh, che devo dire... Questa mostra sarebbe da andare a vedere, se non fosse così distante... Marco cassani è uno degli artisti più interessanti che mi sia capitato di incontrare negli ultimi mesi. Merita seguirlo!
p.s. il comunicato stampa è in inglese per ovvie ragioni di di "territorialità"


Artist Statement
Thework of Marco Cassani is constructed around the idea of a place of origin. The painter
takes a physical and psychological journey, going profoundly into the man. Not to the primitivism but even further to the place before birth. To find the place of
origin where things are still undefined. There, he starts to re-understanding the things and defines them according to his own experience. In this place, he is the Animula Vagula Blandula (these are Latin words written by Adriano, a Roman emperor. The meaning is: little soul, wandering and pale).
Through his paintings, the artist wants to share some of those things, those human aspects he has encountered during his voyage: the word, the house, the home, the meditation, the solitude, the unknown, the mother earth, the agriculture, the awakening, the death.
The painter believes that his paintings should always be open to the spectator’s interpretation. Therefore he does not provide a series of a well-defined paintings but only the traces of vague narration presented in a balanced proportion with his expression. He wants to invite the spectators to see closer, to get closer, to see through many different layers of his paintings. When they do, they would find those traces such as the small men, the organs, and the skulls. These little traces are intended to provoke curiosity, questions, thought and eventually to stimulate people to find their own definition of his paintings.
To create his paintings, Marco Cassani does not follow any methodologies of work. The paintings were born from his initial ideas, from photographs, his sketches, stories, books, internet. Everything has a potential for inspiration, even from the progress of the painting itself. Sometimes there is a real dialogue between the painting and the painter. Sometimes the painting suggests to the painter how to continue or how to finish the work.
As important as the inspirations is his intense research on materials and techniques. He uses oil colours, acrylics, chalks, enamels, asphalt and mixing them to achieve some peculiar effect from the reaction produced by the mixture. This peculiar effects of mixed material that he calls “The stain” could be seen constantly on every of his work. He also uses various instruments to apply colours: pens, spatula, knives and rocks to achieve anew relationship with the colours. Marco Cassani does not have restriction of time when he works. A painting takes its time to finish; it could be one month, two or three months or even 15 months.
The first one of the paintings exhibited in this show was started in the beginning of 2008, a short time after he returned from his 3 months travel, living alone in a wood in Mexico. This travel plays important role in the spiritual aspect of his paintings.
In this exhibition, Marco Cassani presents a music created from his three months collaboration with an Italian musician. This music was created with a strong root
to his art, using mathematical algorithm to bring the spectators deeper into his paintings.
Inside the paintings there is a little bit of everything of Marco’s life. It takes more than words to understand and feel them. It takes time. Like he says for the life: Feel with the heart, re-elaboration with the brain, and feel again with the heart. ---


Biography
Marco Cassani was born in Milan in 1981
He then studied painting at Accademia Belle Arti di Brera [Brera
Academy of Art] in Milan. Marco currently works and lives in Indonesia
and Italy.

Exhibition:

2009
UNDERCOVER . Group Show curated by Mimmo Di Marzio .Galleria
L’Archimede . Roma . Italy
NEXT GENERATION . 30 Finalist Premio Patrizia Berlettani . curated by
Roberto Milani, Galleria San Lorenzo . Milan . Italy
LO STATO DELL’ARTE NEL 2009 . collective show . Galleria Obraz Arte
Contemporanea . Milan . Italy
WAY . Group Show . Atelier KKien . Milan . Italy
UNDERCOVER . Group Show . Wannabee Gallery . Milan . Italy

2008
Lo stato dell’arte nel 2008 - collective show . Galleria Obraz Arte
Contemporanea, Milan
Bifocale Scomposta . Galleria Obraz Arte Contemporanea, Milan

2007
Lo stato dell’arte nel 2007 - collective show . Galleria Obraz Arte
Contemporanea, Milan

2006
La Ballata di Woizzecco [The Dance of Woyzeck] . An experimental
collaboration of painting and theatre . Teatro Litta, Milan
1 1/2 . Galerie Kunstsalon Sir Harald Art, Venlo, The Netherlands

2005

Come Falene [Als Nahtvlinders] . Galerie Kunstsalon Sir Harald Art,
Venlo, The Netherlands
2004
Group Show . Galleria Santa Barbara, Milan

2002
L’utopia dell’ identita [The Utopia of Identity] . Museum of Science
and Technology, Milan

CONTRA - Il trionfo dell'immagine

CONTRA - Il trionfo dell'immagine

Mostra d'Arte in tre sezioni:
Artisti di Con-Fine
Il corpo ritratto
Arte così...giovane






Espongono:

LUCIANA ALIOTTA
ARTURO BARBANTE
GIUSEPPE CASSIBBA
MARIA MICOZZI
MILENA NICOSIA
PIPPO LOMBARDO
ROBERTA PRIMERANO
LAURA SACCOMANNO
ROBERTA SERENARI
ALBINO TRIGILIO

Coordinamento artistico: Pippo Lombardo

Con il patrocinio:
Assemblea Regionale Siciliana
Assessorato Beni Culturali e dell Identità Siciliana
Provincia Regionale di Enna
Comune di Enna
Assessorato alla Pubblica Istruzione
Istituto socio psicopedagogico “D. Alighieri” – Enna
Laboratorio di Pittura
Arciconfraternita Anime Sante - Enna


da mercoledì 30 giugno 2010 alle ore 18.00
a domenica 18 luglio 2010 alle ore 23.00

Galleria Civica Comunale di Enna

venerdì 25 giugno 2010

Sigis Vinylism - Kiss my... vinyl in St. Petersburg

Sigis Vinylism dal 1 Luglio 2010 approda a San Pietroburgo.
La corte degli Zar gli fa da sfondo in un luogo reso eterno da quelle notti bianche di Dostoevskij, dove l’arte e la rivolta non moriranno mai se non con l’ultimo uomo.

Sigis presenterà opere inedite, alcune delle quali ispirate al luogo. Una grande conquista per l’artista essere ospite nella città dell’ Hermitage, dei più grandi scrittori e poeti dei secoli scorsi.

La Galleria OIOIOIO ospiterà la mostra dal 1 al 15 luglio 2010.

……...

Dopo varie tappe in giro per le più importanti e sontuose location Italiane, Il Vinilismo si fa spazio tra i meandri di quel mondo sospeso tra acqua e cielo che è San Pietroburgo.
Il Vinilismo si espande a macchia d’olio. Contagia tutti con le sue provocazioni esagerate, incontenibili con le quali riesce a risvegliare in noi i sei sensi che diventano tesi come le corde di un violino.
Il Vinilismo attrae … è semplicemente un disordine che si porta dentro un memorabile destino.
Ogni bocca, ogni rosa ha una sua storia, un suo perchè, una propria e indipendente ragion d’essere. Sono opere che ti prendono alla gola per la loro semplicità, per il loro modo così forte ma al tempo stesso docile di comunicare emozioni e sensazioni. Le più diverse, le più disparate.…emozioni che contagiano, che rimangono dentro come un chiodo che non fa male. E per dirla alla Tolstoj è proprio questa la caratteristica che distingue la vera arte da quella contraffatta: il contagio dell’arte… non è un opera d’arte se non suscita nell’uomo quel sentimento differente dagli altri.…ed ciò che fa il Vinilismo

LA POETICA DEL VINILE -


"L'arte o è plagio o è rivoluzione. La rivoluzione è il caso di Sigis"
(Mariella Casile)

"Mi ricorda tanto Piero Manzoni"
(Lucio Boscardin)

"Non ha nulla da invidiare a Koons"
(Xante Battaglia)

"Nella sua officina artistica la metamorfosi del disco di vinile prende vita;
i suoi dischi, piegati, ma mai spezzati, forgiano rose e labbra vestite di
lacche specchiate... rosso passione... nero dolore... oro...Bocche, metafore di
parola e comunicazione universale che semplicemente esprimono attraverso il
loro colore uno stato d’animo delicatamente celato"
(Tiziana Manca)

"Usa il vinile come materia pura, duttile e plasmabile, operando sulla forma
senza apporre tagli o fratture. Da queste creazioni nascono forme suadenti,
labbra socchiuse che svelano inquietudini; parole silenziose che non urlano ma
sussurrano e seducono con la forza del silenzio. Un percorso
creativo che nasce da un’idea e da una protesta di natura sociale e culturale e
si veste di un sentimentalismo bohemien raffinato ed anticonformista."
(Antonella Colaninno)


Sigis Vinylism Press Office

info@sigis-vinylism.com
www.sigis-vinylism.com

dal 1 luglio 2010 alle ore 18.00
fino al 15 luglio 2010 alle ore 21.00

OIOIOI International Art Gallery
Via Poltavskaya, 3
Sankt Petersburg, Russia

giovedì 24 giugno 2010

MUSAE 2010 - Milano | 2-11 luglio 2010
in occasione dell'inaugurazione del nuovo Spazio MUSAE


Vernissage: venerdì 2 luglio, ore 18.30
Spazio MUSAE - via Maroncelli, 13 - Milano


Collettiva MUSAE 2010 (t.b.a)
(selezione opere - Bando MUSAE 2010):
Giuseppe Autiero
Emjl Berdin
Marika Bertoni
Serena Elena Borghini
Fabrizio Caboni
Stefano De Longhi
Niccolò De Napoli
Silvia Infranco
Virginia Lopez
Francesca Marcaccio
Lorella Paleni
Jonathan Pannacciò
Eros Paradisi
Viola Pinzi
Michele Principato Trosso
Maurizio Rosazza Prin
Giulia Rossi e Maura Manfredi
Antonio Sacco
Dario Tironi

Fuori concorso:
Alessandro Acerra
Carlo Golia


VideoArt.Exe
(selezione video - Bando MUSAE 2009/2010 + StrangerFestival)

VideoArt - MUSAE 2010:
Valentina Ferrandes
Diego Fiori
Mathilde Neri e Giancarlo Bianchini


Orari apertura e dettagli dell'evento in via di definizione.

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MUSAE - Museo Urbano Sperimentale d'Arte Emergente si impegna a dare visibilità ai giovani artisti (under 35) superando i limiti imposti dagli usuali canali elitari, con l'intento di avvicinare il pubblico ai nuovi linguaggi del contemporaneo ed incrementare la fruizione tramite un circuito internazionale di eventi.
L’intento è quello di invadere gli spazi urbani, dando vita ad un vero e proprio museo temporaneo e dinamico ad uso degli avventori creando un’occasione per la riscoperta e il recupero di luoghi cittadini per l’abitare e il vivere comune delle strade e delle piazze.
Dal 2009 MUSAE ha inoltre stretto una collaborazione con la European Cultural Foundation (Amsterdam - NL), promotrice del progetto StrangerFestival (www.strangerfestival.com), dalla quale è nato VideoArt.Exe, progetto interamente dedicato alla VideoArt, che ha accompagnato tutte le recenti tappe del MUSAE.


Bando MUSAE 2010:
http://www.eventomusae.com/bando.html

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MUSAE - City Management
Via F.lli Bronzetti, 25 - 20129 - Milano | Tel: 0270009811 - Fax: 0270006124
cityman@edmitalia.it | www.eventomusae.com

FOURTH FREE INTERNATIONAL FORUM. Ideazione di Lucrezia De Domizio Durini

Evento a cura Gèrard Georges Lemaire e Marco Rapattoni

PREMESSA

Joseph Beuys, uno tra i più singolari ed emblematici personaggi dell’arte mondiale del secondo dopoguerra, non ha creato nessun metodo, ma generosamente ha dedicato l’intera sua vita al miglioramento dei metodi esistenti nella società. Nel piccolo paese di Bolognano, in provincia di Pescara, Joseph Beuys, in linea diretta con Lucrezia De Domizio Durini e con l’obiettivo magico di Buby Durini, ha lavorato negli ultimi 15 anni della sua vita alla famosa Operazione Difesa della Natura, un unicum riconosciuto ormai nella Storia dell’Arte mondiale. A Bolognano il Maestro tedesco aveva il suo Studio nei terreni del barone Durini e qui creò la Piantagione Paradise, tutt’ora attiva. Il 13 Maggio del 1984 ebbe luogo la famosa Discussione sulla Creatività e piantò la Prima Quercia Italiana, prototipo delle 7000 Eichen di Kassel. Dalla morte del Maestro Tedesco (Düsseldorf 23.1.1986) Lucrezia De Domizio Durini dedica le sue energie alla diffusione del pensiero beuysiano nel mondo, attraverso discussioni, dibattiti, conferenze, pubblicazioni, convegni, tesi di laurea, scritti e mostre nei Musei internazionali. In ogni luogo pianta una Quercia e spesso crea il Giardino di Beuys in ricordo del Maestro tedesco.
A Bolognano la Piazza Beuys, la Strada Harald Szeemann, La Casa di Lucrezia nel Palazzo Durini, la sua collezione privata, La Casa Della Musica, La Casa dell’Ospite, La Casa della Critica, La Casacielo, l’operazione Oltre il Museo in Difesa dell'Arte, che investe l'intero centro storico con 12 Vetrine Notturne create da artisti internazionali, il Monumento Difesa della Natura, con l'immagine di Beuys retro-illuminata e l'omonima scritta di 30 metri con la scultura I Quattro Punti Cardinali all’ingresso del paese, il Portale della chiesetta di Santa Maria Entroterra, già Cappella Durini, le Biennali del Free International Forum, l’Ipogeo IL LUOGO DELLA NATURA, i Servizi e Magazzini della Piantagione Paradise con il Viale Mònadi di Vitantonio Russo, Dharma of Enel e la Vigna di Marco Bagnoli, la Bandiera Gialla di Ingeborg Lüscher e i 46 Segnali Stabili di artisti venuti da tutto il mondo sono le testimonianze di anni e anni di cenacoli, incontri, relazioni e forza artistica d'insieme. In questo contesto viene promosso anche il Fourth Free International Forum del 2 luglio 2010.

PROGRAMMA

ORE 9 PIAZZA BEUYS Apertura FORUM IL LUOGO DELLA NATURA

ORE 10,00 Servizi e Magazzini della Piantagione Paradise

PERFORMANCE DOMENICO POLIDORO
"TO SEND FOR PULPING"

Se la cultura viene mandata al macero, quanto vale l’essere umano?
POESIA di GIAN RUGGERO MANZONI "Alberi di Carta"
Mostra di Solange Galazzo
"Frémissements d’Eventails-Feiulles de Lotus"

SEGNALI STABILI DI:

SILVIA BEJU Terza Incognita
LUCIANO BOBBA I am innocent
MIMMO DI MARZIO Presenze
DAGMAR DOST-NOLDEN Per questo
PIPPO GIANONI Acqua, sangue della terra
ETTORE LE DONNE Thoughts
GIAN RUGGERO MANZONI For The Ancient Code
YOUNGJU Oh Breeze from Venice To Piantagione Paradise
JAN OLSSON The Game of the World
LUCIO POZZI 12 Steps
FILIPPO ROLLA e LELLA CERVIA Save the Nature
MICAELA SPINAZZÉ e MARITÉ BORTOLETTO
The Felt Connection from Venice to Bolognano

ORE 12,00 ART OF COOKING

Il MERCANTE DI SOGNI

Ezio Centini
From the Ground to Paradise
Fisarmonica Alfredo Santella The Sound

ORE 15,00 Vicolo Unico Bolognano

La CASA DELL’ARTE
Dedicata alla famiglia Zari

IL GIARDINO DI BEUYS
Piantumazione della QUERCIA
Intervento di ALDO RODA Giocavo a Dadi con il Tempo
LEONELLO TARABELLA Sax Flexible Links

La CASA DELL’ARTE rappresenta la Living Sculpture di Joseph Beuys e contiene prestigiose opere di MARCO BAGNOLI, DIANA BAYLON, JOSEPH BEUYS, LUCIANO BOBBA, MARIO BOTTINELLI MONTANDON, NATHALIE BRAULD, GIOVANNI BRUNO, CARLO CIARLI, ESTELLE COURTOIS, MERCE CUNNINGHAM, SOLANGE GALAZZO, GIORGIO GASLINI, NICOLA GIULIANI, MICHELANGELO D’ALESSANDRO, GIULIO DE MITRI, GERARDO DICROLA, DAGMAR DOST-NOLDEN, BUBY DURINI, ENRICO JOB, ROY LICHTENSTEIN, INGEBORG LÜSCHER, UMBERTO MARIANI, ALBANO MORANDI, ANTONIO NOIA, PERE NOGUERA, YOUNGJU, UMBERTO PETRIN, MICHELANGELO PISTOLETTO, ALDO RODA, VITANTONIO
RUSSO, RENZO TIERI, BEN VAUTIER...

ORE 16,30 IL LUOGO DELLA NATURA
Servizi e Magazzini della Piantagione Paradise

VIDEO DI:

CATERINA ARCURI Oltre il confine
HELENIO BARBETTA Each has a Star
UNA SZEEMANN & BOHDAN Sthelik
OLIVIER de CHAMPRIS Ciclones and six Clones
DENISE & CLAUDE JEANMART film Le Trombe del Castello
MARCO MAIOCCHI No
UMBERTO MARIANI Antartica
ALBANO MORANDI e gli studenti dell’Acc. LABA Flames not flowers (dedicato al disastro di Bohpal)
STEFANO ODOARDI Eclipse
ANNAMARIA RUSSO Emergence... emergenza... visibile su youtube.
DOMENICO POLIDORO Il volo dell’Aquila
SHUEN GIT CHOW Hua Hui
DIDIER TOLLA Les Vagues de La Terre
LUISA VALENTINI Ad Una Rosa
BABETH M.VANLOO Meditation on swine Flu
U W CLAUS /ANNA TRETTER/ BURKHARD ROSSKOTHEN Peacebetothemoaks

ORE 19,00

MUSICA IN PERFORMANCE
a cura di Marco Rapattoni

Leonello Tarabella SpringUP - Omaggio a Joseph Beuys
Performance Three Dimension Nathalie BRAULD e Gerardo DICROLA
Al piano Donna SEVENE - opera di George Tsontakis.

FOTOGRAFO Ufficiale GINO DI PAOLO

FILMAKER Ufficiale STUDIO DOMENICO POLIDORO Roma

"Quando abbiamo la coscienza di collaborare tutti insieme come individui liberi siamo molto più vicini all’aver creato una democrazia reale e concreta"
(Joseph Beuys)

Inaugurazione MuVe Museo del vetro a Empoli


Programma dell’inaugurazione:
1 Luglio ore 18 - interventi e taglio del nastro

APERTURE SPECIALI IN LUGLIO

tutti i Martedì e i Giovedì dalle ore 21,30 alle ore 23,30

Giovedì 8 ore 21,30
L’Archeologia a Empoli da Don Gennaro Bucchi ai giorni nostri. Gli ultimi scavi nel centro storico di Empoli e nelle frazioni di Avane e Pianezzoli. Relatori: Lorella Alderighi, Leonardo Terreni, Martina Filippi, Walter Maiuri, Agnese Pittari

Giovedì 15 ore 21,30
Il bianco e il vetro, degustazione del bianco empolese in calici empolesi nel MuVe e in via Ridolfi

Martedì 20 ore 22
Giallo Mare Minimal Teatro presenta: ‘Verde Vetro’ performance multimediale di e con Vania Pucci.
La memoria del lavoro, l’industria del vetro e la città di Empoli

Giovedì 22 ore 21,30
Talk show a cura di Maurizio Vanni & guest: Cultura e territorio. L’arte contemporanea come fattore di valorizzazione e di sviluppo

mercoledì 23 giugno 2010

LA LUNA E’ AZZURRA - XXVII FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL TEATRO DI FIGURA

LA LUNA E’ AZZURRA
XXVII FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL TEATRO DI FIGURA
SAN MINIATO, 23 – 26 GIUGNO 2010

Comune di San Miniato
organizzazione: Terzostudio Progetti per lo spettacolo

COMUNICATO STAMPA

Compagnie italiane e internazionali, burattini e pupazzi, ombre e marionette a filo, maschere e figure che invadono la città di San Miniato occupandola negli spazi più importanti dalla Piazza del Duomo alle Scalinate del Crocefisso, dalla piazza del Seminario ai Loggiati di San Domenico. Ecco “La Luna è Azzurra” il festival internazionale del teatro di figura giunto alla 27° edizione, la più conosciuta e affermata manifestazione italiana di questo particolarissimo genere teatrale, amato dai bambini che trova sempre più estimatori anche nel pubblico adulto.
Tutto è pronto per creare quella magia straordinaria che fa di San Miniato la capitale italiana delle teste di legno, del teatro di oggetti, del teatro di animazione, di un teatro nuovo con un tasso di creatività ed espressività altissimo, che riesce ad essere colto e popolare nello stesso istante, quasi un miracolo. Un centro storico ‘ritrovato e riscoperto’, immerso e circondato da una quantità di eventi teatrali, di offerte culturali, alle quali il pubblico non potrà sottrarsi. Rapporto tra spazio della città e teatro, valorizzazione della scenografia urbana, mescolanza di generi e di pubblico, qualità della programmazione, sono tutti elementi che caratterizzano fortemente questo festival volto alla creazione di una situazione di festa, di incontro, di relazioni.
“La Luna è Azzurra” è una grande festa e San Miniato diviene un luogo dove niente è quel che sembra, dove ogni oggetto può ribaltare le proprie funzioni e farsi interprete di nuove idee. “Nelle notti di luna azzurra i sogni divengono realtà”.
Spettacoli per tutti i gusti e per tutte le età.

Nella prima serata, quella del 23 giugno, La Luna è Azzurra incontra i Fuochi di San Giovanni la tradizionale festa d'inizio estate, che a San Miniato è stata mantenuta viva dal Comitato Manifestazioni Popolari, e che vede interi nuclei familiari ‘armati’ di rificolone formare un lungo trenino di luci colorate, salire verso la Rocca di Federico dove verranno accesi i fuochi purificatori e da dove verranno fatte partire decine di mongolfiere del buon auspicio, il tutto tra spettacoli di danza e fachirismo e con la musica dal vivo dello spettacolo “Wanna Gonna Show”.
Con la serata di giovedì il festival entra subito nel vivo e occupa l’intero centro storico con tutti i locali aperti, i tavoli apparecchiati lungo la strada e tanti spettacoli da vedere. Così sarà ogni sera dalle ore 21,00 fino alla mezzanotte quando alla Cisterna finiranno anche gli spettacoli della sezione rivolta agli adulti. Saranno 18 le compagnie presenti di cui 6 provenienti da paesi stranieri e daranno vita a ben dodici spettacoli per sera, ognuno con caratteristiche diverse, dai laboratori alla maschere, dai burattini ai bunraku, dagli oggetti alle marionette, fino al teatro del gesto e del corpo.


Direzione Artistica: Alberto Masoni, Alessandro Gigli
Informazioni:
tel. 0571 485078
teatrodistrada@terzostudio.it
www.terzostudio.it

martedì 22 giugno 2010

Gaya Art Space - Bali - Indonesia Giuseppe Ciracì-Gianni Moretti-Svetlana Ostapovici-Federico Arcuri

Bali, 4 artisti, 4 personali
L’associazione culturale scatolabianca promuove una nuova serie di mostre personali che si svolgono tra luglio e settembre 2010 negli spazi del Gaya Art Space di Bali, Indonesia. La rassegna, a cura di Martina Cavallarin, prevede una bi-personale di Giuseppe Ciracì e Gianni Moretti dal titolo Paper Heroes che apre la serie mercoledì 14 luglio, la mostra personale di Svetlana Ostapovici dal titolo human warmth traces che inaugura sabato 24 luglio e la personale di Federico Arcuri dal titolo Tracks from diary il cui opening è previsto per lunedì 2 agosto.

Giuseppe Ciracì - Gianni Moretti - Paper Heroes

Paper Heroes è un’esposizione a due voci sole strutturata attraverso una serie di lavori su carta.
Giuseppe Ciracì (Brindisi 1975) ha una tecnica che lavora sul visibile e l’invisibile, su uno strappo creato dai materiali quasi fosse una lacerazione della superficie pellicolare, un’alternanza tra “scheletro e pelle” con una proprietà di codice poetico sapiente e dai tempi allungati. Spesso le sue opere a matita sono composte da una dinamica moltiplicata da più fogli che contengono un repertorio organizzato di informazioni a costituire un’unica narrazione. Nell’installazione centrale del Gaya Art Space sedici moduli di carta sono posizionati orchestrando e proporzionando la quasi assenza di tratti fisiognomici fino alla costipazione di insiemi di particolari specifici posti in ordine sparso, ma razionalizzato, intorno al foglio che accoglie la testa centrale come a raccontare l’impossibilità di incontro che avviene tra l’interezza del corpo e le relazioni tattili, tra sé e sé e tra sé e l’altro. In questa linea di tensione l’artista trova il clima della resurrezione di una cifra unica e ingiudicabile, capace di costruire erotismo anche nella definizione maniacale di un’ossatura o nella leggerezza persistente di un particolare anatomico. L’esigenza primaria di Ciracì è il cammino verso l’essenza accostato alla costruzione di presenze doppie dove abitano il fare e il pensare. Spossessare dalla propria identità il soggetto rappresentato sottoponendolo a un’asciugatura avviene attraverso la contrazione di una frattura metodica del suo codice artistico che aspira sempre più ad uno stato di trasparenza.
Gianni Moretti (Perugia 1978) pratica un’indagine che va nella direzione dell’indefinibile attingendo i suoi lavori alla realtà della percezione e aspirando ad essere molto più di ciò che appaiono. Il suo lavoro sembra sempre dimostrare di poter essere trasformato, riportato ad altra vita, acquisire nuova dignità. Requiem (365 singhiozzi per Dawson) è un’installazione site specific realizzata dall’artista durante la sua residenza presso il Mongin Art Center di Seoul. Si tratta di un lavoro che poggia sulla frammentarietà della decostruzione, su una poetica del riutilizzo della memoria e dell’aspettativa. La figura-matrice del lavoro prende forma e origine dalla statuaria greca che il giovane artista perugino disegna e impregna d’inchiostro per imprimerla poi sui singoli fogli di un calendario coreano srotolato al contrario, ovvero partendo dal 31 dicembre per tornare al 1 gennaio. L’opera oscilla sulla pratica artistica del processo nel senso di un continuo scambio tra visibile ed invisibile, sulle infinite possibilità della percezione retinica che lascia altalenante il posto a sensazioni più estreme e nascoste, a codici antichi ridefiniti per ottenere la visione necessaria e ossessiva di uno sguardo acuto, personale e estremamente contemporaneo.
Memoria e aspettativa possono far risorgere e far rinascere, diventare testimoni di un riscatto, di un’inaspettata apertura alla vita. Nei suoi spolveri come nei monotipi trapela continuamente un’attesa di redenzione, di resurrezione. Nell’opera c’è il senso del riscatto, un’attesa escatologica connaturata nella natura stessa dell’arte che si apre alla possibilità di risorgere nel senso di ri-fiorire, e germogliare, e germinare nuove direzioni, disseminare un ordine di mutamento nello stesso ordine delle cose per gestire tra quelle pieghe disubbidienti incantesimi e piaceri. Questo processo innestato da Moretti aiuta a cogliere l'enorme varietà e complessità che possono essere nascoste, ripiegate come immagini dormienti, in una semplicità solo apparente.


Svetlana Ostapovici - human warmth traces

Svetlana Ostapovici (Repubblica di Moldova, 1967)
Human warmth traces è una mostra personale costituita da una serie di immagini realizzate tramite una sofisticata apparecchiatura che rileva, con uno speciale sensore, l’energia termica emessa nell’ambiente da tutti gli elementi che lo compongono, e prevalentemente dagli esseri viventi. Le “tracce umane” sono quindi il risultato di un’indagine sulla presenza, sulle dinamiche di appartenenza per uno studio di matrice antropologica reso accattivante attraverso l’uso di cromie dai toni vivaci e suadenti.
Il percorso artistico sviluppato negli anni da Svetlana Ostapovici dal punto di vista linguistico nasce da un’elaborazione in chiave personale del mosaico mentre i contenuti si concentrano e si sviluppando su una ricerca di matrice introspettiva, sui problemi dell’identificazione e sul perché esistiamo. Artista attenta e sensibile negli anni sposta la sua attenzione sulla natura, intesa come fondamento dell’esistenza di tutti gli esseri viventi. A questo punto il suo media espressivo diventa la fotografia attraverso la quale blocca immagini di incendi, distruzioni, e catastrofi generati dall’uomo. Il suo è un lavoro di indagine e denuncia del genere umano che portato per natura a distruggere provoca inevitabilmente la sua stessa autodistruzione. Per questo motivo le sue installazioni sono costituite da materiali di recupero mentre l’obiettivo si concentra su ciò che resta, sulla trasformazione della materia, sulle discariche e sui cantieri.
Per Ostapovici l’umanità si può salvare dall’autodistruzione solo rigenerando tutto ciò che usa, consuma, scarta. La successione dei suoi scatti forma un insieme organico pur mantenendo ogni singolo lavoro una privata autonomia che parte dalla completezza dell’intenzione e da un’onestà intellettuale che avvalla la presenza dell’intero sistema semantico quando la singola foto si fa opera a più voci, composizione a parete multipla ed ossessiva. Il suo lavoro è replica del sistema circostante in stato di emergenza per stabilire un filone narrativo che costituisce situazioni di causa ed effetto, constatazioni psicologiche reali in un paesaggio reso quasi astratto e galleggiante dalla posizione esistenziale resistente e neutrale dell’obiettivo fotografico. In questo processo temporale e sistematico apparentemente asettico la presenza intellettuale responsabile dell’artista rende il percorso dell’opera esente da artifici e calcoli. Il valore aggiunto della Ostapovici, sta nella zona sottile della psicologia personale, di una temperatura artistica cosciente e coscienziosa, pronta ad indagare i limiti della collettività e le fragilità del singolo, coraggiosa e frontale, mai refrattaria alla domanda e disposta al prevedibile come all’imprevedibile.


Federico Arcuri - Tracks from diary

Federico Arcuri (Olanda 1963)
Tracks from diary è un racconto, una mostra che si articola mediante quadri di medio formato e segni gestuali riportati ad acrilico su grandi arazzi di tela. Per questa mostra personale al Gaya Art Space di Bali Arcuri sviscera una serie di impressioni catturate durante i suoi recenti viaggi negli Stati Uniti unite alle sensazioni accumulate durante il suo soggiorno balinese che precede l’esposizione e che gli concede di modulare un ciclo pittorico creato appositamente per la rassegna indonesiana. Pittore di matrice espressionista Arcuri si esprime prevalentemente con opere in bianco e nero che indagano il tema del viaggio, le attese, le lunghe file di persone quasi trasportate in uno stato di assenza, in uno spazio a più dimensioni in cui si coglie il senso dello straniamento e della perdita. Separando realtà e presenza, Arcuri descrive figure di spalle che seguono un flusso come prive di volontà, estranee le une alle altre, a costituire una folla in cui lo spostamento del pensiero risiede sotto il segno dell’erranza e della falsa apparenza. La tecnica di Arcuri si serve di collage su tela, carta, acrilico e gesso per un impatto pittorico molto materico. La sua pratica artistica è libera e si svolge in un arco tattico dilatato dove è possibile uno sprint in avanti e il recupero della memoria, la sospensione contemplativa dell’evento e l’accelerazione delle energie. Il nero acrilico e la luce delle pennellate decise o tratteggiate o volutamente irrisolte sono segni che riproducono immediatamente, nella forma, il contenuto. Le sue esternazioni liriche ed emotive, rimando tra segno e colore – quel nero e quelle improvvise luminescenze – denunciano una posizione in cui la ricerca linguistica contiene anche una resistenza morale.

martina cavallarin

sabato 19 giugno 2010

C.A.P.A. - CASA ARCANGELO PROGETTO d’ARTE/Italian Newbrow – Misteri

Atto di contrizione

Mi pento, Unico
Di non slabbrare le ferite della mente
Con la danza ebbra

Mi pento, Universo mondo
Del rovello che mi fa immobile, inerte
testimone della meraviglia grande

Mi pento, Matrice invisibile
Dei sogni svaniti che mutano in uggia
la prima, opportuna frenesia

Mi pento, Anima grossa
Per la mestizia avara, senescente
Della festa perduta e del banchetto sdegnato

Io mi compungo, senza sangue e senza spine
Col bruciore cicatriziale del vino
Mi ravvedo, sveglio, nel respiro
che conta sette attimi e una morte

Ivan Quaroni

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C.A.P.A. - CASA ARCANGELO PROGETTO d’ARTE
Un programma di residenze per giovani artisti a Benevento


Residenza: C.A.P.A. – Casa Arcangelo Progetto d’Arte
Quando: Dal 22 al 30 luglio 2010
Dove: San Nazzaro (BN)
Evento: Italian Newbrow – Misteri
Inaugurazione: Giovedi 29 Luglio 2010 – solo su invito
Direttore: Arcangelo
Curatore: Ivan Quaroni
Artisti: Silvia Argiolas; Vanni Cuoghi; Michael Rotondi;
Giuliano Sale; Giuseppe Veneziano
Progetti grafici: Margherita Spatola

Il programma di residenza
A San Nazzaro (Benevento), un’area caratterizzata da multiple e affascinanti stratificazioni storiche, nasce il primo programma di residenza dedicato a giovani artisti contemporanei. Si chiama C.A.P.A. – Casa Arcangelo Progetto d’Arte, un’iniziativa fortemente voluta da Arcangelo, artista originario di Benevento, che insieme al critico Ivan Quaroni, ha deciso d’inaugurare questo progetto per portare nel territorio una testimonianza delle nuove espressioni artistiche contemporanee.
La formula inventata da Arcangelo per C.A.P.A è inedita, perché coinvolge gli spazi privati della sua villa di campagna, un luogo immerso nel verde degli ulivi sulle colline nei dintorni di Benevento. Per sette giorni gli artisti sono invitati a lavorare su un tema specifico per dare vita ad una mostra, che si snoderà tra le stanze della casa di Arcangelo e di sua moglie Margherita.

La mostra
Ad inaugurare la prima edizione di C.A.P.A sono gli artisti Silvia Argiolas, Vanni Cuoghi, Michael Rotondi, Giuliano Sale e Giuseppe Veneziano, appartenenti al movimento Italian Newbrow, ideato dal critico Ivan Quaroni, che propugna l’affermarsi di una nuova attitudine in arte, aperta all’influenza di pratiche limitrofe e di fonti iconografiche radicate nella cultura di massa, dove si incontrano tendenze pop, la sensibilità folk e le derive dell’immaginario gotico contemporaneo.
L’esposizione, intitolata Italian Newbrow – Misteri, si terrà giovedì 29 luglio e sarà accompagnata da un catalogo curato da Margherita Spatola con testi di Ivan Quaroni.

L'esposizione delle opere sarà visibile per un intero anno fino alla II edizione.

Il tema
Il tema prescelto per questo primo anno di attività sono i Riti settennali in onore dell'Assunta di Guardia Sanframondi. In questo antico borgo sannita, ogni sette anni, dal primo lunedì successivo al 15 agosto e sino alla domenica seguente, si celebrano i Riti, le cui origini, secondo alcuni storici, risalirebbero a culti pagani precristiani. Durante la settimana dei Riti i diversi rioni del comune di Guardia Sanframondi si alternano nei cortei dei misteri, allestendo scene raffiguranti episodi dell'antico e del nuovo testamento o tratti dalla vita dei Santi. La domenica si tiene la processione generale, guidata dal Vescovo e dal Parroco, con la partecipazione del clero, dei misteri dei quattro rioni e della popolazione, durante la quale viene portata fra le strade del paese la statua lignea della Madonna, arricchita dall'oro e dagli ex-voto offerti dai fedeli nel corso dei secoli. La processione è caratterizzata dalla presenza di flagellanti e battenti, uomini incappucciati che si percuotono ripetutamente il petto con delle spugne appuntite e che rappresentano l'ultimo "mistero" del Rione Croce, definito "San Girolamo Penitente" .

Le incisioni
A conclusione della residenza, gli artisti realizzeranno con le Edizioni dello Sciamano, la mitica stamperia d’arte milanese di Pierluigi Puliti, una cartella d’incisioni dedicate ai battenti di Guardia Sanframoindi, contenente una poesia inedita di Ivan Quaroni ed un packaging firmato da Arcangelo. La pubblicazione sarà presentata a Milano in dicembre.

"Naturale Selvaggio" personale di Massimiliano Alioto a cura di Vittorio Sgarbi

Ho ricevuto più di una mail dove mi veniva richiesto di sviluppare ulteriormente questo blog, con degli interventi personali (anche di taglio "critico" cosa che assolutamente non sento di essere ne ho la preparazione per esserlo...) al posto del classico "copia ed incolla" che ne ha caratterizzato l'impostazione fino ad oggi. Confesso che la volontà di fare tutto questo esiste fin dall'inizio, è il tempo che manca il più delle volte.
Prometto che ci proverò ed approfitto di questo post ed il relax di un sabato pomeriggio noioso e piovoso per incominciare.

Il pretesto è la comunicazione di questa mostra, che si inaugura oggi in terra di Toscana, a Cortona di un artista, mia vecchia conoscenza, brindisino di nascita e piemontese di Domodossola d'adozione: Massimiliano Alioto.
Le sue capacità sono indubbie ed indiscusse. Lo erano e lo aveva già dimostrato tempo fa quando collaboravamo insieme e muoveva i suoi primi passi della sua fortunata carriera di artista ambizioso. 
Il tema di questa esposizione è la "Natura Selvaggia".
Paesaggi fantastici e animali selvatici hanno sostituito definitivamente quei soggetti, tanto amati, dai collezionisti che erano le periferie, le ferrovie (con i quali organizzammo un grande ciclo di mostre itineranti con il povero Sciaccaluga in collaborazione con Grandi Stazioni), quei "Vicino la città" (degli esordi) fino ad arrivare ai primi soggetti con figure zoomorfe "i bastardi" (cani, presentati al primo Scope New York) per arrivare all'indagine sul volto umano "Made in Japan" con il quale abbiamo condiviso l'avventura di un fuori fiera al vecchio Spazio Consolo di Milano.
La vita è fatta di scelte e Massimiliano ha fatto la sua. Approfitto di queste pagine per rinnovare a lui la mia stima e ammirazione anche se lo apprezzavo di più quando era, magari ancora un po' acerbo e di Frangiana memoria, più incazzato e sfogava la sua rabbia violentando ed aggredendo la tela.

dal sito di Itailian Factory:

Massimiliano Alioto
Naturale Selvaggio
a cura di Vittorio Sgarbi
Palazzo Casali, Cortona (Arezzo)
dal 20 giugno al 14 luglio 2010

Massimiliano Alioto si dà alla natura selvaggia. L'artista brindisino, da più di dieci anni rifugiatosi in montagna, vicino a Domodossola, arriva così alla terza tappa del suo progetto "Naturale". Dopo le prime due tappe, a Cortina nel 2007, con il ciclo dedicato proprio al paesaggio di montagna, e a Milano nel 2008, con quello dedicato al paesaggio marino, ecco arrivare a compimento il terzo capitolo della trilogia naturale di Alioto, con una serie di quadri dedicati alle foreste e agli animali selvaggi.

Un ciclo ancora più "estremo" dei primi due, perché sempre più figurativo, e con più d'una strizzata d'occhio, tra il sapiente e il divertito, al folklore e alla tradizione dell'iconografia naturalistica, in puro stile "National Geographic", con un segno iperfigurativo e sciolto che sembra rimandare vuoi alla pittura romantica, vuoi a certo realismo di stampo ottocentesco.

"La trilogia dedicata al paesaggio naturale", spiega l'artista, "nasce dopo che per anni avevo rivolto la mia attenzione al paesaggio urbano. Il paesaggio di montagna ha costituito la prima tappa del progetto, perché da ormai dieci anni vivo in mezzo alle montagne. Il paesaggio marino la seconda, perché è parte del mio Dna, in quanto nativo di Brindisi. Infine, l'amore che nutro da sempre per gli animali e per la natura incontaminata ha portato a questo nuovo ciclo".


Ciclo che sarà costuito da una quarantina di quadri, nei quali si vedono foreste e valli incantate degne di una scenograifa disneiana, e poi tigri, orsi, aironi, scimpanzè, gorilla… "Le immagini di animali", spiega ancora Alioto, "provengono quasi tutti da un reportage fotografico che ho fatto allo zoo-safari di Fasano, vicino a Brindisi. Del resto, io parto sempre da un dato reale, per esempio una foto o un appunto preso dal vivo su un quadernetto, e poi rielaborato con la pittura in studio. In fondo, la pittura è un meraviglioso gioco, è come una performance in cui non si può mai progettare granché prima: il cuore del quadro nasce sempre dipingendo".

E come mai una così forte virata verso il figurativo più stretto, quasi a un passo dall'illustrazione?

"La pittura", risponde l'artista, "è gioco, è divertimento, è il gusto di sperimentare sempre strade nuove. A me è sempre piaciuto spaziare tra gli stili più diversi, passando da una pittura magari al limite con l'astrazione a un realismo rigoroso, quasi ossessivo. Non credo nelle etichette e nelle ideologie, oggi con la pittura si può fare di tutto, chiudersi in uno stile preciso e rimanerne ancorati mi sembrerebbe una dannazione".
"Quest'ultimo ciclo della trilogia sfocia ora in una personale dell'artista, che si tiene a Cortona (Arezzo), a Palazzo Casali, dal 20 giugno al 14 luglio 2010.

La mostra è curata da Vittorio Sgarbi, che nel catalogo, edito da Maretti, scrive: "Ad Alioto piace giocare con l’arte, anche con piglio autoironico, non fossilizzarsi in una cifra stilistica e viverci di rendita, come farebbe utile anche al mercato.
Tanti artisti si compiacciono nella prevedibilità, nella replica all’infinito di uno stesso motivo fino alla noia. Alioto preferisce concepire l’arte in un altro modo, più avventuroso e meno opportunistico, avendo anche il coraggio di rischiare, non mostrandosi interessato a tutelare la buona reputazione che si era fatto, con pieno merito, nel genere 'metropolitano'. Lo spiazzamento del critico, lo sconcerto, non sono sue preoccupazioni, ma, anzi, suoi sottili obiettivi, per alimentare la gratificazione che l’autore ottiene dal modo spregiudicato, imprevedibile con cui cambia faccia artistica, come un Fregoli, uno Zelig, un Arturo Brachetti.
L’adozione di un’iconografia convenzionale, da sussidiario degli anni Sessanta, illustrativa, non porta Alioto a smentire il realismo, solido, ma essenziale, delle architetture metropolitane. Quello che cambia è l’immaginario visivo di riferimento. E allora, dove sta lo scandalo? E’ vero o non è vero che una delle tendenze più nobili dell’arte contemporanea, dal Pop al Graffitismo, per non dire delle manifestazioni ancora oggi riconducibili all’inesauribile filone del Primitivismo, sta nel rielaborare i codici di larga diffusione popolare, nati fuori dai luoghi canonici dell’arte “alta”, allo scopo di scardinarne l’insopportabile, anacronisitica chiusura?".


"MASSIMILIANO ALIOTO"
Naturale Selvaggio

Cortona (Arezzo), Palazzo Casali
dal 20 giugno al 14 luglio 2010
catalogo Maretti Editore

a cura di Vittorio Sgarbi
testi di Vittorio Sgarbi e Fabio Migliorati